Tutto ciò che serve per muoversi agilmente in città: dalle biciclette elettriche agli scooter, dai monopattini ai mezzi in sharing. Quattroruote e Dueruote uniscono le proprie competenze per offrire una guida alla mobilità urbana nell’era Covid.

Eco news

Gianluca Italia
Più noleggio (a batteria) e meno ciclabili

Gianluca Italia
Più noleggio (a batteria) e meno ciclabili
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“Bisogna evitare il terrorismo psicologico degli automobilisti, per il resto sul Modello Milano siamo pronti a discutere, ma il Comune finora non ha coinvolto nessuno del nostro mondo… non ci arroghiamo nessun diritto, sia chiaro, ma un confronto con chi vive la mobilità in prima persona potrebbe essere utile e portare a proposte utili per il futuro della mobilità cittadina”. A parlare è Gianluca Italia, già manager FCA ai tempi di Marchionne, e ora amministratore delegato della concessionaria Overdrive. Continua con un cambio di prospettiva il dibattito innescato con il convegno Urban Mobility organizzato da Quattroruote e Aci Milano. Dopo aver ascoltato il punto di vista degli ecologisti (qui l’intervista alla presidente di Legambiente Lombardia, Barbara Meggetto), affrontiamo lo spinoso argomento delle politiche della mobilità, la transizione verso l’auto  elettrica e le scelte imposte dal Piano Aria Clima con il pragmatismo di chi le auto le deve vendere. O per lo meno noleggiare, per far sopravvivere un business che dà lavoro a 120-130 mila addetti, senza considerare filiera e logistica.

Dottor Italia, cosa pensa degli obiettivi di Palazzo Marino, che sogna una città con macchine e parcheggi dimezzati?
Se si vuole ridurre l’inquinamento, non è necessario tagliare del 50% le auto a Milano, ma semmai intervenire sulle emissioni di CO2 e NoX, cioè agire sul parco circolante: a Milano e provincia ci sono 1,3 milioni di auto tra Euro 0 e Euro 5, andiamo ad aggredire quelle. Con una prima fase di 3-5 anni si potrebbero sostituire tutte con auto di ultima generazione e l’impatto ambientale si ridurrebbe clamorosamente. Poi ci vorrebbe una Fase 2, per fare davvero le infrastrutture per la ricarica delle elettriche, che nel frattempo potrà contare su tecnologie migliorate, e finalmente dal 2026-2027 si potrebbe pensare di fare entrare nel centro solo le EV e le ibride, facendo pagare le altre. Ma tutto questo va programmato”.

Insomma il Comune sta sbagliando approccio? A Palazzo Marino rispondono che “è l’Europa che lo vuole”… la riduzione di auto dalle città è un impegno preso da tutte le amministrazioni delle grandi città del Continente e il futuro è una mobilità differente, più a misura d’uomo…
Non siamo contro il Comune, è vero che si tratta di un trend internazionale. D’altra parte, però, Milano è dinamica, ogni giorno attrae milioni di persone, di cui 1,5 in auto. Il piano del Comune parla di servizi raggiungibili in 15 minuti, ma non può essere così. Chi va in corso Venezia o in corso Vercelli a fare shopping o al ristorante, non è tutta gente del quartiere. E non è nemmeno immaginabile che si vada a fare acquisti in bicicletta, come vogliono imporci. In Nord Europa le città sono strutturate in modo diverso, ci sono vere piste ciclabili, mentre qui per realizzarle si restringono le strade, dipingendo linee sull’asfalto. In più ci sono ragioni culturali, storiche: Amsterdam è diventata quello che è in 80 anni, non per qualche normativa dall’oggi al domani.

In ogni caso, la mobilità sta cambiando anche da noi. Come vede lo sharing e la crescita continua del noleggio?
Non giudico lo sharing perché non ce ne occupiamo, ma sul lato aziendale è sicuramente in perdita. Negli anni si vedrà se potrà diventare remunerativo, ma è molto difficile, perché deve mantenere costi bassi per gli utenti, e allo stesso tempo deve fare i conti con il crollo del valore dei mezzi noleggiati, con la manutenzione, ricariche, ripristini, vandalismo… basta vedere le bici o i monopattini nel Naviglio. Però dal lato del consumatore, è comodo e utile. Il noleggio è in forte crescita ed è una grande opportunità per diffondere le auto elettriche in città: chi fa 30-40 km al giorno, può farsi bastare una ricarica settimanale, quindi può usare le colonnine pubbliche e non ha bisogno di wallbox o garage privato. Noi ora proponiamo anche pacchetti con Free2Move (il noleggio del gruppo PSA, ndr) con ricarica a domicilio, grazie a un contratto con E-Gap, che porta il camioncino-batteria dove si vuole, all’interno delle tangenziali, fino a sei volte al mese. Con un totale di 900 km mensili già compresi e persino l’assicurazione casko, una 208 o una Corsa elettrica costano 399 euro al mese, tutto compreso. Il concetto è: provatele!

E il problema del traffico? Oltre all’inquinamento, in parte risolvibile con le auto elettriche, resta quello della congestione delle strade, aggravato da corsie preferenziali per la cosiddetta mobilità dolce e dalla pedonalizzazione di alcune piazze, per esempio con l’urbanistica tattica dell’assessore Maran. La micromobilità urbana può essere una soluzione? E quante dovrebbero essere le auto a Milano?
L'automobilista è un cittadino come tutti che chiede chiarezza e soluzioni. I milanesi devono avere la possibilità di usare mezzi diversi indipendentemente da obblighi e imposizioni. Metrò, bici, monopattini, ma anche l’auto, quando serve. Da parte nostra, posso dire che Overdrive sta valutando anche il noleggio di microcar e scooter elettrici, perché vogliamo diventare il punto di riferimento per la mobilità cittadina. Ma ripeto, il numero delle auto non è un problema, non va dimezzato per partito preso… se si facessero hub di parcheggio, il loro numero potrebbe persino aumentare. Quello che conta è rendere il traffico più fluido, per esempio con sopraelevate e tunnel in alcuni snodi di ingresso alla città. Non certo con le piste ciclabili e tagliando i posti auto sulle strade cittadine.

 

COMMENTI

  • Non è vero che Amsterdam è diventata ciclabile in 80 anni, negli anni 70 era intasata di auto come Milano. Esistono foto che lo testimoniano, basta un minimo sforzo di verifica. l'Italia ha il maggior numero di auto per abitante tra i grandi paesi europei, anche questo è un dato facilmente verificabile. Siamo saturi di auto e le alternative esistono.
  • Mamma mia che idee orrende! Fare tunnel? Sopraelevate??? che oscenità di città verrebbe fuori? La realà è molto semplice: in Milano buona parte delle auto sono ferme per il 90% del tempo. la usi mezz'ora per andare a lavorare, la parcheggi e fino a sera non si muove più. Peggio ancora quelel auto che si spostano forse una volta a settimana. Non ha senso occupare suolo con mezzi che non circolano. Molto meglio liberare le strade, renderle più fluide e permettere a mezzi alternativi di circolare. Alla fine siamo uno dei paesi dove il clima permette l'uso di mezzi più piccoli e agili delle auto, perchè ostacolare tutto ciò? Il raggio della città di Milano, comprese prime città dell'hinterland è di 10km. Significa che, in assenza di grande traffico (causato dalle auto), con un mezzo agile si potrebbe fare da nord a sud o da est a ovest in circa 20 minuti, viaggiando a circa 30km/h. Invece ci si impiega un'ora perchè si usano mezzi non adeguati alla città... L'intervistato invece preferisce aggiungere traffico ad una città che già oggi è paralizzata. Ottimo...
  • il buon Gianluca ovviamente difende la posizione sua e quella di Overdrive. Infatti non solo sarebbe già possibile eliminare l'accesso al centro a tutti i veicoli a combustione, o ridurre del 50% il parco circolante. La realtá è che con minimi sforzi di infrastrutture, si potrebbe già oggi eliminare il 100% delle vetture di proprietà privata ed a combustione.