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FCA-Renault
Salta la fusione: non ci sono le condizioni politiche

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Colpo di scena nella vicenda della fusione tra la Fiat Chrysler e la Renault. Nel pieno della notte il gruppo italo-americano ha infatti deciso di ritirare la sua proposta di aggregazione a causa del mancato sostegno da parte dello Stato francese, maggior azionista della Casa della Losanga.

La comunicazione della Renault. La decisione della FCA è arrivata poco dopo la pubblicazione di un comunicato della Renault sull'esito di un consiglio di amministrazione durato oltre cinque ore. Il Cda, che già martedì si era riunito, "non è stato in grado di prendere una decisione a causa della richiesta espressa dai rappresentanti dello Stato francese di rinviare il voto a un consiglio successivo". Dunque è stata la Francia, forte del 15% detenuto del capitale della Casa transalpina, a rappresentare un ostacolo decisivo anche se le ricostruzioni di quanto avvenuto nella tarda serata di ieri individuano nella riluttanza della Nissan la prima causa del colpo di scena.  

Il peso della Nissan. Negli ultimi giorni il governo di Parigi aveva dettato quattro condizioni precise: rispetto dell'Alleanza Renault-Nissan, salvaguardia dei posti di lavoro e dei siti industriali, governance equilibrata con la relativa rappresentanza dello Stato nel Cda e partecipazione del futuro gruppo al progetto europeo delle batterie per le auto elettriche. Ieri sera su alcune delle condizioni, in particolare sulla presenza pubblica francese nel consiglio di amministrazione, sembrava fosse stato raggiunto un compromesso risolutivo, ma alla fine a mettere i bastoni tra le ruote sono stati i giapponesi della Nissan facendo saltare la prima condizione. Secondo il Wall Street Journal, i due rappresentanti della Casa di Yokohama avrebbero ritirato il sostegno alla proposta di fusione alimentando tra i francesi dubbi sull'impegno nipponico a preservare l'Alleanza in caso di di via libera alla fusione tra la FCA e la Renault. Il governo transalpino, intenzionato ad approvare l'aggregazione solo con precise garanzie sul prosieguo del sodalizio franco-nipponico, avrebbe preso atto dei tentennamenti dei giapponesi e quindi chiesto di posticipare il voto consiliare.   

La reazione di FCA. Dopo poco meno di un'ora dal comunicato della Renault è arrivata la reazione della Fiat Chrysler con la decisione del consiglio di amministrazione di "ritirare con effetto immediato la proposta di fusione avanzata a Groupe Renault". Il motivo è legato esplicitamente all'assenza delle "condizioni politiche" per procedere con l'intera operazione. Il gruppo italo-americano, si spiega nel comunicato, "continua a essere fermamente convinto della stringente logica evolutiva di una proposta che ha ricevuto ampio apprezzamento sin dal momento in cui è stata formulata e la cui struttura e condizioni erano attentamente bilanciati al fine di assicurare sostanziali benefici a tutte le parti. È tuttavia divenuto chiaro che non vi sono attualmente in Francia le condizioni politiche perché una simile fusione proceda con successo". La Fiat Chrysler ha quindi espresso "sincera gratitudine" alla Renault, in particolare al presidente Jean-Dominique Senard e all'amministratore delegato Thierry Bolloré, nonché alla Nissan e alla Mitsubishi, per “il loro costruttivo impegno in merito a tutti gli aspetti della proposta" e ha messo in chiaro che "continuerà a perseguire i propri obiettivi, implementando la propria strategia indipendente".

I cinque giorni in più chiesti dalla Francia. Le ricostruzioni della stampa anglosassone su quanto avvenuto ieri sera sono, tra l'altro, confermate dal ministro dell'Economia francese, Bruno Le Maire. In un comunicato diffuso di prima mattina, Le Maire ha rivelato, in particolare, come lo Stato avesse chiesto al cda della Renault di rinviare di cinque giorni il voto sulla proposta. Il ministro, preso atto della decisione del gruppo FCA di ritirare l'offerta, ha inoltre spiegato quanto la proposta fosse stata "accolta favorevolmente" dal governo e sottolineato la collaborazione "costruttiva" con tutte le parti interessate. "Lo Stato - prosegue Le Maire - aveva stabilito quattro condizioni per il suo accordo finale" e "un accordo era stato raggiunto su tre di queste condizioni. Rimaneva da ottenere il supporto esplicito della Nissan. Lo Stato voleva quindi che il Consiglio di amministrazione avesse altri cinque giorni per garantire il sostegno di tutte le parti interessate". "La Renault, all'interno dell'Alleanza, ha tutte le risorse per affrontare le sfide del settore automobilistico, in particolare nel campo dei veicoli elettrici e della riduzione delle emissioni", ha comunque messo in chiaro il ministro.

La delusione della Renault. Il ritiro dell'offerta è stato accolto con rammarico da parte dei francesi. La Renault ha, infatti, espresso "la sua delusione per non avere l'opportunità di continuare a perseguire la proposta della Fiat Chrysler Automobiles. Siamo grati alla Nissan per il suo approccio costruttivo e desideriamo ringraziare la FCA per i suoi sforzi e il nostro consiglio di amministrazione per la sua costante fiducia. Riteniamo che ci sia stata offerta un'opportunità, in modo tempestivo e con una logica industriale avvincente e un grande merito finanziario, che avrebbe portato alla creazione di un forte operatore globale con sede in Europa. Inoltre, crediamo che metta in evidenza l'attrattiva della Renault e dell'Alleanza".

In Borsa perdono i francesi. Le reazioni dei mercati alla notizia non si sono fatte attendere. Il titolo FCA ha aperto la seduta sulla Borsa di Milano con una perdita del 3,62%, ma ha poi imboccato la strada di un progressivo recupero, virando in territorio positivo e chiudendo con un +0,09%. Il mercato ha invece colpito pesantemente la Renault, che a Parigi ha perso il 6,82%, mentre a Tokyo la Nissan ha chiuso in ribasso dell'1,7%. Gli andamenti divergenti sono legati a considerazioni prettamente politiche. Alcuni analisti ritengono infatti che la Fiat Chrysler abbia maggiori spazi di manovra sul fronte del consolidamento rispetto alla Renualt, a cui la Francia ha precluso una possibile alternativa strategica a un'Alleanza con la Nissan attualmente in una fase di stallo. Per il gruppo italo-americano tornano in auge, come possibili partner, i nomi della Hyundai e della General Motors mentre viene ormai del tutto esclusa PSA perché l'analoga presenza dello Stato francese tra i soci del produttore guidato da Carlos Tavares rischia di replicare gli ostacoli affrontati nell'infruttuoso tentativo di fusione con la Renault.

COMMENTI

  • Io.personalmente, non sono.dispiaciuto dalla mancata fusione con renault , non tanto per risvolti economici(tra l'altro non sono informato molto in materia) ma per ragioni di marchio.....lo so in queste operazioni la simpatia o antipatia per un marchio non c'entrano un bel niente, piuttosto penso che se fca ha fatto saltare tutto, avrà avuto le sue buone ragioni. E penso che cmq troverà un alleato che sia europeo o asiatico(più probabile)
  • Un solo commento per John Elkann. BRAVO. Finalmente uno con le palle. Ha capito che lo volevano fregare (Il governo Francese) e li ha mandati a quel paese. Ha fatto benissimo. E i poveracci che commenano diversamente in basso nella vita faranno i lavapiatti o giu' di li. Ma non solo. Se avesse voluto vendere a tutti i costi avrebbe accettato le richieste di Macron e avrebbe concluso. Invece ha capito che lo avrebbero ingabbiato con clausole e penali per non parlare di accordi e sgambetti vari per i prossimi decenni come chiedeva il governo Francese di mettere nero su bianco. Mai fare affari con i Francesi. Del Vecchio si e' pentito piu' dei suoi giorni.
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  • alla faccia della censura !
  • redazione, scusatemi, mica sto postando link di siti pedopornografici
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  • ripeto, eccovi qui sotto l' hitech che fca ha messo sul piatto:
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  • Sono senza parole per la scoperta che ho appena fatto
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  • Io già immaginavo i responsabili dei nuovi modelli Fiat inizare a disegnare una nuova 500 con motore posteriore su base Twingo/smart (anche se i tedeschi molleranno il progetto) e la riedizione della 126 :-)
  • Ultimora ! FCA riapre a Renault, concede ai francesi altri 5 giorni di consultazioni ed offre 50 Gbyte al mese per 36 mesi. Offerta valida per fusione in pronta consegna.
  • l'operazione finanziaria era brillante, ed i giapponesi hanno capito che sarebbero stati fagocitati a costo zero da un competitor, altro che contare di più.... e si sono messi di traverso astenendosi in consiglio ma di fatto imponendo al governo francese di chiedere tempo.... male ha fatto Fca a non concordare prima con i giap la questione, ben sapendo che sarebbero stati l'ago della bilancia......
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  • Vedere tanta gente scandalizzarsi per non aver calato le braghe alle pretese di un politicante fallito come Macron mi mette molta tristezza.
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  • Era da aspettarselo. Classico comportamento francese, era già avvenuto nel caso fincantieri. Fortunatamente FCA appena visto il comportamento del governo ha fatto marcia indietro. Il vero problema era la presenza "obbligata" del governo francese nel CDA senza un equivalente straniero, italiano od americano, che avrebbe fatto "slittare" il nuovo gruppo sotto il predominio francese. In questo caso era la Renault che fagocitava la FCA.
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  • Anche questo salvagente si è sgonfiato e FCA è sempre più sola in un mare di guai. Ha venduto Marelli per aumentare il dividendo (brutto segnale), si cercano alleati in Europa (mercato saturo) e non si guarda nel Far Est (dove attualmente e per qualche anno si vende). Dopo avere avuto la Panda si saliva sulla Punto ora si va dalla concorrenza e (quasi sempre) ci si rimane, Il cliente Fiat non arriverà alla Maserati e intanto compra altro. La vedo triste e dura nonostante i bilanci, non si può continuamente scontare le auto al 30% SI CHIUDE. La finanza è impietosa oggi ti applaude domani ti chiude. Elkan prendi l'aereo e rotta ad oriente ci sono soldi e numeri. Buon viaggio e annuncia un bella entrata di qualche gruppo orientale sarai più credibile.
  • Vin, né sono dispiaciuto, né tiro un sospiro di sollievo. Continuo ad avere la mia idea da consumatore del prodotto auto e non da fanta ad come te ed altri. Credo invece che siano due gli aspetti che debbano farti dispiacere: il primo è che elkann, ad un passo dalla vendita, si è chiamato fuori: che forse non voglia vendere? Secondo è che tutte le contraddizioni che da tempo vado elencando relative all' operato del tuo guru ghost hanno trovato conferma. Nell'alleanza non è definita la catena di comando, ciascuno dice la sua, si sconfessano l'un l'altro è restano in una stasi che definire preoccupante è piuttosto riduttivo. Oggi macron, domani la le pen, dopo domani chissà si sentirà autorizzato a dire la sua. Voglio poi vedere quanto tempo bollorè e senard avranno ancora il coraggio di farsi vedere in giro o, se preferisci, chi avrà ancora il coraggio di parlare con loro di questioni relative a renault. Da questa faccenda non ci guadagna nulla fca, ci guadagnano i giapponesi e ci perdono i francesi
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  • FCA / Elkann premeva concludere l‘affare al più presto, tanta fretta e Macron ha detto STOP ... è esattamente come quando una donna avvincente ti si getta fra le braccia, o ti chiami Rocco S. o sei il pollo da spennare ...
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  • Non so perché ma la rottura di questo tentativo di fusione mi fa piacere. Chiedo scusa per la digressione. Negli anni 90 mio figlio, nell'ambito di un programma di scambio fra studenti, fu ospite di una famiglia francese: bene, da allora mio figlio odia la Francia ed i francesi. Negli stessi anni, analogamente, una mia nipote ospitò un suo coetaneo francese e mi colpirono la sicurezza e l'arroganza con le quali sosteneva che il suo Paese fosse il primo al mondo per bellezze artistiche e che furono i galli a sconfiggere Cesare ! Al di là dell'aneddotica, risulta chiaro come, da una parte c'è un paese che educa i propri figli al rispetto/esaltazione della propria patria e della sua storia e, dall'altra un paese, il nostro, che lo fa solo a parole (prima gli italiani !) ma nel quale lo sport nazionale sembra essere l'autocommiserazione e l'auto denigrazione. Chiusa questa digressione cultural-antropologica, dico la mia su quale potrebbe essere un buon partner per FCA: la Honda, considerata nel suo complesso, ha dimensioni industriali e valore simili, è vero che ha già una forte presenza in USA ma è sottoesposta in Europa e lo sarà ancora di più, dal punto di vista produttivo, dopo la Brexit. Perciò un accordo/fusione con FCA le permetterebbe una maggiore penetrazione nel mercato europeo, soprattutto in quello settentrionale, dove il marchio FIAT non è molto apprezzato consentendo alla FCA di saturare la capacità produttiva in Italia. La Honda, infine, possiede tecnologie valide nell'ibrido e nell'elettrico puro che mancano ad FCA ed insieme raggiungerebbero quella capacità di investimento necessaria allo sviluppo ed alla produzione (magari in Italia, sfruttando anche le grandi risorse di energie rinnovabili che potremmo ottenere nel nostro Paese) di batterie.
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  • Pagliacciata!
  • Effettivamente, il grande assente da questa "telenovela" dove tutti hanno scritto la loro è Night Prowler, dopo anni dove ha apostrofato come insipienti tutti quelli che (loro malgrado) illustravano una situazione poco rosea sul futuro, con quella famiglia e il loro braccio operativo intenti solo ad operazioni finanziarie operate a spese della desertificazione industriale (non solo italica ma europea in generale), e dopo anni di arrampicate sui vetri per giustificare l'ingiustificabile, ora qui nel blog regna un "silenzio assordante" di questo signore.....
  • Cheesecake Notturna riuscirà a superare anche questo rifiuto ????
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  • No, no, adesso è chiaro vista l'altra bella notizia di oggi: i francesi hanno chiesto un anno di tempo per poter contare personalmente il venduto (!) . Viste le cause in giro meglio non fidarsi di certi mariuoli associati...
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  • Per quanto i francesi siano da sempre affetti da megalomania, ritengo che un'alleanza con i coreani sarebbe estremamente più difficile da effettuarre anche se più avvantaggiosa per le due parti (su carta). I coreani sono anche loro estremamente nazionalisti (nei due CDA ci sono solo coreani, salvo Albert Biermann, ex BMW.... e un ottimo cognome per un tedesco) e le loro aziende hanno una struttura estremamente gerarchica e di difficile accesso (e comprensione) per gli occidentali. Come qualcuno dice più in basso la speranza è l'ultima a morire, e si, il governo francese se l'è giocata molto male, ma tutto sommato penso che sia un'occasione persa per FCA (indipendentemente dal ruolo di Nissan).
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  • i francesi non stanno mica aspettando che john elkann si freghi i soldi della renault per investire nella juventus e fare cassa integrazioni nelle fabbriche...
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  • vedremo presto se il ritiro dell'offerta e' solo una mossa per guadagnare un po' di forza...continuo a notare la totale assenza del Governo italiano:mi sarei aspettato la convocazione di Elkann e Manley per spiegare termini e intenzioni della proposta d'accordo,conseguenze su stabilimenti,occupazione ecc. italiani e,in caso di rassicurazioni,sostegno politico.nulla,invece...
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  • Tutta la vicenda ha messo ben in evidenza 2 aspetti, ovvero quanto lo stato azionista di Renault, non voglia mollare l'osso e quanto la Nissan senta questa pressione dalla Francia. La Nissan col suo 15% di Renault e nessun diritto di voto, sembra sempre più tentata a rompere in qualche modo l'alleanza se non ci saranno capovolgimenti nell'assetto societario. Difficilmente riuscirà nell’operazione quando hai un socio forte come Renault col 43%: per cui o trovi un alleato da contrapporre ai francesi, o sganci tanti soldi, un po’ come fece Volkswagen con Porsche. FCA ha vestito il ruolo del guasta feste, o meglio, dell'amante in un matrimonio che è durato anni che sembra quasi arrivato agli sgoccioli. In borsa intanto, PSA brinda alla rottura della fusione, sperando di essere lei la nuova pretendente, ma con uno stato sciovinista come lo è la Francia, come può andare avanti una nuova proposta di fusione franco-italica, PSA-FCA, quando c'è sempre di mezzo il 15% di un governo che si dice filo europeo, ma che fa le pulci ai più sovranisti d'Europa. Con Renault è dal 1945 che vige il sodalizio statale, ma con PSA è di storia recente, ovvero una partecipazione pubblica che doveva essere temporanea, trasferita poi in una banca d’investimento pubblica. Per cui mi domando, se avverrà un nuovo tentativo di fusione con i francesi e lo stato transalpino si metterà di nuovo di traverso, non sarà la dimostrazione che quella partecipazione azionaria nei Peugeot, non erano aiuti temporanei, ma aiuti di stato, vietati in EU a tutti, tranne che alla Francia. FCA in una relazione amorosa ci ha provato, magari nel tentativo di far ingelosire altri pretendenti, per ora solo PSA è stata smascherata. Per cui chi sarà il prossimo? Trump stranamente non ha battuto ciglio, dalla Corea stavano preparando l'assalto a FCA già da tempo, ma non si è ancora visto niente. Insomma si ritorna in attesa, magari, dopo aver messo il dito tra moglie e marito, uno dei due (secondo me la parte che sta a oriente) potrà un giorno rifarsi vivo.
  • mai allearsi con francesi e tedeschi...vogliono solo commandare e sono presuntuosi. Bene che è saltato tutto....meglio i coreani per esempio....
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  • Saggio fu sganciarsi prima di passare per dei reietti appena sentiti i toni della " ancor piu vantaggiosa !" controproposta dei cugini. Adesso facciamo passare un po di tempo cosi ci si dimentica un po dell ennesimo rifiuto, inventiamoci qualcos'altro e poi con riviste pretese vediamo se riusciamo a sbolognare la Fonte di Catorci Amari a qualc'un altro. Ci sara pur bene qualche sprovveduto...
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  • Probabilmente chi ci rimette di più dalla rottura delle trattative sono i francesi...infatti anche la perdita in borsa più ampia per Renault questo conferma. Tanto le trattative erano solo all'inizio e in un anno circa per concludere si sarebbero arenate altre decine di volte sui punti più disparati...la Francia non è come l'Italia lì stato e sindacati hanno un peso determinante...meglio guardare ai coreani.
  • Solo ritardata di un anno. Ne riparleremo dopo le municipali 2020 in Francia.
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  • Anch'io sono contento che sia saltato l'accordo. I Francesi volevano comandare e avrebbero chiuso delle fabbriche in Italia. Cmq quando una azienda Italiana vuole comprare una azienda francese o tedesca ce lo impediscono in tutti i modi. E noi coglioni continiamo a comprare le loro cose. MERITIAMO di rimanere senza lavoro!!!!!!!!!!!
  • Questo ritiro dell'offerta potrebbe anche essere una mossa strategica per costringere i galletti (del governo) ad abbassare la cresta delle richieste, andate evidentemente troppo oltre, non credo alla storia della Nissan messa di traverso, non ha il peso azionario necessario ad essere decisiva nelle decisioni (solo il 15% e senza diritto di voto) mentre l'azionista di maggioranza nell'alleanza franco/giappa continua ad essere il CDA Renault (43% di Nissan e diritto di voto). Aspettiamo sviluppi, la vicenda potrebbe non essere ancora chiusa in modo definitivo. ......... Nel mentre, i titoli in borsa delle 2 aziende negli ultimi giorni hanno avuto un'impennata e "qualcuno" (i soliti noti in particolare) ci ha guadagnato fortemente, non a caso Manley ha venduto 3.5 mln $ in azioni FCA che erano in suo possesso, dunque per "qualcuno" non tutti i mali sono venuti per nuocere. .............. PS. GSI ha potuto nel frattempo tirare un sospirone di sollievo, non deve più modificare il suo nickname in GSIF e soprattutto non doversi più rimangiare le tante affermazioni al veleno su Renault se questa fosse poi divenuta "di casa" ....
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  • Ma in tutta questa confusione, le isitituzioni italiane dove erano? E' vero che non sono nel cda di FCA però chiedere "scusate, ci spiegate cosa state facendo?" E poi non avevano detto che potevano rimanere liberi per molto tempo ancora? Hanno venduto pure la Marelli, soldi per mandare avanti i progetti ne dovrebbero avere o no?
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  • come avevo previsto.
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  • Continua la fase di confusione mentale in casa Renault: chi comanda? Lo stato francese? I rappresentanti che ha messo nel cda(e che ha palesemente sconfessato)? O la partecipata Nissan? Mentre a Parigi provano a capire cosa vogliono, bene ha fatto elkann a chiamarsi fuori
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  • Era evidente che Nissan avrebbe messo i bastoni fra le ruote, e dal suo punto di vista ha fatto bene. Renault senza Nissan è spacciata perché i giapponesi producono più del doppio di auto rispetto ai francesi, hanno una presenza globale (USA compresi) e hanno sviluppato per primi l'auto interamente elettrica (Leaf) per poi farla rimarchiare a Renault come Zoe. Giustamente non ci stavano a fare la parte del socio scemo che mette soldi e tecnologia per fare un piacere ai senza bidet. Prima hanno fatto fuori Ghosn, ora hanno fatto saltare la fusione con FCA il prossimo passo staccheranno la spina e allora si che a Renault non rimane altra soluzione che fondersi con PSA con la benedizione del Governo Francese. Per FCA vedo meglio un accordo con i coreani di Hyundai-Kia.
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  • Decisione giustissima,FCA ha fatto valere le sue prerogative. Lo stato francese voleva essere maggioranza essendo minoranza.
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  • per le condizioni che andavano delineandosi, FCA ha fatto bene a fare un passo indietro. I Jap hanno le loro idee e se hanno incastrato Ghosn con tutti i mezzi possibili (leggasi la probabile ambizione/nazionalismo dell'attuale presidente Nissan) hanno puntato i piedi anche qui. Noi italiani eravamo convinti di prendere una fregatura, i francesi erano tra due fuochi e convinti anche loro di prendere una fregatura, i Jap avevano paura di non guadagnarci abbastanza... così adesso ognuno si terrà la propria fregatura e torneranno a parlarsi quando sarà ancora più tardi... oppure Fiat potrebbe usare i brevetti aperti di toyota sull'ibrido? oppure tornare a parlare con Peugeot? Bah.... si vedrà molto presto!
  • Cavoli...si sono accorti che le "condizioni politiche" per procedere alla fusione in Francia sono assenti......ma le storie precedenti di Fincantieri con Stx e Luxottica-Essilor sono capitate due millenni fa? Geni assoluti quelli di FCA.......
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  • Concordo con il sig.Di Giulio, non sono affatto dispiaciuto che sia saltato l'accordo, stato francese troppo ingombrante, troppa politica. Meglio valutare attentamente altri partner eventualmente.
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  • C'erano troppi mah, stato francese, nissan, ecc... la cosa non mi aveva mai convinto, però poteva essere una soluzione allo stallo, decrescita felice, che dura da anni in fca per quanto riguarda il suo futuro extra ram usa. Vedremo a me è sempre piaciuta più ipotesi hyundai, oppure visto che sono stati un po' rifiutati da tutti, memorabili i NO di gm e non solo all'epoca canadese, magari si metteranno a investire seriamente sul futuro, siccome dicono che di soldi ne hanno, ho i miei dubbi... Ma si sa la speranza è ultima a morire.
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  • Meno male. Avanti un'altra (se ci sarà).
  • Ammetto che la cosa non mi dispiace. Ok ad una fusione ma renault non è quello giusto per via della governance e dell'intreccio azionario con nissan. I paletti del governo sono in forte ostacolo peccato, perché dal punto di vista del prodotto e della diffusione era un'ottima soluzione
  • Il consiglio di amministrazione di Fiat Chrysler Automobiles presieduto da John Elkann: ha deciso di ritirare con effetto immediato la proposta di fusione avanzata a Groupe Renault. Sembra che Nissan Motor, non abbia voluto di appoggiare l'intesa...
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