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Tesla
Rinviato il lancio della Roadster

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Rinviato il lancio della Roadster
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La Tesla ha deciso di rimandare il lancio della Roadster, l'hypercar a quattro posti da 400 km/h e 1.000 chilometri di autonomia destinata, almeno originariamente, a debuttare sul mercato già quest'anno. Il rinvio è stato rivelato dall'amministratore delegato Elon Musk nel corso di un podcast con l'attore comico Joe Rogan. 

Altre priorità. L'intervista con Rogan, la seconda dopo quella del settembre del 2018, diventata fonte di polemiche e critiche per lo spinello fumato in diretta dallo stesso Musk, non è stata incentrata sul business della Tesla quanto su altre attività dell'imprenditore di origini sudafricane, come la Neuralink. Eppure, qualche stralcio ha riservato indicazioni di un certo rilievo sull'attività della Casa californiana. Rogan ha chiesto all'ad della Tesla quando avrebbe potuto acquistare una Roadster e Musk ha risposto di non poter indicare una data precisa e, soprattutto, che al momento la Tesla ha ben altre priorità nei suoi programmi di espansione: l'aumento della produzione della Model Y e la costruzione della fabbrica di Berlino

Dopo Cybertruck e Semi. "La Roadster è un po' come un dessert. Prima dobbiamo procurarci carne, patate, verdure e altro ancora" ha affermato Musk nella chiacchierata, fornendo comunque alcune indicazioni generiche sui tempi del lancio. L'hypercar, che comunque era in programma dopo il restyling dell'ammiraglia Model S previsto nel prossimo autunno, non dovrebbe essere pronta prima del 2022 visto che dovrebbe giungere sul mercato solo dopo il lancio, alla fine del 2021, del Cybertruck e del camion Semi

Nuove critiche al lockdown. Musk, inoltre, è tornato a criticare le misure di lockdown varate negli Stati Uniti per contenere i contagi da coronavirus. Pochi giorni fa le aveva bollate come “fasciste", chiedendo che agli americani venga concessa di nuovo la libertà, ora è andato ancor più a fondo: ha descritto gli ordini come "incostituzionali" e sostenuto come non possano superare il parere della Corte Suprema nel caso venissero impugnati davanti al massimo organi giuridico degli Usa.   

Nuovo stop a Shanghai. Alla luce dell’opinione di Musk sul lockdown, non sorprende che la Tesla abbia intenzione di violare gli ordini di isolamento imposti nelle contee della Baia di San Francisco. Secondo alcuni organi di stampa locali, la Casa starebbe, infatti, pronta a richiamare alcuni lavoratori nella fabbrica di Fremont per preparare il riavvio di alcune linee produttive entro la fine della prossima settimana. Tuttavia, nell'area intorno alla fabbrica, il lockdown è stato prorogato fino agli ultimi giorni di maggio e le attività non essenziali, come le produzioni automobilistiche, continuano a essere vietate. La fabbrica rischia, dunque, di rimanere a lungo ferma creando ulteriori difficoltà nel soddisfare le richieste della clientela. Fino a pochi giorni fa, l'unico impianto operativo era quello di Shanghai, dove però la Tesla sarebbe stata costretta a fermare di nuovo le attività: le ferie di cinque giorni legate alla festa dei lavoratori dell'1 maggio sarebbero state estese fino al 9 maggio. Questa volta, la causa non sarebbe legata a ordini imposti dalle autorità o a nuovi focolai di contagio, bensì alla mancanza di alcune componenti fondamentali per le produzioni locali.

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