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Stellantis
La Dodge dice addio alle versioni SRT

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La Dodge dice addio alle versioni SRT
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Il gruppo Stellantis mette mano al suo ampio portafoglio di marchi e sotto-marchi, oggi composto da quasi 20 denominazioni, per riorganizzare l'offerta: negli Stati Uniti scompaiono così la sigla SRT e l’intera divisione Street & Racing Technology dedicata alla progettazione e allo sviluppo delle varianti ad alte prestazioni del brand Dodge. Il taglio, comunque, non riguarda gli ingegneri e i tecnici che hanno realizzato alcune muscle car iper-vitaminizzate come la Dodge Challenger SRT Demon, dotata di un V8 Hemi da ben 840 CV, o la Charger SRT Redeye da 797 CV.

Le modifiche organizzative. Gli specialisti della divisione continueranno, infatti, a sviluppare e creare modelli prestazionali e supersportivi, ma lo faranno all’interno di una più ampia struttura. "Tutti gli elementi fondamentali del team di ingegneri della SRT sono stati integrati nell'organizzazione globale della nostra azienda", hanno affermato da Auburn Hills in risposta ad alcune indiscrezioni della stampa statunitense, sottolineando che il gruppo Stellantis continuerà a sviluppare la prossima generazione di modelli Dodge, Jeep e Ram che utilizzano tecnologie SRT. In sostanza, la divisione Street & Racing Technology non sarà più un team autonomo ma dovrà lavorare in stretta sinergia con gli altri marchi del gruppo frutto della fusione tra FCA e PSA, mettendo a disposizione l’esperienza acquisita, soprattutto nel campo dell’aerodinamica e delle tecnologie per la gestione dei sistemi di propulsione. 

Un storia di lunga data. Tra l'altro, non è escluso che in futuro modelli con le caratteristiche della Demon o della Redeye spariscano letteralmente dal mercato. Recentemente il responsabile del marchio Dodge, Tim Kuniskis, ha infatti sottolineato come le sempre più stringenti normative sulle emissioni e l’elettrificazione rendano ormai insostenibile investire su motori sovralimentati come il V8 Hellcat. In tal caso si concluderebbe un'esperinza ultratrentennale che affonda le proprie radici nella nascita della Viper, una delle vetture ad alte prestazioni più iconiche nella storia delle muscle car americane. La divisione Street & Racing Technology è nata, infatti, nel 1989 con la creazione del “Team Viper”, la squadra di tecnici incaricata di trasformare in un auto di serie un prototipo di auto sportiva ispirata all’AC Cobra di Carroll Shelby. Negli anni 90 del secolo scorso, l’integrazione con il Team Prowler, responsabile della Plymouth Prowler, ha portato alla creazione della divisione Specialty Vehicle Engineering (SVE), la cui denominazione viene modificata in Performance Vehicle Operations (PVO) nel 2002 e poi in SRT nel 2004. Alla divisione è stato affidato lo sviluppo non solo di muscle car del calibro della Dodge Challenger Hellcat, ma anche di veicoli prestazionali per altri brand, come il RAM 1500 TRX e la Jeep Cherokee Trackhawk.

COMMENTI

  • Credo sia inevitabile che in ottica di gruppo si lavori per trovare delle sinergie tra i vari reparti, mettendo a fattore l'esperienza comune. SRT non è stata sciolta, è stata inglobata. Dopotutto non sarebbe male sfruttare la loro esperienza anche su altre vetture (penso ad esempio al sistema di raffreddamento dell'aria in ingresso per la Demon ...). Il futuro prevede una sfida sulle emissioni: ha senso affrontarla unendo i cervelli e non lavorando competendo dentro lo stesso gruppo.
  • Non so quale fosse il bilancio di SRT ma so per certo che come immagine non erano affatto male, anzi. SRT non è un marchio ma questo annuncio è (purtroppo) un sano, e molto veloce, bagno di realtà: credere che a lungo termine tutti i marchi di Stellantis potranno rimanere vivi solo perché c'è Stellantis è, secondo me, un'illusione. Spero tanto di sbagliarmi ma pensare che siccome c'è una piattaforma unica puoi facilmente fare e vendere con profitto auto di 14 marchi è come credere alla befana. I proclami, anche del bravo Tavares, sono una cosa, la realtà è un'altra
  • C(p)VD. Come (purtroppo) Volevasi Dimostrare, le forbici hanno effettuato il primo taglio di brand (o sub brand). Troppo affollato il vassoio attuale ottenuto dopo la fusione, tanto che tenerli tutti in vita senza calpestarsi i piedi a vicenda sarà estremamente difficile. Cmq il prossimo taglio temo sarà Abarth che già oggi sopravvive solo grazie alle N versioni della "solita" 500, la quale, va verso la esclusiva motorizzazione elettrica....
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