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Stellantis
Via libera alle nuove B-Suv Fiat e Jeep a Tychy, manca l’ok per la Brennero

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Via libera alle nuove B-Suv Fiat e Jeep a Tychy, manca l’ok per la Brennero
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Il gruppo Stellantis non avrebbe ancora preso una decisione definitiva sulla produzione in Polonia della prossima B-Suv dell’Alfa Romeo. Stando a quanto scrive Automotive News sulla base dell’esame di alcuni documenti, il costruttore guidato da Carlos Tavares avrebbe approvato l’arrivo degli analoghi modelli per i marchi Jeep e Fiat sulle catene di montaggio dell’impianto di Tychy, mentre non ci sarebbe il via libera definitivo per la nuova vettura del Biscione, per ora nota con il nome Brennero.

Il cronoprogramma. "Non è chiaro il motivo per cui il veicolo è ancora in attesa di approvazione”, scrive la testata, fornendo una serie di indicazioni su un cronoprogramma produttivo che dovrebbe aver subito delle modifiche rispetto ad alcune indicazioni originarie: la piccola Jeep non sarà più prodotta a partire da luglio 2022, ma dal novembre dello stesso anno, con il lancio sul mercato in programma tre o quattro mesi dopo, dunque nel primo trimestre del 2023. All’inizio, le linee sforneranno le varianti a benzina, ma già a febbraio 2023 inizieranno ad assemblare anche la versione elettrica (con batterie fornite prima dalla Catl e, da luglio 2023, dalla Byd), mentre per le mild hybrid bisognerà aspettare gennaio 2024. La produzione della B-Suv Fiat a benzina è stata anticipata da luglio ad aprile 2023, ma dopo un mese partirà anche l’assemblaggio dell’elettrica (le ibride leggere sono previste per febbraio 2024). In attesa del via libera, il cronoprogramma della Brennero prevede l’avvio produttivo non nel mese di gennaio del 2023, ma a ottobre: si partirà da subito con la variante a batteria, che sarà seguita nel luglio del 2024 dalle mild hybrid e da una versione elettrificata a trazione integrale, con lo stesso schema che andrà a caratterizzare anche la gemella Jeep.

Il nodo dell'ibrido. Il calendario riportato da Automotive News, tuttavia, sembra andare controcorrente: in un periodo in cui l'industria punta tutto sull'elettrificazione, Stellantis lancerebbe dei modelli a benzina in uno dei segmenti più importanti del mercato e avrebbe intenzione di attendere altri tre anni prima di lanciare le varianti mild hybrid, pur avendo già oggi a listino diverse vetture con motorizzazioni di questo tipo. La testata, inoltre, descrive l'ibrido leggero delle nuove B-Suv sostenendo che sarà caratterizzato dalla trazione anteriore e da un'unità elettrica situata tra il motore endotermico e la trasmissione, una soluzione che, abbinata a una batteria da pochi kWh, potrebbe dare vita a un powertrain full hybrid. Gran parte dei sistemi mild hybrid, infatti, utilizza uno schema molto più semplice che prevede l'impiego di un'unità Bsg (Belt Starter Generator) che, collegata esternamente all'albero motore, funge da motorino di avviamento per lo Start&Stop e da alternatore, ma in alcuni casi può supportare anche il funzionamento dell'unità termica, senza però essere in alcun caso l'unica fonte di trazione dell'auto, caratteristica che, invece, contraddistingue i sistemi full hybrid.

La piattaforma Common Modular Platform (Cmp)

I numeri. In ogni caso, si sa da tempo che le tre nuove B-Suv condivideranno la piattaforma Cmp (che dovrebbe essere ribattezzata Stellantis Small) sviluppata dai francesi del gruppo PSA e già utilizzata per diversi modelli come la Peugeot 208, la Opel Corsa, la Citroën C4 o la DS3 Crossback, versioni elettriche comprese. Il gruppo ha intenzione di investire circa 200 milioni di euro per approntare le nuove produzioni nello stabilimento polacco. La capacità salirà fino a 300 mila unità l’anno, di cui 130 mila per il piccolo crossover Fiat che dovrebbe nascere sulla base del prototipo Centoventi svelato al Salone di Ginevra nel 2019. Per la B-Suv della Jeep, che andrà a posizionarsi al di sotto della Renegade, si parla di 110 mila unità annue, mentre per la Brennero - sempre che arrivi il via libera - di 60 mila. A Tychy vengono attualmente assemblate le Lancia Ypsilon e le Fiat 500: tuttavia, “non è chiaro se la produzione di questi due modelli continuerà insieme ai tre basati sulla Cmp”.

Chi meno spende più spende? La piattaforma Cmp presenta alcune criticità per quanto riguarda l'impiego delle quattro ruote motrici. Nata unicamente per vetture a trazione anteriore, la base francese non è stata inizialmente pensata per ospitare un sistema propulsivo al posteriore. Le versioni elettriche eCmp, infatti, utilizzano delle batterie molto arretrate per bilanciare la presenza del propulsore davanti, riducendo drasticamente lo spazio disponibile per altri organi meccanici. Questa scelta, insieme all'impiego di un retrotreno a ponte rigido con barra Panhard, è stata inizialmente studiata per contenere i costi di produzione, ma nel prossimo futuro potrebbe rivelarsi controproducente, portando a un drastico innalzamento dei costi per la produzione delle 4x4. Per realizzare modelli a trazione integrale, servirà infatti inserire un propulsore elettrico posteriore (sul progetto originale non è previsto un tunnel centrale adatto all'installazione di un albero di trasmissione), ma lo spazio ridotto a disposizione e lo schema sospensivo limitano di molto le soluzioni utilizzabili. Alcuni costruttori, come Magna e GKN, hanno sviluppato delle unità elettriche estremamente compatte adatte per vetture con assali rigidi, ma il loro utilizzo richiederà una (quasi) totale riprogettazione della porzione posteriore della meccanica. Non è inoltre da escludere che, vista la complessità del progetto, Stellantis possa decidere di affiancare versioni già esistenti dei retrotreni con un'architettura specifica appositamente sviluppata per le versioni a trazione integrale, un'ipotesi che farebbe ulteriormente innalzare i costi.

Le polemiche. La scelta di Tychy per i nuovi modelli è legata sostanzialmente alla necessità di ridurre i costi di produzione tramite la condivisione non solo di una sola piattaforma, ma anche di un’unica catena di montaggio. Non sono mancate, comunque, delle polemiche sulla scelta di un impianto estero per un modello Alfa soprattutto perché in controtendenza rispetto alle affermazioni degli anni scorsi di Sergio Marchionne. "Non produrremo mai l'Alfa Romeo fuori dall'Italia. Potrà essere il prossimo amministratore delegato a farlo, ma non io”, aveva detto Marchionne nel 2013 esprimendo un concetto più volte ribadito nel tempo, anche fino a pochi mesi prima della sua morte nel luglio del 2018. Ora, però, con la nascita del gruppo Stellantis la situazione è cambiata e, stando almeno alle ultime dichiarazioni del responsabile del marchio, Jean-Philippe Imparato, è improbabile che alla fine a Tychy non arrivi la B-Suv del Biscione: "Confermo che c'è un'Alfa Romeo prevista a Tychy”, ha assicurato il manager nel corso di un incontro online con la stampa italiana. 

COMMENTI

  • Al momento possiedo una Toyota Yaris Now,presa usata che aveva già fatto circa Km 40.000,e va benissimo,consuma con i 69 Cv che ha pochissimo,ed ha la ruota di scorta,vera e propria,e non il Kit di riparazione,che crea
  • Sono ha un bivio se scegliere,la futura Alfa Romeo Brennero Ibrida,ho la futura segmento B Lancia sempre Ibrida,siccome la prenderò fra due anni .Orazio Bacci.
  • Chi meno spende più spende. Se è molto costoso modificare la piattaforma CMP per poter produrre delle B-SUV 4x4 finirà che non le offriranno sul mercato. Allora se non hai in listino e non vendi delle versioni 4x4 come fai a classificarle come SUV ? E' solo una questione di pubblicità ingannevole, come del resto hanno fatto negli ultimi anni chiamando SUV prodotti che sulla neve hanno bisogno di catene da neve o gomme 4 stagioni. Povera Jeep se continuano a dettar legge quelli di PSA
  • Suggerirei a tutti che l' unica cosa da fare è comprare da chi produce in paesi dove i lavoratori sono pagati il giusto. Solo così possiamo affossare lo sfruttamento selvaggio dei poveri del mondo
  • Of course all model of Alfa Romeo & all the Italian Brabds must be constract in Italy. Such as Mirafiori, Melfi (PZ), Pomigliano, Cassino, because in Italy exist high technology, tradition, motivation, high knowledge & love big love for cars & especially for Italian car. In Brazil Poland Turkey & etc.. could product cars like Tipo Panda Uno Palio Cinquecento G.Punto & MiTo.
  • Una Alfa su piattaforma PSA, semplicemente non sarebbe una Alfa. Non basta il simbolo del biscione applicato sulla calandra per vendere un'auto come Alfa Romeo.
  • La mancata conferma della Brennero a Tychy non è detto sia una cattiva notizia, potrebbe essere il preludio di un cambiamento di strategia in chiave di quel presunto settore Premium (da prendere con le molle ovviamente visto che arriva da chi non ha mai rispettato gli annunci) che includerebbe Alfa con Lancia e DS (bontà sua per quest'ultima), dunque non condiviso con Fiat e Jeep. Certo è che sono stati fatti accordi col governo polacco (quindi ci sono grosse cifre di denaro in gioco) e cambiare le carte in tavola comporterà delle conseguenze. D'altra parte però, se non decidono cosa fare nel futuro della 500 termica (l'ipotesi che circolava era di sopprimerla e lasciare solo l'elettrica prodotta a Torino), credo sia impensabile che l'impianto di Tychy possa far fronte da solo a tutti questi modelli....
  • Se Stellantis vuole fare profitti in maniera durevole deve trasferire le produzioni italiane in Paesi dove è più conveniente investire, come del resto sta facendo. Si consideri che preferiscono, come del resto tutte le grandi aziende automobilistiche del mondo, investire in Germania dove il costo del lavoro è doppio, piuttosto che in Italia. Si veda l'esempio Tesla, oppure le megafabbriche di batterie Stellantis in procinto di essere costruite: nessuna in Italia. In Italia non è possibile fare industria in maniera competitiva e per giunta gli operai stranieri (polacchi, cechi, rumeni, turchi ecc.) non sono meno capaci degli italiani. Purtroppo la realtà è questa, il resto è gossip.
  • Si evidenzia ancora una volta il dilemma Alfa: troppo nobile per prendere una Peugeot e appicicarci il badge del biscione, assolutamente inesistente per non poter generare il timore (il terrore) che le stesse non produrranno mai i ritorni dall'investimento. E allora si tratta o di fare come l'Audi con l'A1, si prende una Polo e gli si alza il prezzo senza niente in cambio, oppure ci si crede veramente e non si tirano i remi in barca se, come quasi scontato, il primo modello del nuovo corso non farà numeri sufficienti a giustificare, da solo, l'investimento. Ovvio, non per un piccolo SUV che alla fine sarà fatto (se sarà fatto) seguirà la strada della A1, ma al resto della gamma. In altre parole se fai la raffinatissima Giorgio, 1) la DEVI fare prevedendo l'ibrido (ennesima, grandissima cappellata torinese) e 2) non ti stupisci se una berlina 3 volumi, specie in via d'estinzione, non vende, per di più considerando che i numeri avrebbe dovuto farli il diesel anche lui in fase d'estinzione accellerata. E poi, purtroppo, ci devi mettere i tablet con le cornici di plasticaccia lucida al posto degli strumenti, almeno come optional. Gira che ti rigira, stiamo sempre la: anche quest'anno, Alfa la rilanciamo l'anno prossimo, magari quello dopo. Mi viene da considerare che, tutto sommato, Manley aveva solamente detto la verità, ovvero che Alfa è un problema e che, almeno per quanto riguarda Torino, aveva preso la direzione della Lancia. Aspettando che lo stesso accadesse, da li a breve, per Maserati
  • Spero veramente che la Brennero venga prodotta in Italia anche se l'importante è sapere se avrà ancora DNA Alfa o se sarà un surrogato di telai e motori PSA con solo lo scudetto appiccicato davanti... Per quanto buoni i tre cilindretti peugeot non li vedo proprio bene sui modelli del biscione. Forse il 4 cilindri firefly opportunamente vitaminizzato ed eventualmente elettrificato farebbe più bella figura.
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  • Faremo la fine dei francesi che hanno nei loro listini solo auto con motori a tre o al massino a quattro cilindri montati trasversamente e trazione avanti
  • Tutti a magnificare la dote tecnologica portata in dote da PSA, dalla mirabolante piattaforma CMP alla stellare EMP, dalla presenza più radicata in Cina e altre amenità del genere. Diciamo che dalle parti di Parigi hanno infiocchettato per bene il pacco da rifilare a FCA, che nonostante tutti i gap accumulati con la concorrenza ha tutte le piattaforme omologate US Spec al contrario dei mangiabaguette, questi ultimi più abili a dotare le proprie auto con ammennicoli elettronici e telematici a basso costo ma che fanno tanta scena.
  • Marco, FCA non comunicava piani industriali ma soltanto piani prodotti, quelli si erano soggetti a molti cambiamenti secondo le intuizioni e scelte di SM. Se devi fare uscire un auto nel 2023, non la devi pensare nel 2022... Lancia fa parte dei premium brands, dovremmo presto ( cioè prima di Q12022) avere delle notizie da parte di Napolitano. Se le nuove B Suv saranno Full Hybrid, questo è un ottima notizia. Se leggo bene “ il piccolo crossover Fiat che dovrebbe nascere sulla base del prototipo Centoventi svelato al Salone di Ginevra nel 2019”, il B Suv FIAT avrà la stile del prototipo ma il telaio ECMP? L’idea geniale di aggiungere batterie secondo il bisogno sarebbe abbandonata allora? Centoventi era concepita sul pianale della 500e, no ?
  • Almeno esiste un calendario, cosa che non si vedeva da tempo in FCA. Preferisco che le decisioni siano prese in ritardo ma alla fine le giuste. Non si può più sbagliare! Comunque, non capisco tutto? Le prossime B Suv saranno Full Hybrid cioè come le Toyota e non come Panda e 500 ? E il B SUV FIAT sarà basato sulla base centoventi o sulla Ecmp? Sembra che l’articolo dice una cosa e il Contrario ... E ci pensa a una B SUV Lancia? Se qualcuno mi può aiutare...
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  • Il tempo passa, ma auto nuove da vedere e ordinare Alfa-FIAT-Lancia-Maserati niente: BLA-BLA-BLA. E il contante anticipato dallo stato non andrà mica alla juve? Disse Andreotti: a pensar male a volte ci si prende.
  • Ma i sei miliardi prestati al gruppo Fca non servivano per investire in Italia? Qui si parla solo di modelli da produrre in Polonia su pianali francesi. Dove sono finiti tutti quei soldi?
  • Cambia il padrone ma per l'Alfa non cambia mai niente. Sempre ritardi, sempre annunci seguiti da retromarce, sempre modelli che escono vecchi (nel. 2024 la eCMP sarà già bella stagionata), sempre concessionari vuoti e numeri da prefisso telefonico
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  • Con questa forzatura sull'elettrico, ci stiamo mettendo nelle mani di cinesi e coreani! Ancora una volta, complimenti per la lungimiranza a quelli di Bruxelles!!!!
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  • Ma, in sostanza mi pare di capire che la piattaforma Cmp, come del resto normale data la produzione francese, sia una piattaforma estremamente economica e con dei limiti tecnici intrinseci. Mi auguro all'Alfa, dall'alto della sopraffina Giorgio, si evitino questi inutili compromessi. Di marchi generalisti ne hanno da vendere, che servirebbe diluire anche Alfa su una fascia di mercato così bassa?
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  • Allora, questa Brennero, si fà o non si fà? E se si fà, quando? (visto il rinvio...). E In Italia (come da recenti dichiarazioni) o a Thychy? Hanno le idee chiare a Stellantis su cosa fare e con un programma produttivo altrettanto chiaro o rilasciano dichiarazioni per rimangiarsele il giorno dopo?
  • Bah, che dire delle dichiarazioni del sig, Imparato? Pochi giorni fà, aveva dichiarato che "Alfa Romeo si guida e produce dall'Italia" Adesso, l'ennesima sospensione di ogni decisone sulla Brennero, salvo poi, dichiarare (sempre Imparato) che "esiste un Alfa in programma a Thychi