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Vorsprung 2030, ecco il piano che mette fine all'endotermico di Ingolstadt

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Vorsprung 2030, ecco il piano che mette fine all'endotermico di Ingolstadt
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Vorsprung 2030. Il nome della nuova strategia Audi non guarda solo al futuro, ma anche alla tradizione: da oltre cinquant’anni, infatti, il motto del marchio tedesco è stato “Vorsprung durch Technik”, all’avanguardia della tecnica. E a Ingolstadt puntano a uscire a testa alta dalle sfide di questo decennio, facendo dell’avanguardia tecnologica la propria bandiera: nei prossimi anni il costruttore non punterà solo a diventare 100% elettrico, ma anche a rivoluzionare tutto il proprio ecosistema nell’ottica della digitalizzazione, prima, e della guida autonoma, poi.

Solo elettriche dal 2026. Pur non avendo fornito dettagli precisi sui nuovi modelli in arrivo, Markus Duesmann, amministratore delegato delll’Audi, ha già fissato i tempi della trasformazione. Dal 2026 verranno lanciati solo modelli full electric, ma ciò non significa che tra cinque anni nei listini dei Quattro anelli non ci sarà più spazio per motori a combustione interna. Questa data, infatti, segna l’inizio di una transizione che porterà alla progressiva uscita di scena dei modelli a pistoni (anche ibridi), che rimarranno in vendita almeno fino al 2033, anno in cui la Casa ha fissato lo stop alla produzione di motori endotermici. "Grazie alla costante propensione al progresso tecnologico – ha affermato Duesmann - possiamo contribuire a risolvere parte dei problemi su scala globale, riducendo radicalmente, per esempio, le emissioni di CO2 e il riscaldamento del pianeta. Audi, decidendo di puntare sui sistemi propulsivi a zero emissioni, non sviluppa tecnologie fini a sé stesse, bensì soluzioni per mantenere il mondo in movimento". Ma la strategia Vorsprung 2030 non è già scolpita nella pietra: la Casa dei Quattro anelli intende analizzare continuamente il mercato ed eventualmente modificare la propria rotta per reagire rapidamente al mutare delle tendenze.

Electrifying test drives

Nuove sinergie. Per mettere in atto questo nuovo programma, l’Audi punta a sfruttare ancor di più le sinergie interne al gruppo Volkswagen. Nell’ottica del piano New Auto, presentato a Wolfsburg lo scorso luglio, tutti i marchi della galassia di Wolfsburg collaboreranno per creare nuove tecnologie, sfruttando i diversi know how per affrontare al meglio questa fase di trasformazione dell’industria. Così i tecnici dell’Audi potranno lavorare con brand italiani come Lamborghini, Italdesign o Ducati, con i quali condivideranno le proprie conoscenze per migliorarsi a vicenda.

Design, qualità ed esclusività. Per avere una visione quanto più ampia sul futuro l’Audi si è affidata a circa 500 dipendenti, appartenenti a tutti i livelli gerarchici di ogni Paese (compresa la Cina, verso la quale la Casa nutre grandi aspettative), per analizzare più di 600 tendenze nell’ambito della mobilità cercando di capire su cosa puntare in vista del prossimo decennio. Le ricerche del brand tedesco hanno subito confermato come il mercato globale – sul lungo termine - tenda verso l’elettrico e su nuove tecnologie come i sistemi più avanzati di assistenza alla guida. Ma per differenziarsi rispetto alla concorrenza l’Audi punterà su design, qualità ed esclusività, cercando al contempo di creare un ecosistema per i propri clienti nel quale vengano integrate tutte le nuove tecnologie.

Electrifying test drives

Software unificato. "Nell’era della new mobility - afferma Oliver Hoffmann, Membro del Board per lo sviluppo tecnico -, Vorsprung non significa solamente propensione all’eccellenza ingegneristica, design all’avanguardia ed elevata digitalizzazione. Non ragioniamo solamente in termini di veicoli. In futuro, l’attenzione sarà rivolta a soluzioni globali, in grado di spaziare dalla gestione dell’ultimo miglio all’infrastruttura di ricarica. Dobbiamo conferire ai nostri prodotti un Dna chiaro e inconfondibile. Il feeling trasmesso da un’Audi, quand’anche a guida autonoma, deve essere immediatamente riconoscibile". E per fare questo a Ingolstadt verrà sviluppato un nuovo ecosistema che integrerà tutti gli aspetti della mobilità, comprese le varie funzioni specifiche delle auto. Oltre all’elettrico, infatti, la nuova strategia poggia su pilastri come i servizi digitali, la connettività e i sistemi operativi che consentiranno aggiornamenti over-the-air capaci di trasformare (letteralmente) una vettura, magari cambiandone le caratteristiche di sterzata o le prestazioni. Per fare questo l’Audi sfrutterà anche le conoscenze di Cariad, la società nell’orbita di Wolfsburg specializzata in sviluppo software, che entro il 2025 presenterà la nuova architettura tecnologica uniforme per tutto il gruppo Volkswagen. Arriverà così un sistema operativo comune a tutti i marchi (che verrà poi personalizzato dalle varie Case) che si baserà su un cloud unificato: “La piattaforma software E3 2.0 fungerà da catalizzatore per le sinergie e le innovazioni future, inclusa la guida autonoma”, ha spiegato Markus Duesmann.

COMMENTI

  • Non stupisce che Audi abbandoni i motori a combustione interna. Stupisce che credessero di averne. Finalmente hanno capito che per loro le auto a pile sono la cosa migliore.
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  • avvore ulteriore motivo per non comprare audi neanche oggi
  • Non vale nemmeno la pena commentare, cambieranno spesso idea da qui al 2033 perché dovranno seguire il mercato.
  • " da oltre cinquant’anni, infatti, il motto del marchio tedesco è stato “Vorsprung durch Technik”, all’avanguardia della tecnica ". Sì come no ... Difatti la Auto Union 100 e la Auto Union F103 erano proprio “Vorsprung durch Technik” (produzione 1971). Audi (o meglio Auto Union), prima della seconda guerra mondiale, produsse solo flop commerciali. Dopo, dalle sue fabbriche, uscirino prima vecchi modelli DKW, poi le "Trabant" (le molto più famose per l'epoca). Nel 1958 fu rilevata dalla Daimler Benz che poi, pian piano, la cedette a Volkswagen che voleva un marchio "non popolare". Fino al 1972, Auto Union "si manteneva con solo la F 103 .... Auto Union si iniziò a conoscere "grazie" a Ferdinand Piëch, nipote di Ferdinand Porsche che investì molte risorse su questo brand ormai pienamente nell' orbita di Vw. Suo fu anche il voler cancellare il nome Auto Union con quello attuale di Audi ma ciò è avvenuto "solo" nel 1985 ... Da allora, grazie alle enormi risorse finanziarie di Vw (e della Land della Bassa Sassonia), è arrivata ad avere i 30 modelli e i 909 allestimenti del listino di oggi "ben supportati" dalla stampa specializzata grazie ai notevoli introiti dovuti agli immancabili spazi pubblicitari. Poi se si guardano le false mild hybrid che mettono in commercio oggi .... altro che "avanguardia della tecnica" 😂🤣😅
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  • Automobili ad emissioni zero? Balle colossali. E lo ripeto da anni. Ad oggi non esistono automobili ad emissioni zero. 30 anni fa i fenomeni hanno obbligato i costruttori a norme sempre più restrittive sulle emissioni. Se dopo trent'anni il problema è lo stesso, se non di proporzioni maggiori, a che cosa è servita l'introduzione di catalizzatori, adblue e furbate varie?
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  • Se vi chiedete perché la UE spinge così forte verso l'auto a batteria senza considerare alcuna alternativa, guardate ai piani di Vag. Sono loro che impongono questa direzione alla UE, non il contrario, attraverso una buona fetta del Bundestag con i verdi in forte crescita. Questo non perché abbiano a cuore le sorti del pianeta (vedi dieselgate) ma quelle del loro portafoglio; l'imperativo è evitare di mandare in fumo i quasi 100 miliardi di investimenti che stanno facendo sulle BEV.
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