Industria e Finanza

Gruppo Volkswagen
Entro il 2040 la gamma sarà 100% elettrica nei principali mercati mondiali

Gruppo Volkswagen
Entro il 2040 la gamma sarà 100% elettrica nei principali mercati mondiali
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Il gruppo Volkswagen ha presentato il suo nuovo piano strategico di lungo termine: si chiama “New  Auto”, ha come orizzonte temporale il 2030 e punta a trasformare il costruttore tedesco, nella sua interezza, in un’azienda intenzionata a sfruttare a 360 gradi le opportunità dell’elettrificazione e, ancor di più, della digitalizzazione, puntando tutto su sostenibilità e decarbonizzazione. A tal proposito, è stato confermato l’obiettivo di arrivare alla fine del decennio con una gamma per il 50% rappresentata da auto elettriche e nel 2040 con un’offerta interamente a zero emissioni nei principali mercati del mondo. 

Sostenibilità e decarbonizzazione. “Ci siamo posti l'obiettivo strategico di diventare leader del mercato globale dei veicoli elettrici e siamo sulla buona strada. Ora stiamo impostando nuovi parametri", ha affermato l’amministratore delegato Herbert Diess. "Basato sul software, il prossimo cambiamento, molto più radicale, è la transizione verso auto molto più sicure, intelligenti e finalmente autonome. Ciò significa per noi che tecnologia, velocità e dimensione contano più di oggi” ha precisato il numero uno di Wolfsburg. In particolare, il gruppo punta, per il 2030, a ridurre del 30% (rispetto al 2018) l'impronta di carbonio delle auto durante il loro ciclo di vita, in linea con l'accordo di Parigi. Nello stesso arco di tempo, la quota di veicoli elettrici dovrebbe salire al 50%, mentre nel 2040 quasi il 100% dei nuovi veicoli del gruppo venduti nei principali mercati dovrebbe essere a emissioni zero. Per il 2050, il costruttore intende operare in una situazione di "piena neutralità climatica".

Le ipotesi. Nel fissare questi obiettivi c’è una serie di assunzioni di base: a Wolfsburg, infatti, prevedono che i ricavi e gli utili si sposteranno gradualmente dalle endotermiche alle elettriche, e quindi ai software e ai servizi. Il mercato delle auto a combustione interna è destinato a contrarsi di oltre il 20% nei prossimi 10 anni e, parallelamente, si prevede che le Bev crescano rapidamente e superino le endotermiche come tecnologia leader. Inoltre, entro il 2030, le vendite di software dovrebbero raggiungere i 1.200 miliardi di dollari spingendo il mercato della mobilità a raggiungere i 5 mila miliardi. In tale contesto, l’auto rappresenterà sempre l’85% delle attività del gruppo Volkswagen, ma sarà sempre più elettrica, autonoma e condivisa. Questo spiega la particolare attenzione al mondo dei software. 

Parità tra 2/3 anni. In ogni caso, la crescente focalizzazione sull’elettrico e il digitale non avrà un impatto negativo sulla redditività, anche perché sarà il business delle endotermiche, con i suoi elevati flussi di cassa, a finanziare e ad accelerare la transizione verso le auto a batteria. L’aumento delle sinergie tra i vari marchi, la riduzione dei costi di batteria e delle spese operative e l’aumento delle dimensioni delle attività nel campo delle elettriche migliorerà la marginalità delle Bev. Al contrario, le endotermiche avranno rendimenti in costante diminuzione per i maggior costi connessi all’adeguamento delle normative e per eventuali svantaggi fiscali. Pertanto la marginalità delle elettriche è previsto sia in linea con quella delle endotermiche già entro due o tre anni. Per raggiungere tale situazione, il gruppo ha intenzione di portare avanti l’attuale strategia di riduzione dei costi operativi, di miglioramento dell’efficienza e di riduzione della complessità. In tale direzione rientra la decisione di ridurre l’offerta di modelli a combustione, nonché quella di aumentare il target di margine operativo al 2025 dal 7/8% all’8/9%.

Una sola piattaforma. Il gruppo, che ha intenzione di aumentare ulteriormente gli investimenti nell'elettrificazione e nella digitalizzazione rispetto ai 73 miliardi stanziati per il 2021/2025 (50% degli investimenti totali), punta anche a standardizzare il più possibile l’approccio a diversi ambiti di business per aumentare le sinergie: dalla produzione di batterie a una sola piattaforma software, fino a una singola architettura di prodotto. Attualmente, il costruttore tedesco ha tre piattaforme per le endotermiche (Mqb, Msb, Mlb) e due per le elettriche (Meb e Ppe), ma in futuro nel avrà solo una: dal 2026, l’intero portafoglio prodotti sarà sviluppato e prodotto sulla nuova SSP (Scalable Systems Platform). La nuova piattaforma, aperta ad altri costruttori, come è stato per la Meb con la Ford, dovrà sfornare oltre 40 milioni di veicoli e sarà sviluppata, per il suo nucleo di riferimento, a Wolfsburg in un nuovo centro di ricerca, per il quale saranno investiti circa 800 milioni di euro. Analogo approccio di riduzione della complessità riguarderà il software. La divisione Cariad sta lavorando al momento su tre piattaforme, ma nel 2025 lancerà una sola architettura unificata che includerà un sistema operativo unificato per i veicoli di tutti i marchi del gruppo, consentirà di abilitare la guida autonoma di livello 4 e, soprattutto, "aprirà la strada a un ecosistema completamente nuovo e quindi anche a nuovi modelli di business basati sui dati".

Batterie e servizi. Questi dati saranno fondamentalei per fornire ulteriori servizi legati alle batterie e alle forniture energetiche. Del resto, il gruppo ha in programma di costituire una nuova divisione denominata "Technology" che avrà il compito di gestire due aree operative: "celle e sistemi di batteria" e "ricarica ed energia”. Nel primo caso, l’obiettivo è, da una parte, creare una catena di approvvigionamento con nuove partnership che consentano di controllare l’intero ciclo di vita degli accumulatori (dalle materie prime al riciclaggio) e, dall’altra, migliorare le competenze e ridurre la complessità: il gruppo punta su una nuova configurazione delle celle in grado di tagliare i costi del 50% entro il 2030 e su una rete di gigafactory capace di produrre accumulatori per 240 GWh grazie a sei fabbriche, la prima a Skellefteå, in Svezia, la seconda a Salzgitter, in Germania, e la terza, probabilmente, in Spagna, dove si punta a creare un impianto di 40 GWh per sostenere la produzione di Ev, a partire da una famiglia di piccole elettriche dal 2025. In tal caso, la decisione di localizzare gigafactory e nuova famiglia di prodotti dipende dal "quadro generale e dai sussidi statali” (Volkswagen e la controllata Seat presenteranno la domanda per partecipare al Progetto Strategico per la Ripresa e la Trasformazione Economica annunciato recentemente dal governo spagnolo). Inoltre, il gruppo intende offrire al mercato soluzioni complete per la gestione delle ricariche e delle forniture energetiche per creare un ecosistema attorno all’auto elettrica e potenziare la rete di ricarica in Asia, Europa e America, facendo leva sulle iniziative intraprese con Cams in Cina, Electrify America negli Stati Uniti e con diversi partner come BP, Iberdrola ed Enel nel Vecchio Continente. Si punta a realizzare 18 mila punti in Europa, 17 mila in Cina e 10 mila tra Stati Uniti e Canada.

Guida autonoma e mercati. Infine, nella convinzione che la guida autonoma sia destinata a cambiare le "regole del gioco”, il costruttore tedesco punta già per il 2025 a offrire appositi servizi di mobilità in Europa e, successivamente, negli Stati Uniti, tramite una sola piattaforma integrata. Un passaggio della presentazione del nuovo piano strategico è stato riservato alle attività “regionali”. Europa, Cina e Nord America rimarranno al centro delle attività del gruppo, ma sono gli Stati Uniti l’obiettivo principale di espansione delle quote di mercato. "Il piano di elettrificazione dell'amministrazione Biden ci offre un'opportunità unica", ha spiegato Diess. Infine, non poteva mancare un accenno all’impatto occupazionale dell’elettrificazione. Il costruttore ha circa il 50% dei suoi 660 mila dipendenti impiegati nella produzione di automobili tradizionali e ora ha lanciato un programma di durata decennale che prevede interventi per la riqualificazione del personale, soprattutto in campo informatico.  

COMMENTI

  • Veramente si sono accorti che se non fanno in fretta parleremo tutti Cinese
  • Io sto cominciando ad avere l'impressione che i paladini dell'elettrico (VW) stiano cominciando a calciare in avanti il barattolo. Due settimane fa Audi annunciava che non avrebbe più sviluppato i motori termici dal 2025, qui (stesso gruppo) han già posticipato di almeno 10 anni). Da altre parti ho letto che Francia e Germania (due tra i paesi finora più elettroentusiasti) sembra stiano facendo pressione sulla UE per evitare che venga fissata una data per l'eliminazione dei motori convenzionali... Che si siano accorti che si stavano suicidando con le loro mani???
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  • Una sola piattaforma significa che saranno tutte uguali, cambierà solo l'estetica, quindi addio auto. Poi con le attuali tecnologie i problemi rimarranno, autonomia, tempi di ricarica, numero di ricariche quindi ridotta durata dell'auto nel tempo. Poi l'inquinamento sarà trasferto dalle auto alla produzione elettrica, quindi tutto come prima.