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Auto usate
Boom dei prezzi: ecco perché (e i modelli top per rivalutazione)

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Boom dei prezzi: ecco perché (e i modelli top per rivalutazione)
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Lo avevamo detto la prima volta su Quattroruote di novembre, quando le quotazioni medie dell’usato avevano smesso di scendere da qualche mese: mentre tra la primavera e l’estate del 2021, il "valore" delle macchine di seconda mano si era improvvisamente inchiodato nonostante il progressivo invecchiamento delle vetture, all’inizio dell’autunno i prezzi, a parità di condizioni (modello/allestimento/anzianità/percorrenza), avevano iniziato addirittura a salire. Dapprima solo per alcuni modelli, carrozzerie o alimentazioni, quelli più richiesti e meno disponibili (come implica la legge della domanda e dell’offerta), solo in alcune zone d’Italia; poi, in maniera generalizzata. Passati due mesi, la situazione è questa: oggi, chi si avvicina a un’auto usata, ammesso che la trovi - ed è sempre più difficile trovare quella che fa al caso proprio - deve sborsare più di quanto avrebbe pagato non solo rispetto a un anno fa, ma in molti casi anche solo rispetto al mese precedente.

Rincari fino a 3 mila euro. Per capire cosa sta accadendo in un mercato che a molti addetti ai lavori pare impazzito, abbiamo chiesto lumi all’ufficio market analisys di Quattroruote Professional, la business unit dell’editoriale Domus che stila, per conto di Quattrouote, le quotazioni dell’usato ed elabora le previsioni del valore futuro di ogni singolo modello e allestimento. Un primo focus è stato posto sulle vetture che si sono maggiormente rivalutate tra gennaio 2021 e gennaio 2022 per quanto attiene la quotazione "classica", quella inerente veicoli di tre anni di anzianità, con un chilometraggio di 45 mila km (in media 15 mila all’anno). "L'Audi Q5 2.0 TDI 190 CV quattro S tronic", spiega il responsabile dell’ufficio Carlo Siviero, "si è rivalutata, in un anno, di più di 3 mila euro, oltre il 10% del valore. Oggi il veicolo immatricolato a gennaio 2019 è quotato, in media, circa 35 mila euro; dodici mesi fa la stessa auto, venduta nel gennaio 2018, ne valeva circa 32 mila. A parità di condizioni, quindi, il valore assoluto è sensibilmente cresciuto, nonostante il modello sia più datato". Altri esempi? La Mini Cooper Countryman All4 automatica è salita, sempre nel giro di un anno, da 26.000 a 28.500 euro, mentre la BMW X1 è cresciuta mediamente di 1.900 euro con picchi di 2.300. In questo caso, la variazione percentuale è di 8,5 punti con picchi di 12. Anche un modello datato come la Tiguan 2.0 TDI Dsg vale 1.700 euro in più (+6%) rispetto a un anno fa, mentre la Jeep Renegade a gasolio è aumentata di 1.000-1.500 euro, +8% a parità di chilometri. Ovviamente, più si sale di segmento e maggiore è l’impatto sul portafogli. Per esempio, una Mercedes GLC Coupé Premium è passata da 38.000 a 40.600 euro, 2.600 in più, mentre una BMW M5 di cinque anni è salita di 4 mila euro, passando in un anno da circa 73 mila a circa 77 mila euro. Se, invece, analizziamo la crescita dei veicoli di un anno di anzianità e 15 mila km - il cosiddetto usato fresco, tipicamente costituito da auto ex noleggio a breve termine, da sempre considerato una valida alternativa al veicolo nuovo - le Q3 TFSI S tronic Mhev si sono rivalutate di 1.800 euro, le Serie 3 320d 48V di circa 2.800, con una media del 7,3%. Aumento percentualmente analogo per la Q5 30 TDI S tronic (+2.400 euro) e di poco inferiore per la XC60 (+1.900 euro).

Automotive Dealership Store

Punte del 20% per la up!. Ovviamente, non sono aumentate solo le auto delle marche premium. Anzi. Tornando a vetture con anzianità di tre anni e un chilometraggio di 45 mila km, la crescita media percentuale più significativa l’hanno sperimentata le Volkswagen Move up!, aumentate, in media, del 20% (da 7.600 euro a 9.000) con picchi, per certe versioni/allestimenti, anche del 22-23%. Idem per la Fiesta, che è passata mediamente da 10.500 a 12.000 euro, con una crescita del 13%. Anche in questo caso, incrementi importanti si registrano sull’usato recente (1 anno/15.000 km): per la Move up! le quotazioni sono cresciute di 1.500 euro (+17%), quelle delle Ford Ecosport 100 CV del 10% (+1.500 euro) e quelle delle Toyota Aygo del 9% circa (+800 euro). Insomma, la tensione sui prezzi ha riguardato tutto il mercato, in molti casi anche modelli molto datati e teoricamente più soggetti a perdere appeal.

Ma ogni esemplare fa storia a sé. Come detto, quelli appena riportati sono degli esempi basati sulle quotazioni Quattroruote, che, come noto, sono indicazioni medie nazionali basate su un chilometraggio standard per vetture in ordine di carrozzeria e interni e con manutenzione regolare. È evidente che, nella pratica, ogni singolo esemplare fa storia a sé in relazione alla percorrenza specifica, alla presenza di accessori a pagamento particolarmente qualificanti, per esempio gli interni pregiati, alla zona del Paese, alla domanda contingente, alla stagione, alla disponibilità di esemplari simili e, perché no, a caratteristiche particolari come il colore della carrozzeria o degli interni. Insomma, con riferimento agli esempi proposti, non è affatto peregrino ipotizzare, localmente, prezzi ancora più alti, soprattutto su modelli richiesti. Tenendo sempre presente che, alla fine, il prezzo di vendita è determinato sempre dall’equilibrio tra domanda e offerta sul singolo esemplare.

Rincari più alti per ibride e benzina. Ma, al di là dei singoli esempi, che cosa "tira" di più oggi sul mercato in termini di alimentazioni? Come era facile prevedere, ad aumentare in misura maggiore nell'ultimo anno sono state le macchine full hybrid a benzina (+3,7%, in media, su tutto il mercato) e a benzina (+3,2%), ma anche le vetture a gasolio (+2,9%, con le mild hybrid diesel a +3,6%). Più bassi gli incrementi per le vetture a metano (+1,2%), Gpl (+1,3%) mentre sono addirittura diminuite (-5,3%) le quotazioni delle plug-in diesel (le plug-in a benzina, invece, sono salite del 2,4%).

New cars at dealer showroom close view

Il crollo delle permute. I motivi di tutto ciò? Più d’uno. Innanzitutto, va detto che da un paio di anni arrivano sul mercato dell’usato molte meno vetture. Il crollo delle immatricolazioni di vetture nuove legato alla pandemia ha inevitabilmente trascinato con sé le permute, cioè le vetture ritirate dalle concessionarie a fronte dell’acquisto di un esemplare nuovo. L’allungamento dei tempi di consegna delle macchine da ordinare, poi, legato alla crisi dei microchip, abbinato all’assenza di campagne e alla riduzione degli sconti può aver indotto molti potenziali clienti del nuovo a orientarsi sul teoricamente più abbordabile usato recente. Ma la causa più importante è stato l’inaridimento del principale canale di alimentazione di questo mercato, ossia, l’ex noleggio, sia quello a breve termine, che riguarda vetture di anzianità compresa tra sei e dodici mesi, sia quello a lungo termine, in cui l’anzianità va da due a cinque anni.

Ai minimi termini l’ex noleggio. La pandemia, infatti, ha ha avuto un duplice impatto: da un lato ha completamente fermato il turismo, business e leisure, costringendo le imprese di rent a car a bloccare la rotazione delle flotte. Le imprese manifatturiere e dei servizi, invece, hanno prudenzialmente preferito allungare i contratti di noleggio a lungo termine in essere, invece di stipularne di nuovi. Ciò ha ritardato l’immissione sul mercato di quell’usato recente che storicamente lo alimenta. Alla diminuzione di auto usate nei piazzali delle concessionarie e negli autosaloni indipendenti può aver contribuito anche la norma che ha introdotto, nell’estate del 2021, gli incentivi sull’usato, che, pur nel suo sostanziale fallimento, nel suo piccolo ha determinato l'incremento della richiesta di auto usate recenti. Insomma, un cortocircuito perfetto di domanda sostenuta e offerta calante. E così, i prezzi continuano a salire.

COMMENTI

  • E' uno scenario gia' in atto in UK da parecchio. Oltretutto gli incentivi molto forti sulle elettriche aziendali fanno adesso arrivare sul mercato dell'usato vetture costose e potenzialmente un'incognita da possedere nel lungo termine. La ricerca di un usato "convezionale" appare comprensibile.
  • Ben detto. OK
  • se si vuole effettivamente inquinare meno la cosa migliore sarebbe far funzionare più a lungo le cose, più che incentivare i consumi, ma è un lavoro più difficile e meno redditizio aggiustare piuttosto che produrre
  • Condivido il pensiero espresso in olti commenti, conviene aspettare. Ovvio che i prezzi dell'usato salgono se quelli del nuovo salgono. Poi non credo nella crisi dei chip, è un problema marginale, l tempi di consegna anche prima potevano essere lunghi, nel 2010 la C1 della figlia è stata consegnata dopo 4 mesi e ma mondeo sw dopo 3 mesi, e senza allestimenti speciali, neanche il colore è stato scelto. Una cosa da dire poi sull'articolo le vetture portate per esempio non sono certamente quelle "standard" dell'usato. Cmq l'aumento dei prezzi non è una cosa di oggi ma me ne sono accorto appena iniziato il covid, stavo facendo il mio solito "modello matematico" per sostituire una piccola, e stavo esaminando 14 marche e 28 modelli, da quando ci sono i limiti compro sempre l'auto non perchè mi piace ma perchè è quella che ha il miglior rapporto costo/prestazione, per cui ho immediatamente sospeso gli acquisti e rimandati sine die, e gli incentivi non mi hanno spostato dalle mie decisioni, guidare auto di 15/20 anni non mi ha mai dato problemi, basta avere un meccanico bravo ed il mio è specializzato in auto storiche.
  • Meno Diesel si producono e piu' l' usato acquista valore. Chissa' perche' ? Ve lo devo spiegare io ?
  • Mi tengo stretta la mia auto di 14 anni.
  • Come reggera l'usato biennale per le elettriche?
  • Cosi oltre a non vendere le auto nuove non si venderanno neanche quelle usate. Semplicemente si aspetta, se non in caso di stretta e inderogabile necessità, che la situazione si normalizzi ed i prezzi tornino ad avere un giusto senso.
  • ho comprato usato da un autonoleggio 3 anni fa:11.150 euro. una 500L lounge. oggi lo stesso autonololeggio vendo (a parita' di allestimento e anzianita, ma con piu km) lo stesso modello a circa 14.500/15.000. e stiamo parlando di un modello che a breve andra' in pensione...
  • D’altra parte se chi vende auto vuole guadagnare non ha molta scelta, tra l’altro in alcuni casi aiutato dagli incentivi
  • direi che anche il nuovo, con scarsa disponibilità di Km0 e prezzi alle stelle, alimenta questa inflazione
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