Nuovi Modelli

Pagani Utopia
L'ultimo sogno di Horacio: una V12 'analogica' - VIDEOINTERVISTA

Pagani Utopia
L'ultimo sogno di Horacio: una V12 'analogica' - VIDEOINTERVISTA
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La Pagani presenta la Utopia, nota precedentemente come C10 ed erede della Huayra. La nuova hypercar italiana sarà proposta in Europa a partire da 2,15 milioni di euro, tasse escluse, mentre le prime consegne sono previste a partire dal mese di aprile del 2023.

Stile vintage con la tecnologia di oggi. Il progetto della Utopia ha richiesto sei anni di lavoro e trova ispirazione nel mondo dell'auto e del motorsport degli anni '50 e '60. Il risultato è un design fortemente legato al Dna del marchio ma allo stesso assai innovativo, con un carattere deciso. E diverso rispetto ai modelli precedenti. Non ci sono gli spigoli della Zonda e non ci sono i tecnicismi (leggi, ad esempio, l’aerodinamica attiva all’anteriore) della Huayra: la Utopia ha forme ricavate dal pieno e soluzioni aerodinamiche integrate nella carrozzeria per ottenere linee più sinuose ed efficienze intrinseche superiori. La Pagani, che ha ridotto del 20% i componenti che formano la carrozzeria, ha scelto soluzioni come i fari carenati, i brancardi fortamente scavati e le prese d'aria per il motore rompendo con il passato, mentre l'abitacolo compatto, i quattro scarichi centrali e il grande diffusore sono un richiamo alla storia di un brand che il prossimo anno spegnerà 25 candeline.  

Pagani Utopia: la nostra intervista a Horacio Pagani

La monoscocca in compositi. La Utopia è stata costruita intorno a una nuova monoscocca realizzata in Carbo-Titanio HP62 G2 e Carbo-Triax HP62 con rollbar integrato a scomparsa. Alla monoscocca sono collegati i telaietti anteriori e posteriori in lega di acciaio al cromo-molibdeno e la rigidità torsionale è cresciuta del 10,5% rispetto alla Huayra: è importante notare che le portiere si aprono verso l'alto e in avanti e non ad ala di gabbiano come la stradale precedente. Una soluzione che era stata anticipata dalla Huayra R, variante dell'ultima hypercar di San Cesario sviluppata espressamente per la pista.  

Aerodinamica discreta (e attiva). Nonostante le forme ricercate, la Utopia non rinuncia alla massima efficienza aerodinamica. Il bilanciamento della downforce è spostato al 54% sull'asse posteriore, ma pure lo splitter frontale è in grado di generare deportanza. I condotti aerodinamici per il raffreddamento sono stati studiati per integrarsi al meglio con le linee volute da Pagani; un ulteriore spunto d'interesse nella veste della Utopia risiede nei due elementi superiori dell'ala posteriore: i profili, attivi e indipendenti l'uno dall'altro, lavorano di concerto con le sospensioni semi-attive per offrire le massime prestazioni nella guida dinamica.

Elettronica, freni, pneumatici. l setup aerodinamico e delle sospensioni, forte del lavoro di sviluppo condotto anche con la Huayra R, è improntato alla stabilità e alla sicurezza. La biposto è dotata dell'ESP 9.3 della Bosch e dell'impianto frenante carboceramico Brembo con dischi anteriori da 410 mm e posteriori da 390 mm, mentre i cerchi forgiati APP Tech adottano pneumatici Pirelli PZero Corsa 265/35 21" anteriori e 325/30 22" posteriori, con opzione invernale Pirelli SottoZero.

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Una console centrale tutta inedita. L'abitacolo conserva lo spirito unico delle vetture Pagani, ma offre per la prima volta un design totalmente rivisto e molte sezioni in tinta con la carrozzeria. La strumentazione e il volante ricordano in effetti la Huayra nell'impostazione complessiva, ma sulla Utopia fa il suo debutto uno schermo più grande e completo nelle informazioni. Tutta rivista, poi, la console centrale, ora dominata da quattro inediti strumenti aggiuntivi analogici, dai comandi fisici del climatizzatore e dal pulsante di avviamento.

Schermi dell'infotainment? Non ci sono. È assente - e questa è la scelta più coraggiosa in assoluto nell'impostazione dell'abitacolo - lo schermo centrale dell'infotainment, in linea con lo spirito vintage e purista dell'ultima creazione di Horacio. Che ha privilegiato elementi di tutt'altra caratterizzazione, come la torretta con leveraggi a vista della leva del cambio e la plancetta orizzontale con i bei comandi fisici secondari. Le bocchette d'aerazione, inoltre, mettono in mostra una forma circolare e risultano quasi sospese al corpo principale della plancia. I sedili, infine, presentano una nuova scocca sulla quale sono applicati i cuscini rivestiti in pelle. La Pagani ha realizzato tutti i comandi con elementi ricavati dal pieno e ha lavorato sull'illuminazione d'ambiente per creare un'atmosfera unica, esaltata anche dalle aperture in vetro sul tetto.  

864 CV anche con il cambio manuale sette marce. Come anticipato dallo stesso Horacio Pagani in passato, la Utopia adotta una variante aggiornata del V12 6.0 biturbo realizzato in esclusiva dalla Mercedes-AMG e privo di qualsiasi forma di elettrificazione. L'unità eroga 864 CV e 1.100 Nm (contro gli 840 CV raggiunti soltanto sulla serie limitata Huayra Imola), dichiara 262 kg di peso, raggiunge i 6.700 giri/minuto ed è omologata per la circolazione stradale in tutti i Paesi del mondo. La vera novità è però quella della trasmissione: i clienti potranno infatti scegliere tra il cambio manuale e quello automatico. In entrambi i casi si tratta di unità sviluppate dalla XTrac, dotate di sette rapporti, montate trasversalmente e dotate di frizione tridisco e differenziale a controllo elettronico. Per il momento, la Pagani non ha reso noti i dati relativi a prestazioni, peso e consumi: per scoprire la carta d'identità completa di questa nuova Utopia sognata a San Cesario sul Panaro, bisognerà attendere il momento della sua omologazione.

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