Primo contatto

Mercedes-AMG GLA 45 S
Abbiamo guidato la Suv da 421 CV

Mercedes-AMG GLA 45 S
Abbiamo guidato la Suv da 421 CV
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Si potrebbe discutere per ore sulla ragion d’essere di una sport utility superdotata come la Mercedes-AMG GLA 45 S 4Matic+ (che sfiora i 66.000 euro di listino): non caveremmo un ragno dal buco. Partiamo, quindi, dalle certezze: nel cofano batte un quattro cilindri 2.0 turbobenzina capace di ben 421 cavalli a 6.750 giri e 500 Nm fra i 5.000 e i 5.250 giri. Ciò significa che, anche grazie all’aiuto della trazione integrale, la più cattiva delle sorelle dell’appena rinnovata GLA (volendo ci sono anche la 35, da 306 CV e la 45, da 387) è capace di bruciare lo 0-100 km/h, secondo la Mercedes, in 4,3 secondi. E di raggiungere, senza troppe difficoltà, i 270 km/h. Numeri così meriterebbero una strada ricca di curve o, ancor meglio, un circuito per essere sfruttati come si deve. E invece, in questa prima presa di contatto mi ritrovo a percorrere le noiose SS38 e SS36 da Mantello, in provincia di Sondrio, fino alle porte di Milano: una novantina di km non proprio eccitanti, dal punto di vista del puro piacere di guida.

Senti come suona. Se non altro, le numerose gallerie sono l’occasione perfetta per godere della colonna sonora dei quattro terminali di scarico, che possono prodursi in deliziosi gorgoglii, da apprezzare con il finestrino giù di due dita. Scegliendo la modalità Sport Plus, o addirittura la Race, la GLA 45 S si rivela veloce come non t’aspetteresti: a ogni minima pressione sul pedale dell’acceleratore si ottiene una spinta piena e corposa – forse non proprio esplosiva – che si esaurisce solamente intorno ai 6.500 giri, o poco più. Il cambio a doppia frizione a otto rapporti supporta degnamente il motore e l’impressione è che anche l’impianto frenante (dotato di pinze a sei pistoncini) sappia il fatto suo. Ecco, semmai lo sterzo non mi è sembrato un mostro di prontezza; l’assorbimento, poi, nonostante la presenza delle sospensioni attive, è scarso, mentre il confort acustico è penalizzato dal rumore di rotolamento dei grandi pneumatici da 20 pollici. E poi, a essere sinceri, si sta seduti piuttosto in alto, con una postura poco consona a una sportiva in senso stretto.

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Segni particolari. Sarei stato molto felice di esplorare le altre chicche tecnologiche di questa GLA, come il nuovo differenziale posteriore dotato di due frizioni a dischi multipli a controllo elettromeccanico: in tal modo, assicurano da Stoccarda, si può ripartire in modo ottimale la coppia anche fra le due ruote dietro, con ovvi benefici in termini di efficacia e feeling di guida. Mi sarebbe perfino piaciuto sperimentare la modalità Sport Handling dell’ESP, che è pure possibile escludere totalmente. Peccato non sia stato possibile. In fin dei conti, comunque, si tratta di avere un po’ di pazienza: presto metteremo alla prova le potenzialità della GLA 45 S fra i cordoli di Vairano. E lì, dando libero sfogo ai cavalli, vedremo cosa sarà in grado di fare questa Suv un po’ speciale.

COMMENTI

  • Complimenti il restyling ha peggiorato la precedente versione. Un motore grandioso in una carrozzeria anonima, peccato...
  • A parte la linea orripilante, scarabocchiata e peggiorata con quell'insulso alettone che neanche nelle peggiori officine tamartuning, qualcuno mi deve spiegare che senso possa avere un modello del genere, in questa categoria, in questo momento storico...Già faccio fatica a concepire GLE AMG, Stelvio Quadrifoglio e X6M, figuriamoci questo "coso"....