Ve la ricordate la prima "GTD": turbodiesel "millesei", 70 CV e grinta da vendere. Ma era ancora lontana dalla "GTI", il mito che allora sembrava inscalfibile. Sembrava, appunto. Oggi la nuova "Golf 1.9 TDI" (110 kW-150CV, Euro 3) a gasolio batte la sorella "1.8 20V turbo" a benzina, meritandosi la storica sigla "GTI".

D'altra parte, questa è una "Golf" speciale: soprattutto nelle prestazioni. La velocità massima (secondo le nostre rilevazioni) è di 215 km/h, nello "zero-cento" ferma i cronometri dopo appena 8,6 secondi e al contrario, cioè da 100 orari a 0, bastano 36,9 metri. Sensazionale, poi, il valore di coppia massima: 320 Nm a 1900 giri/min, con una curva di erogazione pressoché verticale dal regime del minimo a quello, appunto, di coppia massima.

È anche un'auto da appassionati, perché da un "millenove" iniettore-pompa sovralimentato con una potenza specifica di 79,1 CV/litro non ci si può ragionevolmente attendere la pastosa rotondità di funzionamento dei migliori "common rail". E infatti la ruvidità aumenta con il crescere dei giri, il turbo lag (il ritardo nella risposta) è accentuato, il campo d'utilizzazione ridotto. Il confort, del resto, non deve essere una priorità per chi acquista questa "Golf". Alla quale dobbiamo fare solo un appunto: ha lo sterzo lento, davvero inadeguato per una "GTI".