Una Volvo giardinetta non fa notizia. La fa, invece, una Jaguar station wagon. Se poi si scopre che le due auto sono lontane parenti (entrambi i marchi appartengono al gruppo Ford), allora il discorso si fa interessante, perché se la Volvo ha costruito il suo successo sulle sue solide familiari, per la Casa di Coventry la "X-Type Wagon" è una prima assoluta.

Un tempo nessuno si sarebbe sognato di mettere a confronto Jaguar e Volvo. Quest'ultima, però, è cresciuta molto sia nella qualità costruttiva sia nell'immagine, mentre la Jaguar, piegandosi alle leggi del mercato, sta esplorando la possibilità di dire la sua anche fra le vetture del segmento D premium, dominato da Audi, BMW e Mercedes. Del resto, neppure le Volvo sono sempre le stesse: il bagagliaio della "V50" è più piccolo di quello dell'inglese (339 litri contro circa 385 a filo della cappelliera).

Ognuna fa leva sui valori storici dei rispettivi marchi: la Jaguar, classica e tondeggiante, sembra addirittura moralmente obbligata a offrire luccicanti cromature, preziosa radica, morbida pelle. Per conquistare clienti, la Volvo, invece, confida sul suo aspetto solido, intriso di scandinava concretezza, e su una qualità costruttiva di alto livello.

Nonostante l'appartenenza allo stesso Gruppo, le due (lontane) cugine non montano lo stesso turbodiesel. Quello della Jaguar è un 1998 da 96 kW-131 CV con 330 Nm di coppia massima, perfettamente accordato al corpo vettura. La Volvo si avvale di un'unità piuttosto moderna, con quattro valvole per cilindro, appena un po' più potente (100 kW-136 CV), ma con 10 Nm di coppia in meno.

In termini di confort e di prestazioni le due vetture si equivalgono. Solo il test di ripresa ha evidenziato il netto vantaggio della "X-Type" ai danni della "V50". Ma solo perché quest'ultima monta un cambio a sei rapporti, con la sesta da autostrada, e l'inglese uno a cinque. Curiosamente, vista la propensione turistica, nessuna delle due può montare l'automatico.