Basta la semplice pressione su un tasto dentro l'abitacolo per trasformare in pochi secondi una bella coupé in un'ancora più affascinate cabriolet. Subito si apre il cofano bagagli d'alluminio, che si predispone ad accogliere il tetto rigido, diviso in tre tronconi. Le coupé-cabriolet non sono certamente una novità assoluta, ma la Volvo, a differenza delle altre vetture di questo tipo, è la prima bella anche a tetto chiuso: le altre sono quasi tutte piuttosto goffe a causa della linea del bagagliaio troppo alta.

Dentro, la "C70" ha la stessa impostazione molto hi-tech e un po' fuori dagli schemi delle sorelle "V50" e "S40", rispettivamente la berlina e la station wagon media della Casa svedese. Non offre la stessa abitabilità, ma è sufficientemente spaziosa anche per quattro: sulle due poltroncine singole posteriori possono sistemarsi senza troppi sacrifici persone adulte di media corporatura; l'accesso è facilitato dalle ampie porte e dal sedile anteriore che si reclina e scorre elettricamente in avanti.

Qui vi proponiamo la versione col "2400" a 5 cilindri da 170 CV, abbinato a un cambio automatico a cinque rapporti (optional). La Casa offre motorizzazioni più prestazionali e anche un diesel di buona potenza, ma questa unità ci sembra la più adeguata all'uso cui in genere è destinato questo tipo di veicolo. Inoltre, è validamente supportato da un comparto telaistico di prim'ordine, che consente alla "C70" di muoversi con la necessaria agilità: la risposta dello sterzo è buona, da quattro stelle per precisione, prontezza e progressione.

Notizie meno positive, invece, sul fronte delle prestazioni "pure" e dei consumi, specie quelli cittadini. Niente di strano, se consideriamo il peso rilevante della vettura (oltre 1800 chilogrammi con guidatore a bordo). La massa non ha, al contrario, penalizzato i freni, molto efficaci su tutti i tipi di fondo, compreso quello ad aderenza differenziata bagnato-ghiaccio. Scontato, per una svedese.