Con una lunghezza di 4 metri e 25 centimetri, la "C30" è una coupé compatta dal design decisamente originale. Dentro si è intelligentemente rinunciato a un quinto posto di fortuna a favore di una assai più accattivante soluzione con quattro poltroncine singole senz'altro accoglienti. Il problema, se mai, è l'accessibilità. Per quanto facilitata dai sedili anteriori che avanzano automaticamente quando li si ribalta in avanti (in modo elettrico quello del guidatore), accomodarsi dietro non è davvero facile.

Una volta a bordo, comunque, ci si ritrova in un ambiente accogliente, particolare, rifinito con una certa attenzione. Con qualche distinguo, però: eccellente la selleria di pelle, ben fatta e di qualità, un po' meno di pregio la qualità dei materiali plastici che, almeno a una prima analisi, non soddisfano del tutto. Il posto guida è ben realizzato e ampiamente regolabile grazie anche all'ampia escursione del piantone dello sterzo.

Sotto il cofano del nostro esemplare trova posto il ben conosciuto 5 cilindri turbodiesel di 2.4 litri, nella versione da 179 CV, che su strada si è dimostrato ben sfruttabile, sebbene un po' troppo rumoroso in fase di forte accelerazione. Sulla nostra pista abbiamo rilevato una velocità massima di 214 km/h e un interessante 8,1 secondi sullo 0-100 km/h. Valori di tutto rispetto, molto simili a quelli ottenuti dalla BMW "120d" ritenuta, a tutt'oggi, ancora la più cattiva fra le segmento "C" a gasolio. Il cinque cilindri, poi, è anche parecchio elastico, senza vuoti apprezzabili di sovralimentazione ("turbo lag") e con un campo di utilizzazione piuttosto ampio, perché tira bene già dai 1700 giri/min e non si arresta se non oltre i 4500.

Il problema, semmai, è il cambio che, davvero, non ci è piaciuto molto. Un cinque marce vecchio stile, con il convertitore di coppia che lascia un eccessivo scorrimento tra il motore e le ruote. Ed è un peccato perché, grazie a un assetto piuttosto rigido ma davvero ben calibrato, la "C30" sa dare molte soddisfazioni: la tenuta di strada è elevata, l'inserimento in curva rapido e l'appoggio garantito dal retrotreno proverbiale, quanto basta per rendere divertente e sicura la guida di questa bella coupé-berlina. E per i più esigenti vi è pure la possibilità di avere un assetto ancora più consistente, ribassato di 20 millimetri. L'ultima nota la riserviamo al confort, in parte penalizzato dallo scarso assorbimento delle sospensioni, piuttosto sensibili specie sui fondi cittadini lastricati.