Quei suoi 5,07 metri di lunghezza basterebbero già a condannarla alla vita un po? grigia dell?auto di rappresentanza, la tipica berlinona da superamministratore delegato o da matrimonio, insomma, quasi da lasciare nelle mani esperte e giudiziose di un'autista. E sarebbe un vero peccato, perché basta guidarla pochi minuti per scoprire che la nuova Serie 7 è tutt?altra cosa o, per lo meno, non è solo quello. Ha un'abilità fuori dal comune, quasi diabolica, nel far dimenticare le sue dimensioni e la sua stazza, qualità che, assieme alle altre, spiega subito i 97/100 del voto "Quattroruote", il più alto mai pubblicato nelle nostre "Prove su strada". Se non bastasse, ci sono anche le cinque stelle d?oro nel comportamento stradale, merito del piacere di guida si accompagna a una capacità di fronteggiare le situazioni d?emergenza davvero straordinaria.

L'elegante abitacolo ha abbandonato le stranezze della Serie 7 precedente: la levetta del cambio al volante è tornata a essere la classica cloche sul tunnel e i comandi per le regolazioni elettriche del sedile sono di nuovo sul bordo del sedile stesso. Tutti i comandi sono sistemati con grande cura e neppure un bottone è fuori posto. Sul cruscotto della Serie 7 sono ricomparsi vari comandi fisici (alcuni di serie, altri a richiesta). Giusto per citarne alcuni: le telecamere laterali e posteriore, il Night vision (la telecamera a infrarossi che al buio mostra anche ciò che è fuori dalla portata dei fanali), l?Head-up display (che proietta le informazioni principali della strumentazione direttamente sul parabrezza) e il sistema che frena automaticamente nel caso di collisione imminente. O ancora: il dispositivo che fa vibrare il volante se si superano le linee della propria corsia o quello che avvisa quando una vettura sta sopraggiungendo nelle corsie accanto alla propria.

Sprofondati nelle poltrone della 750i, non c?è viaggio che sia troppo lungo e poco importa che si sia seduti davanti o dietro. Qualcosa in più, semmai, si potrebbe chiedere in materia di silenziosità delle sospensioni, che nel momento in cui assorbono gli scossoni non hanno quella regale silenziosità che ci si aspetterebbe da un?auto di questo calibro. Minuzie, inezie, dettagli che non bastano certo a rovinare un insieme fuori dal comune, dove trovare qualcosa che non va diventa un?impresa ardua. Ci si potrebbe lamentare dei consumi, elevati sempre e comunque, ma da un otto cilindri con due turbine e 407 cavalli non ci si può aspettare molto di diverso. Comunque si è ripagati da prestazioni fuori dal comune, analoghe a quelle della Maserati Quattroporte e simili a quelle della M3 serie precedente, giusto per fare un confronto impuro, ma che rende bene l?idea. Merito soprattutto delle sospensioni, che contribuiscono a eliminare rollio e beccheggio, e delle ruote posteriori sterzanti, che rendono il retrotreno agile e veloce nei movimenti, ma anche granitico nell?opporsi al sovrasterzo che può innescarsi durante le manovre d?emergenza.

L?otto cilindri dà una bella mano a far dimenticare le due tonnellate abbondanti, ma le sue virtù non si esauriscono nella capacità di trasformare la 750i in una fionda quando si affonda il piede destro. La doppia sovralimentazione lo rende corposissimo già ai regimi medio-bassi e i 600 Nm a meno di 2000 giri si sentono tutti. Risultato: si passeggia con una signorilità straordinaria. A basso regime, l?otto cilindri fa dimenticare la sua esistenza e il merito di tanta morbidezza è anche del cambio, uno ZF a sei marce di ultima generazione che, come il motore, ha una doppia anima: a seconda di quel che serve, sa essere vellutato e impercettibile o veloce ed efficace. E il punto d?arrivo di tanta morbidezza e silenziosità è presto detto: quando si accarezza l?acceleratore, la 750i sembra trainata da un elastico invisibile.