Di primo acchito sembra di averla già incontrata per strada e, scrutandola con più attenzione, si scopre un'apparente somiglianza con la prima generazione dell'Audi TT. Scherzi della prospettiva, perché a ben vedere la Peugeot RCZ ha davvero poco in comune con la coupé tedesca, qualunque sia il punto di vista. Anzi, la 2+2 francese ha una spiccata personalità. Nella realtà, sotto la carrozzeria c'è uno schema molto più convenzionale con il motore anteriore trasversale, le sospensioni davanti pseudo MacPherson e quelle dietro interconnesse. Insomma, sotto le intriganti forme della RCZ si nasconde una 308, sia pur messa a punto per interpretare la parte della coupé.

Interni. Neppure l'abitacolo è del tutto coerente con le grandi aspettative sollevate dalla linea indubbiamente affascinante. La plancia è un po' sottotono e persino la strumentazione rinuncia a una forte caratterizzazione sportiva. Danno un certo impatto estetico solo l'orologio analogico dalla grafica bicolore e lo schermo da 7" del navigatore (optional), che fa capolino dalla plancia tutte le volte che lo si richiama. I sedili anteriori sono ampi, avvolgenti e regolabili a piacere. Per accomodarsi sulla limitata panchetta posteriore, invece, il cui spazio è ulteriormente limitato dal grande lunotto che incombe sulla testa dei passeggeri, bisogna avere doti contorsionistiche. Meglio sfruttare questo spazio per i bagagli, anche perché si può creare un unico vano di carico abbattendo lo schienale posteriore.

Pronti, via. Scivoliamo nell'abitacolo con una certa facilità e troviamo subito la posizione ideale grazie alle regolazioni elettriche (optional) del posto guida e del volante. Ottima impugnatura, buona visibilità della strumentazione, eccellente posizionamento della pedaliera di tipo sportivo. Insomma, ci sono tutte le condizioni per poter domare le nostre piccole belve considerando che dispongono di gomme e assetto per gestire ben altra cavalleria. Una è spinta da un 2.0 litri turbodiesel, l'altra da un 1.600 sempre turbocompresso, ma a iniezione diretta di benzina. Il primo ha 163 CV e parecchia più coppia (340 Nm a 2.000 giri) e, quindi, spinge molto più forte in ripresa. Dà il meglio ai regimi intermedi, appena sopra i 1.500 giri, manifestando un'elasticità di funzionamento del tutto sconosciuta al 1.600 a benzina, che, però, può mettere sul piatto della bilancia un maggior campo d'utilizzo e tutt'altra grinta in prossimità del limitatore.

Consumi. Per quanto riguarda i consumi, il 1.600 a benzina di media beve il 20-25% in più del diesel, ma può risultare ben più assetato se lo si spreme: insomma, basta qualche sosta in meno al distributore per recuperare gli oltre 3.000 euro in più spesi per l'acquisto. La tenuta della RCZ è garantita dalle ruote ribassate da 18" (19 sulla 1.600) e dall'assetto piatto e rigido che, complici le millimetriche correzioni dello sterzo, consente d'impostare le traiettorie con rapidità e precisione. Con questa impostazione, ovviamente, non si può pretendere il confort di una berlina e va messa in conto una certa rigidità sulle sconnessioni stradali, specie al retrotreno. Un motivo in più per lasciare vuoti i due posti posteriori.

La Peugeot RCZ è una delle protagoniste del "Dossier Sportive" prossimamente nelle edicole.