Praticamente un controsenso. A nessuno, oggi, verrebbe in mente di costruire un'auto così, col motore laggiù, in fondo, dopo le ruote posteriori. Eppure, anni di costanti affinamenti hanno minimizzato gli svantaggi di una disposizione meccanica ostica, complicata da mettere a punto. Esaltandone i pregi.

Lo capisci dopo un aver fatto un giro sulla nuova "997 S", ovvero la nuova "911 Carrera S". La "911", macchina che sembrava aver abdicato allo scettro di sportiva universale per proporsi come auto tuttofare, pericolosamente minacciata da sportive latine rampanti, ha ricominciato ad allargarsi. In tutti i sensi, a partire dalla cubatura: 3.8 litri, 355 cavalli, 293 km/h di velocità massima. E un assetto speciale, che regala alla "911" un comportamento ineccepibile e gustoso allo stesso tempo.

La "911 S" è il genere di macchina con cui entri in sintonia dopo cinque metri: freni e frizione sembrano quelli dell'automobile che hai guidato per anni tanto sono facili da interpretare. Il cambio, poi, è stato migliorato parecchio: manovrabilità, soprattutto, corsa della leva, finalmente corta. Anche l'elettronica ti lascia giocare. Premi il pulsante "sport" e l'Esp consente derapate che ora si possono definire davvero "controllate".

Il controllo elettronico della stabilità, comunque, s'accorge quando uno sta esagerando e mette una pezza a errori e indecisioni. Roba da pista, ovviamente, dove pure i freni fanno la loro bella parte: impossibile non innamorarsene. Ci sono sempre e a prescindere: cinque stelle d'oro, per noi. A proposito: tempo sul giro 1'20"737. Meglio della "996 Turbo".

Prima o dopo, però, arriva il momento di parlare di vil danaro e oggi ne occorre tanto: praticamente nulla per entrare dal concessionario, circa 90 mila euro per uscirne con una "Carrera S". Più gli accessori, s'intende.