Con una personalità ritrovata (frutto di pochi, ma sapienti ritocchi al design) e con una potente versione del "2400" turbodiesel a cinque cilindri, abbinato a un cambio automatico a cinque rapporti, la nuova "166" punta a ritagliarsi uno spazio tra le ammiraglie. L'abitacolo, pressoché identico al precedente, accoglie con un aspetto più gradevole di quanto ci si ricordasse. Il merito va alla luminosità, ottenuta attraverso tonalità di colori e materiali migliorati. La console centrale appare leggermente invecchiata. Una lacuna un po' più importante riguarda il climatizzatore, che non prevede la doppia regolazione per i passeggeri davanti.

Per quanto riguarda le prestazioni, i numeri dicono che il nuovo "2.4 JTD 20V" (129 kW-175 CV di potenza e coppia massima di 385 Nm a 3000 giri) consente di superare abbondantemente i 200 all'ora, una ripresa davvero ottima e un'accelerazione di tutto rispetto, grazie soprattutto all'automatico autoadattativo, che è anche un vero sequenziale-manuale: selezionando l'opzione "Sport", passa al rapporto superiore solo quando il guidatore lo richiede. Peccato che non offra i tasti al volante.

Lo sterzo, come è giusto che sia per una grande berlina, è diretto, ma non prontissimo. Il rollio in curva è contenuto, grazie alle modifiche alle sospensioni, e la "166" può contare su appoggi sempre buoni, Apprezzabile anche la logica del controllo elettronico di stabilità, che s'inserisce discretamente e lascia manovrare il guidatore. Anche nelle frenate in curva, la stabilità è garantita dal buon assetto della vettura, senza sbandamenti o chiusure di traiettoria.

Infine, il confort, che se da una parte è garantito dal buon assorbimento delle sospensioni, dall'altra è penalizzato dalla rumorosità all'interno dell'abitacolo, dovuta soprattutto al motore. Chi si siede dietro, poi, dovrà fare i conti col tetto basso.