Giunta alla sesta generazione, la Micra torna sul mercato solo in versione elettrica, costruita sulla piattaforma AmpR Small della Renault 5/Alpine A290. La nuova compatta giapponese è lunga 3,97 metri, alta 1,50, larga 1,83 e ha un passo di 2,54 metri. Se di lato è difficile nascondere la parentela con la parente transalpina, il Centro stile Nissan di Londra è riuscito a dissimulare quanto basta la parentela con la R5, soprattutto nello sguardo: merito dei gruppi ottici orizzontali, circondati da due semicerchi di Led, e dalle luci tonde del posteriore. Dentro invece il legame con la “Cinq” è decisamente più stretto: l’abitacolo è lo stesso, così come il design della plancia e la tecnologia di bordo, con i due schermi da 10,1” per quadro strumenti e infotainment, basato su Google (tranne che sul modello base), con le sue mappe e l’assistente vocale. Buono quindi lo spazio per chi siede davanti, meno per chi sta dietro, che non può infilare i piedi sotto i sedili. Il bagagliaio ha una capacità di 239 litri (quelli che il Centro prove ha misurato per la R5), con un ampio scalino tra pavimento e bocca di carico e un pratico doppiofondo sotto il pavimento. Manca però il frunk anteriore.
Come va. La nuova Nissan Micra è disponibile con due powertrain: da 90 kW (120 CV) e batteria da 40 kWh, oppure da 110 kW (150 CV) e batteria da 52 kWh, per autonomie dichiarate di 317 e 416 km rispettivamente. A mo’ di promemoria, la R5 da 52 kWh percorre, secondo le rilevazioni del Centro prove, una media di 344 km, che in città diventano 462 (ma la giapponese ha un’aerodinamica leggermente migliore). Buono il comportamento dinamico su strada: come la cugina francese, le sospensioni multilink al retrotreno permettono di affrontare le curve a testa alta, senza sacrificare troppo il confort, rendendo la Micra un’auto piacevole da guidare. Discreta la dotazione di sicurezza, ma la guida assistita di livello 2 c’è solo per la versione top di gamma Evolve.