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Art car
Le auto elettriche da vernissage

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Quella delle art car è tutt’altro che una nuova tendenza: a un primordiale esempio si assiste già nel 1958, quando Pablo Picasso dipinge sulla DS19 di un giornalista l’opera “Las guirnaldas de la paz” (Le ghirlande della pace), dimenticata a lungo e tornata d’attualità in anni recenti, grazie a una foto conservata negli archivi del Double Chevron. E proprio da qualche anno il fenomeno delle art car sta trovando nuovo terreno con il boom delle auto elettriche. Questione di visibilità – che si voglia o no, sono i veicoli del momento  – ma anche di praticità: le griglie frontali spariscono e le calandre si fanno più lisce, rendendo più semplice l’utilizzo di queste vetture come superfici da dipingere o “wrappare”.

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Tela tedesca. La Taycan è forse uno degli esempi più emblematici di questo periodo di transizione: quello che sembrava inimmaginabile fino a non molti anni fa – una Porsche a elettroni – è oggi realtà. E non è un caso che un modello così simbolico sia stato scelto come base per diverse art car. Una di queste è stata realizzata dall’americano Richard Phillips, che ha applicato sulla carrozzeria della 4S qui sopra il suo dipinto "Queen of the Night", ispirato dalla bellezza della natura. Sempre da quest’ultima deriva la Taycan floreale dell’immagine di copertina, collocata nell’oasi orticola dei Giardini di Singapore sotto il tetto dell’SG50 Lattice, avveniristico e pluripremiato padiglione.

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Taycan lussemburghese. È stata invece presentata in Lussemburgo, al Porsche Roost Center, la Taycan dell’artista Sumo! (nella foto), che ha lavorato al progetto per circa cinque mesi, dopo il trasporto del veicolo di partenza - completamente smontato - in un luogo segreto. L’espressione artistica, che trae in questo caso ispirazione dal futuro, ha coinvolto anche l’abitacolo e i cerchi di lega dell’auto, nonché le sue chiavi.

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La sfida. In una curiosa edizione 2021 dell’Art Battle Canada, dove gli artisti si sfidano con opere realizzante sul momento davanti al pubblico, due celebrità dell’arte moderna sono state invitate a sfogare la propria creatività per dar vita a rispettive interpretazioni della Porsche Taycan. La sfida, durata un paio d’ore, ha visto prevalere Rei Misiri con la sua opera realizzata sull’esemplare bianco, mentre Megan Claire Keho ha avuto a disposizione la vettura nera.

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Fashion car. Anche l’erede a batteria della Mehari è tra le vetture diventate vere e proprie opere d’arte. La e-Mehari, questo il nome della spiaggina elettrica, è stata infatti affidata alla creatività di Jean-Charles de Castelbajac. Così, in occasione del cinquantesimo anniversario della progenitrice, lo stilista francese ha dato vita a un esemplare unico, ispirato alla grafica delle storiche “affiche” del 1968. Un anno di grandi contestazioni, ma anche quello in cui nacque l’iconica vettura del Double Chevron.  

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Progetto milanese. In occasione della Milano Design City 2020, lo stesso marchio francese ha affidato all’Istituto Europeo di Design il progetto "Ami loves Milan", per dare un’interpretazione grafica della microcar che traesse spunto dalla realtà meneghina. Per l’occasione sono stati coinvolti quattro designer diplomati allo IED, ciascuno dei quali ha realizzato una coppia di progetti, presentati dalla Citroën al pubblico dei social. L’opera più apprezzata è stata quella di Gaetano di Dio, caratterizzata dalla riproduzione grafica in forma geometrica e razionale dei principali simboli della città.

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Monovolume. Quando si parla di art car non è possibile non menzionare il marchio BMW, quello che forse più di tutti ha reso planetaria la fama dei veicoli d’arte. Sebbene non faccia parte ufficialmente della collezione di art car della Casa Bavarese, anche l’elettrica i3 si è prestata a una sapiente reinterpretazione artistica con la versione MemphisStyle, una one-off realizzata da Garage Italia in occasione della Milano Design Week del 2017. L’ispirazione artistica, che ha dato vita anche a un’omonima i8, arriva dal collettivo Memphis Group degli anni 80, tra le massime espressioni del postmodernismo.

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L’opera di Cattelan. È invece del 2016 la Spaghetti Car, una curiosa reinterpretazione della i3 nata dal genio creativo di Maurizio Cattelan in collaborazione con il fotografo Pierpaolo Ferrari, fondatori della rivista “Toiletpaper”, semestrale di sole immagini. Nonostante il calibro delle personalità coinvolte, nemmeno qui parliamo di una BMW Art Car ufficiale, ma si tratta comunque di una tra le più originali elaborazioni su base i3.

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