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Elettriche
Piccole e agili: la mobilità urbana in taglia small

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Piccole e agili: la mobilità urbana in taglia small
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Cresce l’interesse per l’auto elettrica, ma quella dei veicoli di categoria M1 (le auto tradizionali, guidabili con la patente B) non è l’unica soluzione per la mobilità a batteria. Per gli spostamenti urbani, le stesse case automobilistiche stanno infatti pensando anche a mezzi alternativi, persino a tre ruote, pratici nel traffico, facili da parcheggiare e con forme piuttosto diverse dalle vetture ordinarie, ma anche dalle stesse microcar a cui peraltro vengono equiparate: fatta eccezione per un triciclo giapponese, i modelli di cui vi parliamo nei prossimi paragrafi sono considerati quadricicli e, pertanto, destinati a un uso esclusivamente cittadino.

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Già in vendita. Sta destando molto stupore tra il pubblico la nuova Citroën Ami, un veicolo a due posti per la città guidabile già a quattordici anni, trattandosi di un quadriciclo leggero. Di fatto, è una microcar originale sotto ogni punto di vista: anteriore e posteriore sono pressoché identici, mentre le due portiere sono incernierate asimmetricamente, per risparmiare sui costosi stampi (ogni sportello prodotto può essere montato indifferentemente da un lato o dall’altro del veicolo) e mantenere il prezzo competitivo. Il suo propulsore elettrico da 8 CV è abbinato a batterie da 5,5 kWh, che le consentono un’autonomia dichiarata di 70 km a una velocità massima di 45 km/h. Nata pensando al car sharing, persino quello condominiale, l’Ami può essere anche acquistata: il prezzo è di 7.200 euro, al quale è possibile sottrarre l’importo dell’incentivo statale.

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L’altra francese. La Renault Twizy non è più una novità, tanto che può considerarsi il modello di serie che ha fatto da apripista tra le grandi case automobilistiche ai mezzi alternativi per la mobilità elettrica urbana. Anch’essa riconosciuta dal legislatore come quadriciclo, ospita due persone in tandem ed è disponibile nelle versioni da 45 e 80 km/h di velocità massima, rispettivamente con powertrain da 5 e 10 CV. L’autonomia dichiarata è di 100 km, mentre i prezzi partono da 12 mila euro, ai quali va sottratto l’importo dell’Ecobonus statale.

SHOWCAR MOBILIZE

Ancora una Renault. La Twizy non è destinata a rimanere un unicum nel panorama della mobilità alternativa offerta dal gruppo Renault: con il marchio Mobilize, infatti, il colosso d’Oltralpe fornirà nuovi servizi per gli spostamenti urbani, ma anche novità di prodotto come la vetturetta EZ-1, dotata di due posti in tandem e batterie intercambiabili. Pensata soprattutto per il car sharing, sarà disponibile anche in acquisto con formule di pagamento legate all’effettivo utilizzo del veicolo.

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Dalla Spagna. Un progetto simile è quello della Seat Minimò, svelata nel 2019. Anche questo veicolo della Casa spagnola – che nel frattempo ha lanciato il brand Seat Mò, appunto legato alla mobilità urbana – è stato concepito soprattutto per il car sharing, come la EZ-1 della Renault. E, proprio come quest’ultima, presenta due posti in tandem e batterie intercambiabili. Del resto, è stata lanciata proprio da Luca De Meo, fino allo scorso anno presidente e ad del brand spagnolo e oggi ceo del gruppo Renault.

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Mezzo olimpico. Tra i mezzi alternativi forniti dalla Toyota per le Olimpiadi di Tokyo figurerà anche l’i-Road, un curioso triciclo mostrato per la prima volta nel 2013 al Motor Show della capitale giapponese. Messo in produzione in un numero limitato di esemplari, destinati a test e servizi di noleggio, fornirà supporto al personale dei Giochi, tra cui gli operatori della sicurezza. Anni fa l'abbiamo testato a Grenoble, per raccontarvi come si guida un veicolo così particolare.

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Nostalgica. L’Isetta del nuovo millennio è elettrica e, a produrla, non sarà la BMW, che tanto deve alla celebre microcar, capace di risollevare le sorti dell’Elica negli anni in cui quest’ultima ebbe l’intuizione di produrla su licenza dell’italiana Iso (che l’aveva già messa in commercio con scarso successo). Due sono le aziende che, in parallelo, stanno riportando la celebre bubblecar per le strade d’Europa, ovvero la Artega e la Micro Mobility System. Inizialmente partner dello stesso progetto, le due società hanno poi interrotto la collaborazione e, allo sviluppo della Karo-Isetta portato avanti dalla prima, che l’ha già messa in vendita in Germania, si è aggiunta così la Microlino (nella foto) dell’ex partner, della cui produzione si prenderà carico in Piemonte l’italiana Cecomp entro la fine del 2021. Per entrambe le vetturette sono stimate autonomie fino a 200 km.

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Anche M1. Come anticipavamo in apertura, vi abbiamo finora parlato di soluzioni per la mobilità diverse dalle tradizionali microcar elettriche, alle quali abbiamo già dedicato un nostro precedente approfondimento. Tra i vari esempi, non manca il modello D2S della ZD, di fatto un’evoluzione della vetturetta guidabile in diverse città italiane grazie al servizio Share’ngo. Distribuita nel nostro Paese dalla NexTem, è disponibile per l’acquisto con batterie da 17 e 27 kWh, grazie alle quali può percorrere, secondo la Casa, rispettivamente 180 e 280 km. Non solo: oltre alle versioni omologate come quadriciclo pesante (Ant, Gecko e Colibrì), guidabili a partire da 16 anni e beneficianti dell’incentivo per i motocicli a emissioni zero, la vettura è offerta anche come veicolo tradizionale in un paio di varianti (Bee e OwI), guidabili a 18 anni con la patente B, che godono del generoso Ecobonus per le auto elettriche. Come accade per la Citroën Ami, infine, questa microcar può essere anche destinata a servizi di car sharing condominiale.

COMMENTI

  • Penso che si tratti dell'approccio più corretto ad una BEV, dato che il problema dell'inquinamento è più rilevante nelle aree urbane. Penso però che sarebbero necessari mezzi appena più performanti, con velocità max di 60-70 km/h a parità di autonomia. In tal caso potrebbero rappresentare la seconda vettura per tante famiglie, o anche l'unica per chi vive nei centri storici