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Idrogeno, inaugurato il secondo distributore italiano

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Idrogeno, inaugurato il secondo distributore italiano
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Un nuovo passo verso la mobilità sostenibile, ma sopratutto il primo di una serie di distributori che Eni intende portare sul territorio italiano: è stata inaugurata oggi la seconda stazione di rifornimento di idrogeno in Italia, in Veneto. Il colosso energetico ha deciso di avviare questo progetto nel Comune di Venezia non per caso: proprio a Marghera, infatti, si trova la cosiddetta Hydrogen Valley, un consorzio di aziende che da quasi 20 anni si sperimenta l’utilizzo dell’idrogeno come fonte di energia pulita e alternativa ai combustibili fossili. L'iniziativa può contare sul  supporto delle istituzioni locali, con il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, in prima linea nell’appoggiare la creazione di questo distributore, integrato nella già esistente stazione di rifornimento di carburante e di ricarica delle auto elettriche. Sostiene il progetto anche Toyota Italia, che per l’occasione ha messo a disposizione sei Toyota Mirai: tre per il Comune, tre per il servizio di car sharing cittadino, Kinto Share. In molti, così, avranno l'occasione (rara) di provare a utilizzare un’auto alimentata a idrogeno.

Difficoltà e opportunità. Da tempo l’idrogeno viene identificato come carburante complementare alla svolta elettrica del parco circolante europeo, giacché offre la possibilità di rifornire i veicoli in pochi minuti, proprio come avviene sulle auto a motore termico, e allo stesso tempo consente di emettere dal tubo di scarico soltanto vapore acqueo. Nonostante la ricerca abbia fatto grandi passi avanti, e alcuni costruttori abbiano già lanciato sul mercato auto di produzione alimentate a idrogeno, le barriere da abbattere sono ancora molte, a partire dalla produzione stessa dell’idrogeno - che deve essere a sua volta sostenibile - per arrivare all’installazione di punti di rifornimento, oggi ancora particolarmente costosi (circa 5 milioni di euro, dichiarano quelli di Eni) e soggetti a rigide norme di sicurezza (l'idrogeno è un gas infiammabile): fattori che, naturalmente, rallentano la formazione di una rete distributiva. Ma come dimostrano altri Paesi - uno su tutti la Germania, con oltre 90 stazioni di rifornimento già attive - stilando un piano nazionale è possibile, col tempo, affiancare l'idrogeno agli altri carburanti, specialmente per impiegarlo nel campo dei mezzi pesanti, un ambito in cui l'uso di grandi pacchi batterie pare ancora poco conveniente ed efficiente.

Un impegno per il domani. Eni vuole essere in prima linea nella creazione della futura rete distributiva dell'idrogeno: entro il prossimo anno sarà infatti inaugurata una stazione a San Donato, alle porte di Milano. Seguiranno altre otto da qui ai prossimi anni. A tal proposito, Giuseppe Ricci, Direttore Generale Energy Evolution di Eni dichiara: "È per noi un traguardo e, insieme, un punto di partenza. Vogliamo essere protagonisti nella costruzione di infrastrutture per rispondere alla domanda di mobilità sostenibile e, più in generale, di una efficace e concreta transizione energetica. Il nostro impegno è verso i clienti, ai quali vogliamo offrire tutti i servizi e prodotti dedicati alla persona e alla vettura, ma anche verso le istituzioni pubbliche, per essere loro di supporto per la pianificazione strategica degli interventi previsti per la trasformazione del nostro Paese.”

COMMENTI

  • di, questo passo, forse per il prossimo secolo, avremo auto a idrogeno ma nel frattempo, spero, credo, che la tecnologia a batteria (pura) e di ricarica, sarà migliorata
  • E' in una fase di test, il rifornimento ai serbatoi generali sara' fatta via tubature attualmente del metano. Serve tanta corrente per produrre quintali al giorno di idrogeno, serve fonte brutale e affidabile. Un impianto solare puo' produrre mezzo chilo al giorno, altre soluzioni 4 quintali ogni ora.
  • E' il secondo di molti altri. Idrogeno servirà soprattutto per lo spostamento dei mezzi pesanti e i nuovi distributori copriranno, in maggioranza, le reti autostradali. Una valida alternativa all'elettrico puro.
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  • Finalmente parte la rete dì distribuzione dell’H2, un sistema che alla lunga sarà quello vincente per il trasporto pesante e anche per le auto, non avendo le controindicazioni dì scomodità generate dalle auto a batteria.
  • informazione perfettamente inutile visto che sarebbe il secondo distributore in tutta Italia, quindi interessa esclusivamente i limitrofi e non interessa a nessun altro. articoli inutili che sanno di presa in giro o pensate che siamo tutti stupidi?
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  • Pazzesco, come grandi aziende buttino milioni di euro in una direzione che ad oggi, non porta da alcuna parte.
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