Il consiglio di amministrazione della Nissan dovrebbe riunirsi domani per valutare la posizione dell'amministratore delegato Hiroto Saikawa alla luce dell’inchiesta interna sulle remunerazioni eccessive percepite negli ultimi anni. Diversi organi di stampa internazionali danno quasi per certo l'incontro ma non sono concordi sul suo esito: se per la Reuters è esclusa la richiesta di dimissioni, il Financial Times parla invece dell'intenzione dei consiglieri di avviare la ricerca di un sostituto per il manager giapponese.
Ci sarebbe già un elenco di candidati. Secondo la testata britannica, che negli ultimi mesi ha più volte lanciato indiscrezioni poi rivelatesi veritiere sulla Casa nipponica e sulla Renault, il consiglio avrebbe già avviato il processo di selezione per un nuovo amministratore delegato arrivando, perfino, a redigere un primo elenco di candidati. Domani i consiglieri dovrebbero, in particolare, fissare un calendario formale per portare avanti tutte le procedure che dovrebbero portare alla sostituzione di Saikawa. Inoltre al comitato nomine sarebbe stato già assegnato il compito specifico di preparare un piano per la successione e diversi candidati, principalmente giapponesi, sarebbero stati già contattati per un ruolo che rischia di essere tra i più difficili da ricoprire all’interno del settore automobilistico alla luce delle vicende giudiziarie legate all'arresto di Carlos Ghosn, della deficitaria situazione finanziaria, culminata con il varo di un piano di ristrutturazione con migliaia di licenziamenti, e dei rapporti non idilliaci con la controllante Renault.
Pressioni in aumento. Nella vicenda il condizionale è comunque d'obbligo visto che venerdì scorso, il giorno dopo la conferenza stampa in cui il manager giapponese ha ammesso di aver percepito compensi eccessivi e in violazione delle procedure interne, la Reuters ha lanciato ulteriori indiscrezioni sulla presunta volontà della la Casa di Yokohama di non spodestare l'ex delfino di Ghosn per l'assenza di profili di illegalità e di limitarsi solo ad azioni disciplinari. Al di là del tourbillon di indiscrezioni e voci degli ultimi giorni, non va trascurato come la posizione di Saikawa sia in bilico da ormai diversi mesi. Il dirigente giapponese è stato accusato di aver guidato quella fronda interna contro Ghosn che ha portato prima all'indagine sulle remunerazioni e quindi alla denuncia alle autorità giapponesi con il conseguente arresto. Inoltre Saikawa deve affrontare da mesi le critiche degli investitori per il crollo dei profitti della Nissan e per l'andamento negativo delle azioni in Borsa (durante il suo mandato il titolo ha perso il 36%) nonché le pressioni continue degli azionisti, a partire dalla Renault, per la posizione tenuta nella questione della riforma dell’Alleanza Renault-Nissan e nella vicenda della fusione tra i francesi e il gruppo Fiat Chrysler.
I rapporti tesi con i francesi. A tal proposito sono in molti a ritenere che l'attuale amministratore delegato della Casa nipponica rappresenti uno degli ostacoli di maggior rilievo nell'intricata vicenda dei rapporti sempre più tesi e difficili con i francesi, a partire dal suo omologo Thierry Bollorè. La sua uscita di scena potrebbe agevolare la revisione della struttura dell'Alleanza e una cooperazione più stretta tra giapponesi e francesi e, sulla carta, riaprire le porte a nuovi colloqui tra la la Renault e la Fiat Chrysler. In tale contesto non va neanche dimenticato come Saikawa abbia indicato nei primi mesi dell'anno la possibilità di dimettersi per poi tornare sui suoi passi e chiedere un nuovo mandato successivamente confermato dall'assemblea degli azionisti solo dopo un difficile accordo raggiunto con i francesi sulla riforma della governance e nonostante le indicazioni contrarie di diversi soci. Alcune società attive nella consulenza per grandi investitori hanno, infatti, raccomandato ai propri clienti di non votare per la conferma di Saikawa perché, avendo ricoperto il ruolo di amministratore delegato sotto la presidenza di Ghosn, era difficile considerarlo del tutto estraneo alla vicenda dei presunti illeciti dell'ex plenipotenziario dell'Alleanza. A tal proposito, domani il consiglio di amministrazione della Nissan dovrebbe esaminare i risultati dell'indagine durata oltre dieci mesi sui compensi erogati non solo a Ghosn ma anche ad altri manager, tra cui lo stesso Saikawa. L'inchiesta interna avrebbe scoperto un sistema pervasivo di remunerazioni e incentivi in palese violazione delle normative e delle procedure interne. L'esito dell'inchiesta sarebbe stato già inviato anche ai pubblici ministeri giapponesi nel quadro del processo a Ghosn che dovrebbe iniziare all'inizio del prossimo anno.
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