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Renault
La R5 elettrica sarà costruita in Francia

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La R5 elettrica sarà costruita in Francia
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La Renault ha deciso di produrre la riedizione elettrica della R5 nello stabilimento di Douai, nella Francia settentrionale. Per la mitica due volumi si tratta di un ritorno a casa sulla falsariga di quanto avvenuto per la Fiat con l’assegnazione della 500 elettrica a Mirafiori: la fabbrica transalpina ha prodotto la R5 originale dal 1972 al 1984.

Un polo del Nord. La decisione, annunciata dal presidente Jean-Dominique Senard al canale televisivo BFM-TV, rappresenta un’ancora di salvezza per l’impianto di Douai e rientra in una più ampia strategia varata dalla Casa della Losanga per salvaguardare i livelli occupazionali nelle regione Nord-Passo di Calais (tra le meno sviluppate e ricche dell’intera Francia) tramite la costituzione di un “Polo produttivo del Nord”: sarà composto, oltre che da Douai, anche dalla vicina fabbrica di furgoni a Maubeuge e di quella di trasmissioni a Ruitz. Dal 2018 la Renault ha investito 1 miliardo di euro per preparare i tre siti alla produzione di veicoli e componenti elettrici e l’anno scorso ne ha affidato la direzione a Luciano Biondo, attuale responsabile dello stabilimento della Toyota a Valenciennes. La scelta di Douai per la R5, già descritta da Senard come un “impegno” nei confronti dei 3.000 lavoratori del sito, anche se l’avvio della sua produzione è previsto tra quattro o cinque anni, è funzionale a raggiungere l’obiettivo di aumentare progressivamente il tasso di utilizzo dello stabilimento, che l’anno scorso ha sfornato appena 92 mila veicoli, quasi un quinto rispetto al record di 469.510 unità del 2004. Attualmente le linee di assemblaggio sfornano le Renault Scénic, Grand Scénic, Espace e Talisman, tutti modelli di segmenti (berline e monovolume) in forte contrazione in Europa e quindi a rischio cancellazione (l’Espace arriverà alla fine del suo ciclo di vita già quest’anno e la sua sostituzione è fortemente incerta). 

Al fianco della Mégane eVision. La R5, basata sulla piattaforma per le elettriche di piccola dimensione Cmf-B Ev dell’alleanza Renault-Nissan, sarà il secondo modello elettrico assegnato a Douai dopo la vettura di serie derivata dalla concept Mégane eVision, che entrerà in produzione all'inizio del 2022 e sfrutterà un’altra architettura, la Cmf-Ev. Senard non ha comunque fornito obiettivi di produzione per la R5 limitandosi a parlare di un notevole aumento dei volumi di auto alla spina assemblati in Francia dalla Renault nei prossimi anni. La Casa di Boulogne-Billancourt ha venduto circa 100.000 veicoli elettrici nel 2020, di cui circa 90.000 sono esemplari della Zoe prodotta a Flins, vicino a Parigi, e il resto furgoni Kangoo sfornati a Maubeuge. "Intendiamo produrre in Francia quasi 400.000 veicoli elettrici e rendere la regione del Nord il polo europeo più importante per i veicoli elettrici", ha spiegato Senard senza fornire indicazioni sui tempi necessari per raggiungere l’obiettivo. "Ciò è possibile, ma servono alcune condizioni”, tra cui quella di "avere nelle vicinanze una fabbrica di batterie" per forniture a costi ragionevoli. Attualmente la Renault acquista la maggior parte degli accumulatori da un impianto della coreana LG in Polonia, ma la dirigenza sta valutando diverse alternative, a partire dalla possibilità di aderire alla joint venture ACC tra il gruppo Stellantis e la compagnia petrolifera Total, che intende realizzare due gigafactory, una nella Francia orientale e una in Germania. Tuttavia, secondo il quotidiano Les Echos, le trattative per l'adesione sarebbero giunte a un "un punto morto" e la Renault avrebbe avviato negoziati con la LG e la startup francese Verkor per costruire una sua fabbrica di batterie. 

COMMENTI

  • Renault che guarda indietro invece che avanti... Questa è una brutta notizia. E la R5 coi ruotoni e senza la semicarenatura della ruota posteriore non si può vedere. E poi magari dietro un bel ponte torcente invece dei bracci longitudinali e barre di torsione... La creatura di Boué non merita questo.
  • Renault investe in Francia, coraggiosamente e giustamente. Noi in pratica non abbiamo più una casa automobilistica italiana. Povera Italia.
  • Beh, il render dice bene. Anche perché ritengo l'attuale Clio l'utilitaria più brutta in commercio. Tutta plasticoni, 2 fari anteriori enormi con la chicca dei led sulla mascherina che fanno tanto di bancarella della sagra (per fortuna li hanno tolti). PS per gli amanti del marchio: la R5 detiene lo strano record di essere una delle auto più vendute della storia, ma delle quali sono rimasti pochissimi esemplari a causa della pessima qualità delle lamiere: sono finite tutte in un pugno di ruggine. Per fortuna sono sempre state le italiane le peggiori in commercio.
  • R5 elettrica, Zoe, Clio non capisco come vorranno posizionarle sul mercato e come eviteranno la cannibalizzazione. De Meo non voleva ridurre i costi? In questo segmento li sta aumentando.