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Benedetto Vigna è il nuovo amministratore delegato

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Benedetto Vigna è il nuovo amministratore delegato
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La Ferrari ha chiuso il lungo processo di ricerca del sostituto di Luis Camilleri: il nuovo amministratore delegato è Benedetto Vigna, attuale responsabile di una delle principali divisioni operative della STMicroelectronics, una multinazionale produttrice di semiconduttori.

Il curriculum. Nato nel 1969 a Pietrapertosa (Potenza), si è laureato in fisica all’Università di Pisa nel 1993. Due anni dopo ha iniziato la sua carriera professionale alla STMicroelectronics, dove ha contribuito alla nascita delle attività nel campo dei sensori di movimento. Nel tempo, Vigna ha anche assunto altre responsabilità, tra cui connettività, imaging e soluzioni di potenza, e ha guidato la diversificazione dell'azienda in nuove aree operative e in particolare nei segmenti industriale e automobilistico. Attualmente è presidente dell'Analog, Mems e Sensors Group, la divisione più grande e redditizia della multinazionale (nel 2020 ha contabilizzato ricavi per 3,9 miliardi di dollari su un totale di 10,22 miliardi), ed è membro del comitato esecutivo.

Le ipotesi. La sua nomina potrà apparire azzardata ai più, visto che Vigna non è certo noto al grande pubblico e che il suo curriculum, in campo manageriale, non può essere paragonato a quelli di alcuni dirigenti emersi tra i possibili candidati a sostituire Camilleri dopo quasi sei mesi di interim affidato al presidente John Elkann. Nei mesi scorsi sono spuntate voci su Vittorio Colao, ex numero uno della Vodafone e attuale ministro per l’Innovazione e la transizione digitale, Marco Bizzarri, attualmente amministratore delegato della maison Gucci, Stefano Sassi, ex ceo della casa di moda Valentino, Hans Hoegstedt, al timone della Tom Dixon. Si è parlato anche del ritorno di Stefano Domenicali (presidente e ceo della Formula 1) o dell’arrivo di Andrea Agnelli (Juventus), Davide Grasso (Maserati) e Alfredo Altavilla (ex top manager Fca). Sono spuntate anche alcune figure con un passato alla Apple: Jonathan Ive (ex chief designer officer) e Diego Piacentini (ex general manager e vicepresidente della divisione europea), oltre a Luca Maestri (attuale direttore finanziario e vicepresidente della società di Cupertino).

Nomina di alto livello. Tutti nomi di alto livello, ma, come dimostrato dal lungo processo di selezione, alla Ferrari hanno puntato su qualcuno relativamente giovane e, soprattutto, con le competenze necessarie per affrontare le prossime sfide che attendono il Cavallino, a partire dal lancio della prima elettrica nel 2025. Lo aveva suggerito ad aprile lo stesso Elkann, parlando di futuro ceo con "tutte le qualità giuste, compresa una profonda conoscenza delle tecnologie necessarie per tracciare un futuro di successo per la Ferrari" e ridimensionando così le voci su una scelta nel mondo del lusso o del retail. D’altro canto, Vigna è considerato un’istituzione nel campo dei semiconduttori: a lui si deve l’invenzione di alcuni importanti Mems, i micro dispositivi elettro-meccanici che consentono la digitalizzazione dei movimenti umani. In particolare, il fisico lucano ha ideato un sensore di movimento tridimensionale utilizzato, per esempio, nei comandi senza filo della console Nintendo Wii e diventato di importanza cruciale anche per gli smartphone: è il giroscopio a tre assi che ha debuttato nell’iPhone 4 (consente al display di adattarsi ai movimenti della mano) e che oggi è presente in tutti i telefoni cellulari e in diverse applicazioni legate ai sistemi avanzati di assistenza alla guida e ai dispositivi per la sicurezza attiva delle automobili. Proprio grazie ai brevetti depositati dal nuovo timoniere della Ferrari, oggi la ST è leader nel campo dei Mems (al nome del manager fanno riferimento oltre 200 progetti, insieme a numerose pubblicazioni scientifiche). 

Il nuovo ruolo. Vigna assumerà l’incarico di amministratore delegato della Casa di Maranello il primo settembre prossimo e in tale veste dovrà "garantire che la Ferrari continui a rafforzare la sua leadership come artefice delle vetture più belle e tecnologicamente avanzate al mondo. Le sue ampie conoscenze, frutto di oltre 26 anni di esperienza nel cuore dell’industria dei semiconduttori che sta rapidamente trasformando il settore automobilistico, accelererà l’abilità di Ferrari di aprire nuove strade nell’applicazione delle tecnologie di ultima generazione". Il presidente del Cavallino, John Elkann, ha commentato: "La sua profonda conoscenza delle tecnologie che guidano gran parte del cambiamento nel nostro settore e le sue comprovate capacità di innovazione, business building e leadership rafforzeranno ulteriormente la Ferrari e la sua storia unica di passione e prestazioni, nell'entusiasmante era che ci attende". "È un onore straordinario - ha aggiunto il nuovo ad - entrare a far parte della Ferrari come amministratore delegato e lo faccio in egual misura con entusiasmo e responsabilità. Entusiasmo per le grandi opportunità che potremo cogliere. E con un profondo senso di responsabilità nei confronti degli straordinari risultati e delle capacità degli uomini e delle donne di Ferrari, di tutti gli stakeholder della società e di coloro che, in tutto il mondo, provano per Ferrari una passione unica".

COMMENTI

  • Ben venga per le quattro ruote, c'è da fare sia nell'elettrificazione che in F1 e nell'endurance. Una persona che dovrebbe comprendere l'importanza del capitale umano nell'automotive. La vedo dura invece per le attività non-automotive dato che non pare ci sia né visione né grandi talenti.
  • Dunque due braccia rubate alla teconologia, se dovra' occuparsi di sindacati, produzioni, COI, ROI, vendite, business development ed in particolare entrare in Armani, aquisire piccoli brand del lusso, che facciano borse o scarpe o altro. Mi pare una bellissima persona, ma e' sicuro di voler fare l'ad anziche' il CTO? Non dico per competenze -che uno cosi' acquisisce in un baleno. Lo dico per un fatto di suo piacere personale. Mah. In bocca al lupo.
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  • In bocca al lupo, avrei visto bene Pontremoli di Dallare.
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  • Sono tante le sfide nel vicino futuro, al di là della F1. L'elettrificazione non può essere messa in discussione ma per Ferrari rappresenta più una minaccia che un'opportunità. Ben venga un car guy, il resto dipenderà dalla visione del board e dalla squadra.
  • Vedremo cosa farà e questo dipenderà dal mandato che avrà dai proprietari:dare priorità agli utili o aumentare investimenti in F1.Certamente non sarà lui a dare indicazioni su che settori lavorare in F1 ma dovrebbe affidare il tutto a uno competente.
  • Wow,un vero car guy,proprio quello che serve ad un marchio di super nicchia come la Ferrari...
  • Ovviamente ogni giudizio è assolutamente prematuro, speriamo solo che essendo un tecnico e non un amministrativo, ponga l'accento sul prodotto continuando la strada dell'innovazione come a suo tempo la tracciò Montezemolo e (in parte) ripresa da Marchionne, e ovviamente, senza tralasciare il settore sportivo, così importante nella storia Ferrari. ....... il periodo del passaggio flash di Camilleri (e del rampollo) spero venga archiviato in fretta visto il totale disinteresse mostrato per il settore produttivo e soprattutto sportivo, in compenso però, fra un pò vedremo i frutti delle sue scelte di strategia aziendale con la comparsa sul mercato di vari prodotti "extra auto" marchiati col cavallino rampante.....
  • 1- dopo che lo Spumante Ferrari è entrato in Formula 1, qualche indizio su Vigna già ce l'avevamo. 2- ora vedremo piloti di Ferrari stradali muoversi come matti per guidare una macchina senza volante (molto pericoloso vista la gestualità tipica italiana 3- (serio) mi pare che abbia le giuste conoscenze tecniche per il futuro sempre più elettronico/elettrico 4- ma per favore, come si può considerare Andrea Agnelli tra i possibili candidati? (e lo scrivo da Juventino)
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  • Conoscendo Benedetto da piu' di 20 anni non posso che complimentarmi con lui nonche' con la Ferrari, sono certo che Benedetto sia la persona giusta per guidare al meglio questo storico marchio verso nuovi ambiziosi traguardi
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