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Industria e Finanza

L'alleanza
Ford-Renault, due elettriche per l’Europa: torna la Fiesta?

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La Ford e la Renault hanno lanciato una nuova alleanza strategica dai risvolti ancora tutti da valutare sul fronte dei prodotti. Tuttavia, alcuni dei dettagli finora diffusi dalle due aziende lasciano intendere la possibilità per l’Ovale Blu di un ritorno nel segmento B, con l'erede di una delle auto più vendute in Europa: la Fiesta. L'ipotetico coinvolgimento anche nel segmento A, che sembrava inizialmente possibile, è stato invece smentito in una dichiarazione raccolta da Quattroruote.

L’indizio della piattaforma

L’ipotesi non è peregrina perché l’accordo verte intorno ad Ampere, la divisione per le elettriche e i software del gruppo transalpino. Le due novità a batteria saranno sì progettate dalla Ford, ma saranno sviluppate e prodotte dalla Renault nel polo ElectriCity di Douai: il centro già oggi sforna le R5 (in soli 15 mesi ne sono stati assemblati oltre 100 mila esemplari) e la gemella a marchio Alpine, l’A290.

Inoltre, la riedizione in chiave elettrica di uno dei miti degli anni ’80 condivide la stessa architettura con la Nissan Micra. Tuttavia, il presidente della filiale europea dell'Ovale Blu, Jim Baumbick, ha chiarito, durante una conference call, che l'obiettivo è di "sviluppare veicoli inconfondibilmente Ford, con il Dna Ford". In sostanza, la partnership serve a sfruttare "economie di scala" dal punto di vista industriale, ma poi sarà necessario "differenziare completamente" l'offerta e il posizionamento di prodotto già nella fase di progettazione. 

Ford-Renault, due elettriche per l’Europa: torna la Fiesta?

E Volkswagen?

A Douai, però, non ci sono solo berline: dalle sue linee escono anche altri modelli a batteria: Renault Megane e Scenic e Mitsubishi Eclipse Cross. Tuttavia, è difficile pensare che le Suv possano essere usate per dare vita a nuovi prodotti Ford per un semplice fatto: l’Ovale Blu ha già in essere un’alleanza con la Volkswagen per le elettriche a ruote alte che pare destinata a proseguire. La Ford, infatti, non parla della Renault come di un alleato che andrà a sostituire i tedeschi

“L'annuncio odierno con Renault Group raccoglie l’eredità di storie di partnership di successo che Ford ha portato avanti in Europa con Koç Holding e Volkswagen”, afferma proprio l’azienda americana, sottolineando che “l’alleanza con Volkswagen ha permesso a Ford di rafforzare congiuntamente sia il business dei veicoli commerciali sia quello delle vetture". 

La Losanga è un "partner complementare", ha puntualizzato Baumbick. "non ci allontaniamo da Volkswagen: con loro abbiamo un impegno e una strategia molto chiari". Tuttavia, la piattaforma alla base dell'alleanza con i tedeschi "è stata progettata per competere in segmenti dal C in su. È molto flessibile, ma per scendere di segmento sarebbe stato necessario un impegno molto significativo in termini di ingegneria e intensità di capitale". "Abbiamo valutato un'ampia gamma di possibilità per competere nel segmento dei veicoli elettrici di piccole dimensioni. E per velocità e competitività la piattaforma Renault Ampere è stata la scelta giusta per noi. Quindi, per noi la risposta giusta, nell'attuale fase di transizione, è sfruttare una piattaforma molto competitiva: è un perfetto bilanciamento rispetto alla piattaforma Meb", ha spiegato ancora il dirigente.

Ford-Renault, due elettriche per l’Europa: torna la Fiesta?

La nuova fase strategica

Dunque, la collaborazione con Renault si inserisce in una precisa strategia avviata già da tempo dalla Ford per “snellire” le sue attività industriali e unire le forze con più di un costruttore. A tal proposito, la Casa americana parla esplicitamente di una nuova fase “della sua trasformazione in Europa”, di una “strategia incentrata su agilità ed efficienza” e di ottimizzazione del “sistema industriale per aumentare la capacità” ed efficientare la struttura dei costi.

Dunque, un nuovo modello di business basato sulle alleanze, come afferma Baumbick: "Stiamo sfruttando partnership strategiche per garantire la nostra competitività, concentrandoci senza esitazioni sul prodotto”. Il tutto senza dimenticare l'obiettivo di velocizzare tutte le fasi di progettazione e sviluppo per rispondere anche alla sfida lanciata dai cinesi. 

Si tratta di una strategia funzionale anche ad ampliare l'offerta in un mercato "ipercompetitivo" come quello europeo. E difatti il manager è stato chiaro nell'affermare che la "partnership con Renault vuole davvero essere il primo capitolo di un'accelerazione di un'offensiva di prodotto". "Crediamo che le partnership siano un principio strategico fondamentale del nostro piano per competere e avere successo in Europa", ha proseguito il presidente di Ford Europa. "Si tratta di sfruttare i partner per accelerare l'offerta di prodotti, come stiamo facendo con Renault, ma significa anche essere aperti ad altri partner e collaborazioni per sfruttare i nostri punti di forza e la nostra presenza commerciale, come abbiamo fatto con Volkswagen".

Ford-Renault, due elettriche per l’Europa: torna la Fiesta?

C'è spazio anche per l'ibrido: "Scelgono i clienti"

C’è però un altro cambio di rotta, quantomeno rispetto al recente passato. Se fino a pochi anni fa, era chiaro l’obiettivo di abbandonare per il 2030 i motori endotermici per concentrarsi solo sull’elettrico, oggi l’Ovale Blu non fa mistero dell’intenzione di puntare su una “nuova offerta di prodotti accessibili e una varietà di alimentazioni”. E questa affermazione non è solo un altro indizio sulla possibilità di un ritorno della Fiesta, ma anche l'ennesima conferma di una svolta verso una proposta commerciale più in linea con la realtà del mercato.

“Ford sta ulteriormente sviluppando le sue attività produttive in Europa, per sostenere e guidare il passaggio a veicoli a più alimentazioni, che permettano maggiore scelta per i clienti”, sottolinea l’azienda. “La strategia di Ford per l'Europa è pensata per affrontare le normative in evoluzione sulle emissioni di CO2 in Europa, fornendo ai clienti una scelta di alimentazioni varia e accessibile durante la transizione all'elettrificazione”.

A tal proposito, si evidenzia come l'attuale quota di veicoli elettrici in Europa è stabile al 16,1%, ben al di sotto del 25% di nuove immatricolazioni di veicoli richiesto per raggiungere i target al 2025. Ecco perché Baumbick chiede di “consentire a tutti di beneficiare dell'elettrificazione e lasciare che i clienti scelgano che si tratti di veicoli completamente elettrici o ibridi: si tratta di rendere la transizione più attraente e più accessibile per tutti i consumatori e le aziende, stimolando la domanda senza soffocarla”. "La realtà - ha aggiunto - è che i veicoli elettrici non si adattano perfettamente alle esigenze di ogni cliente e c'è un divario molto evidente tra la domanda dei clienti e i requisiti normativi. E questo divario, man mano che aumenta, grava pesantemente non solo sulle aziende che effettuano grandi investimenti, ma anche sui clienti e sulla loro accessibilità economica". Di conseguenza, l’Ovale Blu si associa alle recenti richieste dei costruttori europei e invita Bruxelles ad “allineare gli obiettivi alla realtà”, fornendo ai costruttori “un orizzonte di pianificazione a 10 anni che sia realistico e affidabile".

“Questo include dare ai consumatori la possibilità di guidare veicoli ibridi più a lungo, colmando il divario piuttosto che forzando un salto che non sono pronti a fare”, aggiunge Ford non senza chiedere incentivi all’acquisto, investimenti sulle infrastutture di ricarica e un supporto “all’economia reale” perché “l'approccio attuale alla regolamentazione dei veicoli commerciali è una tassa sulla spina dorsale dell'Europa".

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