Nuovi Modelli

Polestar
Semaforo verde per la Precept

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Semaforo verde per la Precept
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Da futuristica visione di design a modello di serie. Lo scorso febbraio la Polestar aveva presentato la concept Precept come manifesto dell'elettrificazione del marchio, ma visti i riscontri positivi del pubblico la berlina elettrica arriverà effettivamente sul mercato. Ci vorranno almeno tre anni per completare lo sviluppo e conservare quanti più dettagli possibili del modello originale, ma alla fine la quattro porte sarà acquistabile in tutto il mondo e verrà prodotta in Cina, all'interno di una nuova fabbrica carbon neutral.

Elettrica e riciclata. Obiettivi particolarmente ambiziosi quelli annunciati da Thomas Ingenlath, ceo della Polestar, durante il Salone di Pechino, ma non irrealizzabili: il neonato costruttore svedese potrà infatti avvalersi del know how della Volvo e della Lynk & Co. La Precept sarà basata sulla nuova piattaforma modulare Spa2 (acronimo di Scalable Product Architecture) e utilizzerà tecnologie e powertrain che verranno sviluppati nei prossimi anni dai vari marchi del gruppo Geely. Come il prototipo che l'ha anticipata, la Precept di serie sarà dotata di sistemi di sicurezza e di assistenza alla guida particolarmente avanzati e utilizzerà materiali riciclati, sia all'interno, sia all'esterno. I pannelli della carrozzeria della concept, per esempio, sono ricavati da un composito a base di lino, mentre i rivestimenti dell'abitacolo sono creati riciclando bottiglie di plastica, reti da pesca e sughero, un trend sempre più in voga nel mondo delle auto elettrificate, anche su utilitarie come la Nuova Fiat 500 e la Lancia Ypsilon Hybrid.

2020-Polestar-Precept-09

Cinque schermi e nessuno specchio. Presentando la concept, la Polestar non ha svelato dettagli riguardo il powertrain elettrico, concentrandosi sul design e sulle tecnologie di bordo. Basata sul sistema operativo Android Automotive, la Precept utilizza due schermi principali per il quadro strumenti e l'infotainment, rispettivamente da 12,5 e 15", abbinati ad altri tre schermi che, collegati a delle videocamere grandangolari, fanno le veci dei classici specchietti retrovisori. Tra i due fari anteriori, ispirati nella forma al martello di Thor, trova posto la Smart Zone, un'innovativa calandra composta da pannello trasparente che protegge una videocamera e i sensori utilizzati per i sistemi d'assistenza alla guida, che possono avvalersi anche di un Lidar posizionato sul tetto. Al di sopra della zona destinata ai radar è presente un'apertura pensata per incrementare la velocità dell'aria per ridurre il Cx della vettura alle alte velocità, mentre altre soluzioni stilistiche sono progettate per garantire un'elevata efficienza aerodinamica a tutte le andature.

COMMENTI

  • Devo dire che mi capita di seguire spesso gli articoli del Sig. Magni. Un bravo giovanotto che mi informa di tante cose. Mi spiace solo abbia dovuto scrivere di un'auto cosi' brutta. L'informazione di valore, e' quanto Polestar sia ambizioso come brand. Rimango un po'scettico sulla eccessiva somiglianza con le Volvo ICE della polestar 1 e 2. Ma infondo e' proprio il Brand Volvo che deve beneficiare di tutta la cosa, giusto? Credo che questa Precept, specialmente di 3/4 anteriore sia il peggior prototipo visto quest'anno. Ho bisogno di un Braulio Riserva.