Q Storie

Speciale M - La storia
L'importante è divertirsi

Momento topico, per la BMW, l'inizio degli anni 70. Un nuovo, giovane board vuole dare impulso al crescente successo dell'azienda, ultimando la costruzione della nuova sede – il famoso "Quattro cilindri" – e creando una divisione sportiva interna. In effetti, le corse Turismo, con le 1800 e 2000 TI, stanno dando soddisfazioni all'Elica, ma il business, perlopiù, resta nelle mani dei preparatori esterni. Per questa sfida viene creata, il 24° maggio 1972, la BMW Motorsport GmbH, con amministratore delegato Jochen Neerpasch.

Il team lavora in Preussenstrasse (poi, nel 1986, si trasferisce a Garching) e nel 1973 porta in gara la 3.0 CSL, con tre strisce colorate in blu, viola e rosso, che diventano il simbolo delle M.

Nella seconda metà degli anni 70, ci si concentra sulle auto da corsa, ma nei clienti si fa strada il desiderio di guidare modelli stradali più veloci. Così alcune Serie 5 vengono potenziate, oltre che modificate nelle sospensioni e nei freni. Ma passerà ancora qualche anno prima di vedere all'opera un vero modello M. Sarà la M1.

Timeline

1972
JOCHEN NEERPASCH

JOCHEN NEERPASCH Nel 1972, a spingere forte sul pedale dell'acceleratore dei nuovi programmi da corsa è Jochen Neerpasch (tedesco, classe 1939), gran capo della divisione BMW Motorsport GmbH. Ex pilota ufficiale della Porsche ed ex Racing manager della Ford, Neerpasch può contare all'inizio a Monaco su un team di 35 persone, destinate in breve a crescere. La nuova società attrae in poco tempo piloti del calibro di Chris Amon, Toine Hezemans, Hans-Joachim Stuck e Dieter Quester.

1973
3.0 CSL

3.0 CSL Non è un modello M, ma ne possiede tutti i connotati: leggerezza, potenza, prestazioni. Allestita in più versioni coupé, dal 1971 al '75, la 3.0 CSL vincerà tutto dal 1973 al 1979.

1978
M1

M1 È lei la prima M, una supercar da utilizzare in gara, realizzata in almeno 400 esemplari per l'omologazione nel Gruppo 5. Si chiama M1 e la sua costruzione è un puzzle: il telaio arriva dalla Marchesi, la carrozzeria di fibra di vetro dalla T.I.R., entrambe italiane. Come nostrana è l'ItalDesign di Giorgetto Giugiaro, che ne cura stile e interni. Il tutto viene trasferito alla Baur per il montaggio della meccanica: un sei cilindri in linea centrale 3.5 da 277 CV, abbinato al cambio ZF a cinque marce. La M1 darà vita al monomarca ProCar con piloti di F.1.

1980
Parola di Clay

Parola di Clay Regazzoni saggia la M1 su Quattroruote dell'aprile 1980. L'ex ferrarista trova la sportiva bavarese sicura ad alta velocità e scattante (le nostre rilevazioni parlano di uno 0-100 in 5,6 secondi). Secondo l'asso ticinese, la pedaliera è disassata, ma la strumentazione completa. Buona la potenza del motore e l'accelerazione, non la ripresa ai bassi regimi. In sintesi, Clay giudica la M1 ben equilibrata e facile da guidare.

1980
M535<span class='titolo-minuscolo'>i</span> E12

M535i E12 Questa versione sportiva, equipaggiata con un sei cilindri in linea 3.4 da 218 CV, viene considerata l'antesignana della prima vera M5, quella che arriverà nel 1984.

1984
M635 CS<span class='titolo-minuscolo'>i</span> E24

M635 CSi E24 Il 1984 è un'annata top per la divisione M, perché contribuisce a realizzare questa grande e veloce coupé. Nel cofano troviamo lo “straght six” già impiegato sulla M1, qui nella versione da 286 CV.

1984
M5 E28

M5 E28 La prima generazione di un grande classico della Casa di Monaco. Inizia così una vera e propria saga, arrivata fino ai giorni nostri. Il modello di metà anni 80 viene equipaggiato a sua volta dal sei in linea 3.5 da 286 CV, che trasforma la brillante berlina da famiglia in una sportiva di razza (la velocità di punta dichiarata, infatti, è di 245 km/h), in più senza una eccessiva caratterizzazione estetica. Quasi quattro gli anni di produzione, per un totale di 2.241 esemplari.

1986
M3 E30

M3 E30 Dopo l'impegno vincente (nel 1983) in Formula 1 con l'1.5 turbo quattro cilindri fornito alla scuderia Brabham, la Casa di Monaco concentra le sue energie nelle gare Turismo. Nasce così la M3, che diventerà uno dei maggiori successi di sempre targati M. Infatti, questa prima serie, viene prodotta in versione berlina due porte e cabrio fino al 1991 in ben 17.970 esemplari. Un modello riuscitissimo dal punto di vista commerciale, ma pure da quello sportivo, tanto da aggiudicarsi anche un Campionato del Mondo nel 1987 con il pilota italiano Roberto Ravaglia.

1986
Che forza quel 4!

Che forza quel 4! A muovere con grande vigore la prima M3 non è un sei cilindri, bensì un quattro in linea 2.3, frazionamento molto caro dalle parti di Monaco, sin dalle gare Turismo degli anni 60-70. Il motore della media tutto pepe, sviluppato in più varianti (anche catalizzate), arriva a erogare 238 CV nella serie limitata Sport Evolution 2.5.

1987
Provata nel 1987

Provata nel 1987 La nostra rivista sottopone la M3 al test più severo nel febbraio di 35 anni fa. Ne esce un giudizio molto positivo sulla bavarese (nella prova, viene messa a confronto con la Mercedes 190 2.3-16), che mostra un gran motore (il quattro cilindri 2.3 da 200 CV). Un'unità che garantisce una velocità rilevata di 237,1 km/h e uno 0-100 in soli 6,8 secondi. Oltre a ciò, la M3 vanta una stabilità eccellente, mentre le sospensioni sono giudicate rigide e la carrozzeria vistosa.

1987
320<span class='titolo-minuscolo'>i</span>s

320is Non è una M, ma una gustosa anomalia. La 320is nasce infatti per questioni fiscali italiane, quando i motori oltre i due litri erano soggetti a Iva al 38%. Ecco, allora, che questa BMW monta un quattro cilindri derivato dal 2.3 della M3, ma di cilindrata inferiore (1.990 cm3), che è ottenuta riducendone la corsa. Si ottiene comunque un potente motore aspirato – 192 CV a 6.900 giri –, che consente alla 320is, secondo le rilevazioni di Quattroruote del febbraio 1988, di toccare i 222,4 km/h e di raggiungere i 100 da fermo in soli 7,3 secondi.

1988
m5 e34

m5 e34 La seconda generazione della M5 è prodotta fino al 1995. Offerto in versione berlina e, per la prima volta, anche Touring, il modello continua ad adottare il sei in linea, prima di 3.5 e poi di 3.8 litri, con potenze di 315 e 340 CV rispettivamente. Nel codice d'identificazione interno del motore, la lettera S sostituisce la M. E sul coperchio valvole ora si legge la scritta “M Power”.

1988
m5 e34 touring

m5 e34 touring Per la prima volta la M5 si sdoppia, e da berlina sportiva è declinata, a partire dal 1992, anche nella versione familiare Touring 3.8. Un cambiamento non da poco, nella filosofia delle vetture M, in quanto con questa generazione il modello medio-grande si apre a una clientela più ampia, che cerca, oltre a prestazioni elevate, anche una maggiore praticità e tutte le soluzioni proprie di una giardinetta. Lusinghiero il successo commerciale della M5: 12.254 esemplari venduti.

1992
m3 e36

m3 e36 L'atto secondo, suddiviso negli anni 1992-95 e 1995-99, si rivela un altro successo. Un modello meno vistoso e un po' più comodo, declinato in versione berlina, coupé e cabrio. Ma la vera novità sta nel cofano (sotto)...

1992
lo “straight six”

lo “straight six” Sulla M3 esordisce il sei cilindri in linea, dapprima 3.0 (da 286 e 295 CV sulla GT) e poi, dal 1995, 3.2 con 321 CV. Quest'ultimo introduce il doppio Vanos (fasatura variabile lato scarico e aspirazione). Il cambio è manuale a sei marce.

1993
CAMBIO di nome

CAMBIO di nome Il 1° agosto 1993 muta la ragione sociale della divisione sportiva, che passa da Motorsport GmbH a BMW M GmbH. Così la M, e non solo dalle parti di Monaco di Baviera, diventa ufficialmente la “lettera” più potente del mondo.

1997
CAMBIO SMG

CAMBIO SMG Altra raffinatezza assoluta della M3 è il cambio opzionale SMG (Sequentiellen M Getriebe) o trasmissione sequenziale M. Basato sul cambio classico, il sistema attiva in modo elettroidraulico la frizione nel passaggio di marcia, così il guidatore deve solo azionare il selettore.

1997
roadster M

roadster M Abbinamento ludico tra il telaio della Z3 e il sei cilindri 3.201 da 321 CV (poi, dal 2001, arriva il 3.246 cm3 da 325). Un'auto che può contare sul look muscolare ed elegante insieme, grazie anche al cofano lungo. La versione scoperta sarà la più venduta: 15.322 esemplari, contro i 6.291 della coupé.

1997
master in cabrio

master in cabrio Quattroruote prova la M Roadster nel luglio 1997. Ai nostri collaudatori piace l'esuberanza dell'auto, che risulta impegnativa, ma dà soddisfazioni quando le si chiede tutto. Sterzo ottimo, frenata eccellente, visibilità posteriore scarsa. Il prezzo? Cento milioni di lire.

1998
m5 e39

m5 e39 La novità principale di questa terza famiglia è costituita dall'adozione del possente motore V8 4.9 da ben 400 CV e 500 Nm di coppia. Avvertibile il salto di prestazioni, oltre al miglioramento nella dinamica di guida, pur se l'estetica resta volutamente poco appariscente. Abbinato al V8, c'è un cambio manuale a sei marce, fluido e preciso. Il modello è offerto soltanto in versione berlina.

1998
M coupé

M coupé Un anno dopo la roadster, arriva pure la M Coupé. Che, va da sé, presenta, soprattutto di profilo, una linea assai diversa. Anche la versione chiusa, dal 2001 beneficia della sostituzione del sei cilindri. Entrambi i modelli M su base Z3 chiudono la carriera nel 2002.

2000
m3 cabrio e46

m3 cabrio e46 Dopo la M3 Coupé, è la volta della versione cabrio, molto elegante e raffinata. Quanto alle trasmissioni, sono disponibili un sei marce manuale e, dal 2002, il sequenziale SMG II, con lo stesso numero di rapporti gestibili tramite paddle al volante. Spettacolare la godibilità della Cabrio, che consente di andare a spasso open air oppure di marciare a ritmo corsaiolo, grazie all'eccellente telaio.

2000
m3 coupé e46

m3 coupé e46 Quella che in molti considerano una delle più belle M3 vintage viene presentata nel 2000 in versione coupé (poi, dal 2001, sarà anche cabrio). Rivisti il sei cilindri 3.2, ora da 343 CV a 7.900 giri/min, e pure il comparto telaio-sospensioni; da segnalare l'introduzione dei dischi freno flottanti.

2002
m3 csl e46

m3 csl e46 È un oggetto di culto, questa CSL, la cui sigla significa Coupé Sport Leichtbau. Tetto, console e pannelli porta sono di plastica rinforzata con fibra di carbonio, il lunotto è alleggerito e alcuni allestimenti interni sono eliminati. In totale, fanno 110 chili in meno rispetto alla M3 Coupé “normale”. Nel cofano c'è il sei in linea 3.2, portato a 360 CV. Tutti venduti, in pochi mesi, i 1.383 esemplari prodotti.

2004
motore v10

motore v10 L'architettura a dieci cilindri arriva dall'esperienza BMW in F.1. Un 5.0 aspirato di pregio, che con 507 CV a 7.750 giri sfonda la barriera dei 100 CV/litro. Abbinato al motore, c'è un cambio SMG III a sette marce, che contribuisce a prestazioni formidabili: 0-100 in 4,7 secondi e top speed limitata a 250 km/h.

2004
m5 e60/E61

m5 e60/E61 La M di quarta generazione fa scalpore: e non solo per lo stile, opera di Chris Bangle, ma perché nel cofano c'è un favoloso V10 di cui parliamo in alto. Un modello che, anche nella versione Touring, stabilisce nuovi limiti in fatto di performance.

2005
m6 cabrio e64

m6 cabrio e64 La scoperta più prestigiosa presente in gamma si fa notare per i suoi 4,87 metri di lunghezza e per la massa a vuoto di 1.710 chili. Prese d'aria maggiorate e quattro terminali di scarico le specifiche più vistose.

2005
m6 coupé e63

m6 coupé e63 Poco dopo la M5, arriva anche la M6 (nella foto in alto, la cabrio), dotata dello stesso, possente V10. Il telaio è regolabile e, come la M3 CSL, anche la sorella maggiore vanta il tetto di fibra di carbonio. Il cambio è l'SMG Drivelogic a sette marce, completo di launch control. Altri atout sono il differenziale M a slittamento variabile, gli ammortizzatori a controllo elettronico (Edc) e i dischi freno compositi. Nell'estate 2010 si chiude il ciclo di produzione delle M6 (e pure del V10), con 14.152 vetture vendute in totale.

2006
z4 m roadster e85

z4 m roadster e85 Nel 2006 tornano le sportive a due posti di classe media, in versione aperta e coupé (in basso). Rispetto alla Z3, le nuove vetture si presentano più spaziose e confortevoli. Disegnate, come l'intera gamma, da Chris Bangle, le Z4 vitaminizzate sono equipaggiate con il sei in linea 3.2 della M3 E46, da 343 CV. Il tetto retrattile è di tessuto, con la possibilità di avere l'hardtop.

2006
z4 m coupé e86

z4 m coupé e86 La versione chiusa della due posti si presenta con coda fastback, diversa, quindi, da quella “spigolosa” della precedente (Z3) M Coupé. Il sei cilindri in linea 3.2, abbinato al cambio manuale a sei marce, consente alla M Coupé di scattare da 0 a 100 km/h in cinque secondi.

2007
m3: si passa al v8

m3: si passa al v8 Per la prima volta il cuore della M3 è costituito da un otto cilindri a V di 4.0 litri, da 420 CV a 8.300 giri/min (potenza specifica, 105 CV/liro). Che vanta condotti di aspirazione a lunghezza variabile e, addirittura, corpi farfallati singoli per ciascun cilindro.

2007
m3 e90/e92/e93

m3 e90/e92/e93 Dopo 15 anni, la M3, in versione berlina e coupé, abbandona il sei cilindri per passare al V8 4.0. Non un dettaglio in termini di sound e di erogazione per i cultori. La potenza viene trasferita al retrotreno tramite un cambio manuale (o automatico) e un nuovo differenziale autobloccante. La costruzione leggera si nota nel tetto di fibra di carbonio e nel cofano motore di alluminio.

2009
x5 m e70

x5 m e70 La prima Suv sportiva di Monaco viene rivista alla sua seconda generazione e nel 2009 guadagna l'inedita versione M (assieme alla X6, in basso). Il motore è il vigoroso V8 biturbo 4.4, che si diffonderà molto negli anni a venire. Sulla X5 M eroga 555 CV e 680 Nm. Altra novità per una M, la trazione è integrale xDrive, seppur adattata allo scopo, mentre il cambio automatico è a sei rapporti.

2009
x6 m e71

x6 m e71 Nello stesso anno anche la X6, che ha avuto il merito di affermare il genere della Suv-coupé, acquista la “nobiltà” della lettera M. Come nel caso della X5 top, anche sulla cugina coupé troviamo il V8 4.4 dotato di doppia sovralimentazione, in grado di fornire 555 CV e 680 Nm di coppia già ai regimi più bassi. La Suv, molto agile per la taglia, ha prestazioni notevoli: lo 0-100 km/h viene risolto in soli 4,7 secondi, mentre la velocità massima è di 250 km/h (275 con l'M Driver’s Package, disponibile in opzione).

2011
m5 f10

m5 f10 Nel 2011 viene svelata la quinta famiglia di questo classico, che per la prima volta adotta il V8 4.4 biturbo, nella versione da 560 CV. Due anni dopo, ecco la prima M5 Competition (da 575 CV), mentre nel 2014, con la versione speciale “30 Years M5”, i cavalli diventano 600.

2011
1m coupé E82

1m coupé E82 La Serie 1 “M” arriva solo sulla Coupé. Che può contare sul sei cilindri biturbo 3.0 da 340 CV e su doti stradali garantite dal passo corto e dalle carreggiate allargate rispetto alle “1” normali.

2011
m performance

m performance La nuova gamma debutta nel 2012 con la M550d xDrive, berlina e Touring, la X5 e la X6 M50d, mosse dal triturbodiesel da 381 CV. Prestazionali, specifiche nel design e nell'handling, sono basate su BMW ottimizzate. Tanto che oggi le versioni M135i xDrive, M240i xDrive e la i4M50 sono M a tutti gli effetti.

2014
x5 m f85, x6 m f86

x5 m f85, x6 m f86 La X5 più spinta mantiene il V8 4.4 biturbo, ma con potenza di 575 CV, ora abbinato al cambio automatico M a otto marce. Dal 2015 la seconda X6 M viaggia praticamente in parallelo e offre la stessa combinazione tecnica. Con il pacchetto opzionale M Driver's, la Suv abbina linee da coupé a grandi prese d'aria e può raggiungere una velocità massima di 280 km/h.

2014
m4 f82/f83

m4 f82/f83 La 4 sostituisce la Serie 3 Coupé, segnando una svolta anche nelle proporzioni. Ciò vale anche per l'M4 Coupé e Cabrio, mosse dal sei in linea 3.0 sovralimentato, declinato in livelli di potenza da 431 a 500 CV in base alle varianti: Coupé, Competition, CS, GTS.

2014
m3 f80

m3 f80 La nomenclatura M3 torna soltanto come berlina, perché le versioni coupé e cabrio sono diventate M4 (sopra). Motore da 431 CV, ma dal 2016 ci sono anche le più performanti Competition, con 450 CV, e CS, che arriva a quota 460.

2015
m2 f87

m2 f87 Porta avanti la tradizione delle coupé dell'Elica, compatte e appaganti da guidare. La 3.0 turbo “base” dispone di 370 CV, poi nel 2018 si passa ai 411 della Competition. Al top, la CS (Club Sport), limitata a 2.200 pezzi, che vanta ben 450 CV.

2018
m5 f90

m5 f90 L'attuale serie punta sul V8 4.4 biturbo da 600 CV, noto dal modello precedente, cui ora si abbinano la trazione integrale M xDrive e il cambio M Steptronic a otto rapporti. Nel 2018 la versione Competition tocca i 625 CV. Prodotta soltanto per un anno, la M5 CS (Competition Sport), alleggerita e con 635 CV, scatta da 0 a 100 in soli tre secondi. La velocità può essere limitata a 305 km/h.

2019
x4 m f98

x4 m f98 La versione M della seconda generazione della X4 viene lanciata nel 2019. La Suv condivide la base tecnica e i motori della X3 M. Il 3.0 sei cilindri dispone di 480 CV, mentre la variante Competition ne vanta 510, oltre alla robusta coppia di 650 Nm, raggiunta in seguito agli ultimi aggiornamenti.

2019
m8 F92

m8 F92 Solo tre anni fa la sportiva più grande in gamma – è lunga 4,87 metri – si tinge con i colori della divisione. È la M8 integrale in versione Coupé, Cabrio (F91) e Gran Coupé (F93). Nel cofano c'è l'otto cilindri biturbo con potenze di 600 e 625 CV per le versioni Competition, rimaste oggi a listino. Queste ultime, se dotate del pacchetto opzionale M Driver's, sono in grado di raggiungere i 300 km/h.

2020
m 1000 rr

m 1000 rr Il marchio M amplia i suoi orizzonti e fa bella mostra di sé anche sul serbatoio di una moto. Si tratta della M 1000 RR del 2020, il primo modello M di BMW Motorrad basato sulla S 1000 RR. Una super sportiva, curata anche nell'aerodinamica, che pesa a vuoto appena 192 kg ed è mossa da un quattro cilindri in linea racing della potenza di ben 212 CV a 14.500 giri. Anche i freni sono M.

2021
m3 g80

m3 g80 Con lei lo stacco stilistico si è fatto forte, soprattutto per il grande doppio rene. Confermato il sei cilindri 3.0 sovralimentato e declinato in più varianti. Sulla M3 “base”, dotata di serie del cambio manuale, la potenza è di 480 CV, che sale a 510 sulle versioni Competition, offerte con l'M Steptronic a otto marce, e con trazione posteriore o xDrive

2021
m4 g82

m4 g82 La seconda serie, più lunga e larga, si presenta a forti tinte sportive. Come sulla M3, anche sulla M4 Coupé il 3.0 è disponibile nelle versioni da 480 CV (con cambio manuale a sei marce) e 510 CV (con l'automatico a otto). A listino anche la M440i 48V xDrive, con il 3.0 sei cilindri da 374 CV, e la M440d 48V xDrive da 340 CV, entrambe automatiche.

2021
m4 g83

m4 g83 La versione scoperta, lanciata in marzo, presenta un tetto di tela più leggero del 40% rispetto a quello del modello precedente. Baricentro basso, distribuzione equilibrata delle masse sui due assi e carreggiate allargate (più 28 millimetri all'anteriore e più 18 al retrotreno), rispetto alla serie uscente, sono garanzia di una dinamica d'alto livello. La 4 Cabrio, al top, presenta la versione Competition M xDrive da 510 CV, ma nella famiglia sono incluse anche la M440i 48V xDrive da 374 CV e la M440d 48V xDrive da 340.

2022
M4 CSL

M4 CSL Nei festeggiamenti dei 50 anni della divisione M GmbH rientra anche l'unveiling della M4 CSL, una versione speciale della sportiva bavarese, che recupera una sigla molto importante in questo mezzo secolo di storia. La M4 CSL, presentata al Concorso d'Eleganza di Villa d'Este, verrà prodotta in soli 1.000 esemplari nello stabilimento di Dingolfing. Con tante migliorie, a partire dalla potenza del 3.0 sei cilindri – abbinato al cambio M Steptronic a otto marce –, che cresce a 550 CV (con lo 0-100 bruciato in 3,7 secondi). Da segnalare anche la riduzione di peso di 100 chili rispetto alla M4 Competition Coupé, grazie ai sedili a guscio M Carbon, alla rimozione del divano, al cofano e al baule di fibra di carbonio e ai freni M carboceramici. Sono di serie le sospensioni adattive M, mentre l'altezza da terra viene ribassata di otto millimetri. Cerchi specifici da 19 pollici all'avantreno e da 20 al retrotreno. Una sportiva per cultori veri.

2022
M2 CS Racing cup

M2 CS Racing cup Sono tantissimi i campionati in cui sono coinvolte le sportive M, a vari livelli. Uno di questi è il monomarca M2 CS Racing Cup, che viene disputato in diverse nazioni, tra cui l'Italia. Assoluta protagonistaè la M2 CS Racing, sviluppata assieme alla M2 CS, ma votata all'impiego in pista.

2022
xm, il futuro è qui

xm, il futuro è qui Varcata la soglia dei suoi primi 50 anni, il sub-brand M procede a passo spedito nel futuro lanciandosi in una nuova sfida, dal nome XM. Si tratta del primo modello M GmbH non derivato da una gamma esistente, dai tempi della M1, ed equipaggiato con un powertrain ibrido. Gli esemplari di pre-serie stanno procedendo con i test, seguendo un programma che prevede l’avvio della produzione in dicembre, nello stabilimento nordamericano di Spartanburg. Lo vedete sempre nella foto, l’esemplare è camuffato, ma lascia intravedere tutti i muscoli al posto giusto e il corredo di una M. Questa super Suv, di cui per ora non si conosce la taglia esatta – anche se si intuisce che sarà XL –, potrà vantare una carrozzeria dagli elementi specifici, oltre che proporzioni molto dinamiche. In attesa di poterla ammirare senza veli, possiamo dirvi che la XM sarà equipaggiata con un nuovo motore V8 benzina, abbinato a un’unità elettrica molto prestante, per una potenza totale di 650 CV e una coppia di 800 Nm. Energia che sarà trasferita a terra tramite un primo, specifico sistema ibrido M xDrive, estremamente rapido. Nei test i collaudatori stanno verificando i profili dinamici, l’interazione fra il motore V8 e quello a corrente, l’adattabilità a percorsi veloci e alle situazioni urbane, come pure a ripidi passaggi stretti di montagna, assecondati dal sistema M xDrive, che include il differenziale autobloccante posteriore a controllo elettronico. Insomma, l’ibrido come nuova frontiera per i modelli M, con un raggio d’azione in full electric attorno agli 80 chilometri, secondo il ciclo Wltp. Ma la XM avrà anche caratteristiche da pura M, come confermato dalla distribuzione dei pesi 50/50 sui due assi e dalle sospensioni di serie del tipo Adaptive M Professional. Queste includono, un inedito su una vettura M, un sistema antirollio elettromeccanico con tecnologia a 48 V. L’Integral Active steering diventa di serie per la prima volta e promette agilità e stabilità di alto livello. Specifici anche i freni M e i cerchi di lega opzionali, con misura fino a 23 pollici. Un corredo che consentirà alla nuova XM di essere performante quanto comoda sulle lunghe distanze. Anche questo era un obiettivo dei lunghi test effettuati in questi mesi su strada.

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