Il gasolio, dopo aver spodestato la benzina dalle macchine di lusso, si prepara a nutrire pure le sportive. La prima vera insidia arriva da Monaco, con questa "330d" tutta muscoli (sei cilindri in linea di tre litri, common rail, 135 kW), capace di mettere in imbarazzo anche la più riuscita fra le berline a benzina. Per di più consumando (e inquinando) pochissimo. L'abbiamo messa a confronto con la rivale per eccellenza, la "328i" (sempre a sei cilindri in linea, ma con 7 kW in più). Lasciamo a voi decidere quale sia la migliore tra le due: in ogni caso potete stare certi di non sbagliare. A prima vista non ci sono ragioni particolari per preferire l'una all'altra: le prestazioni sono molto vicine, l'allestimento è pressoché identico, il prezzo è praticamente lo stesso (la "328i" costa un milione tondo più della "330d"). La vera differenza sta nel consumo. Potrà pure apparire una questione di secondaria importanza, trattandosi di automobili da settanta milioni e passa, eppure ci sono serie ragioni per stare dalla parte del diesel: una di queste è il rispetto per l'ambiente, che in alcuni Paesi d'Europa significa pure risparmio di denaro, dal momento che le tasse automobilistiche si pagano in funzione della quantità di emissioni nocive prodotte. In Italia, invece, dove il peso del fisco si abbatte sui kW, vetture come la "330d", potenti ma parche, e quindi ecologiche, sono purtroppo ancora penalizzate. Se al risparmio sul combustibile si aggiungesse pure quello fiscale, non avremmo alcun dubbio.