La Renault ha costruito gran parte della sua recente fama sulle monovolume: negli anni Ottanta con la "Espace", poi negli anni Novanta con la "Twingo" e con la "Mégane Scénic". Adesso ci riprova con un prodotto originale e innovativo: la "Avantime", per ora equipaggiata soltanto con un V6 di tre litri da 152 kW-207CV.

Evidentemente, dalle parti di Parigi sono consapevoli che per battere la concorrenza non basti un buon prodotto: ci vuole qualcosa di diverso, che vada al di là delle convenzioni e delle convinzioni. Così, anziché proporre una normalissima vettura, che probabilmente sarebbe finita anzitempo nel cimitero delle pregevoli iniziative, Renault si è spinta oltre la rigida e ingessata classificazione canonica, inventandosi un genere nuovo, quello delle monovolume-coupé. Di rango elevato, peraltro.

La "Avantime" non assomiglia a nessun'altra auto vista finora, benché riproponga in chiave moderna alcuni temi del passato (come la verniciatura bicolore): se il frontale non si discosta molto da quello delle altre monovolume, la fiancata, invece, è caratterizzata dalla porta lunghissima e dall'assenza del montante centrale, mentre nella parte posteriore regna un lunotto verticale, basso e incurvato sui lati.

La Renault "Avantime" (provata nella versione "Privilège"), che presto verrà proposta anche con il motore turbodiesel di 2.2 litri, oltre a un prezioso oggetto di design, vanta prestazioni più che soddisfacenti e ha un comportamento dinamico sorprendentemente efficace.

Se avrà successo? Difficile dirlo. Però, bisogna rendere merito alla Casa francese per aver avuto coraggio e determinazione, quel coraggio e quella determinazione che, nel lontano 1984, diedero vita alla "Espace". E se è vero che la storia si ripete...

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