La "Quattroporte" è una granturismo dalla doppia personalità: progettata per le forti emozioni al volante, è pensata anche per essere affidata all'autista, magari in livrea. Però ? non ce ne vogliano gli autisti ? questa "Quattroporte" meriterebbe davvero di essere guidata in prima persona.

È sufficiente il profondo ruggito del motore V8 di 4.2 litri (da 294 kW-400 CV), appena si dà contatto, per rendersi conto di essere seduti a bordo di qualcosa di unico. Che non sia un'auto qualsiasi, lo si capisce anche dalla disposizione dei comandi nell'abitacolo. Innanzi tutto, non c'è la leva del cambio, la cui funzione è quasi esclusivamente svolta dalle due leve poste sul piantone dello sterzo, in corrispondenza della posizione corretta delle mani sulla corona del volante. Al suo posto c'è un piccolissimo bilanciere, introdotto esclusivamente per le manovre di parcheggio: se si spinge, innesta la marcia avanti; se si tira, la retromarcia.

Fra i maggiori pregi della vettura ci sono sicuramente la facilità di guida e la rapidità con cui dà confidenza attraverso i comandi, malgrado lo studio ergonomico presenti qualche lacuna: il quadro comandi della climatizzazione, per esempio, è collocato troppo in basso sulla console centrale e i pulsanti dietro il volante non sono visibili dal conducente. Peccati veniali, che non intaccano la bella visione d'insieme dell'abitacolo, un lussuoso e accogliente salotto per quattro (a un eventuale quinto passeggero non possono essere offerti gli stessi elevati livelli di confort), dove certo non si è fatto economia di materiali pregiati. Ci sono legno e pelle in abbondanza e tante possibilità di personalizzazione.

Tutto ciò è molto intrigante, ma non deve far dimenticare il lato più affascinante della "Quattroporte": la sportività. Si tratta di un'auto tutta da guidare, senza compromessi, ma che non dimentica di dover svolgere anche il ruolo di berlina di lusso, con tutti i doveri che ciò comporta. Primo fra tutti, quello di offrire una qualità della vita a bordo superiore.