Sgombriamo subito il campo da possibili fraintendimenti, la "X3" non è una fuoristrada. Priva delle ridotte e con un'escursione delle sospensioni abbastanza limitata rispetto alle specialiste del settore, può incontrare qualche difficoltà sui passaggi più impegnativi, specie le versioni senza pneumatici specifici.

Su asfalto la Sav tedesca (Sports Activity Vehicle) è molto più efficace. Non deve fare i conti con le tipiche limitazioni alla guida degli altri veicoli a baricentro alto ed è comoda quanto una berlina di classe superiore. Dunque, praticamente perfetta per fare del turismo di qualità. Spinta da un vigoroso tre litri turbodiesel, mette in campo una brillantezza sconosciuta alla più pesante sorella maggiore, peraltro apprezzata per la sua vivacità. L'iniezione di grinta del nuovo motore si deve al leggero incremento della cilindrata, da 2926 a 2996 cm³, e in misura maggiore al sensibile aumento della pressione massima di alimentazione, cresciuta da 1350 a 1600 bar. C'è la sensazione, tuttavia, che quest'iniezione di potenza sia accompagnata da un evidente incremento della rumorosità.

Quest'aspetto, però, passa in secondo piano, quando si affonda il piede sull'acceleratore, per la prontezza con cui il sei cilindri turbodiesel risponde alle sollecitazioni, compensando anche il leggero, ma fastidioso, ritardo prodotto dallo "slittamento" del convertitore del cambio automatico (optional) nella selezione dei rapporti. Cinque marce utilizzabili anche manualmente con la funzione "steptronic" di tipo sequenziale che esalta il carattere del propulsore, soprattutto in accelerazione. Le prestazioni sono eccellenti anche in ripresa, ma sono i consumi a riservare la maggiori sorprese. Con una guida normale nell'uso quotidiano si possono infatti percorrere anche più di 10 chilometri con un litro.

La "X3 3.0d" stupisce poi per la disinvoltura con cui affronta i tratti misto-veloci. Il sistema di trazione integrale "Xdrive" assicura un controllo superiore, "indirizza" le ruote con estrema precisione, garantisce un notevole equilibrio e recupera anche qualche esuberanza dei conducenti meno esperti. Le doti di tenuta e stabilità vengono addirittura esaltate sui fondi a ridotta aderenza. Sul bagnato, per esempio, sotto e sovrasterzo sono puntualmente contrastati attraverso la distribuzione automatica della coppia fra avantreno e retrotreno, ancor prima che il conducente possa avvertire l'innescarsi dei fenomeni. E se, nonostante tutto, il sistema "xDrive" non ce la fa, c'è sempre vigile il controllo di stabilità Dsc (Dynamic stability control) per recuperare eventuali reazioni particolarmente scomposte del muso o della coda.