A prima vista, l'aspetto della R8 sembra un po' troppo aggressivo per poterla considerare una vera rivale della Porsche 911, che avrà pure quaranta e passa anni sulle spalle, ma resta sempre la più versatile tra le sportive di rango, a suo agio in pista come sulla Costa Azzurra.

Basta però guidarla un po' nella vita di tutti i giorni, traffico cittadino compreso, per decidere che, sì, questa nuova Audi può essere una validissima alternativa. Certo, è più vistosa, molto più vistosa della 911, ma è capace della stessa versatilità, della stessa "razionalità", al punto che riesci persino a rammaricarti per il bagagliaio, un centinaio di litri che non bastano neppure per un weekend lungo al mare. In compenso, pilota e passeggero stanno proprio bene, perché lo spazio a bordo non manca e anche salire e scendere non è troppo complicato, grazie alle porte lunghissime. Beninteso, comunque, che siamo su una sportiva alta appena un metro e 25 centimetri.

Il quadro è poi completato da un livello di finitura semplicemente ineccepibile e da una posizione di guida perfetta. Duplicemente perfetta, perché bastano pochi tocchi per sentirsi addosso la R8 come un guanto, sia in pista sia in strada. Più complesso, semmai, ritagliarsi l'auto secondo i desideri quando si è in concessionaria: non tanto per l'assegnuccio richiesto (che pure non è da sottovalutare), quanto per le scelte attente che bisogna fare con la lista degli accessori: d'accordo che ciascuno ha i propri desideri, ma il regolatore di velocità o i sensori di parcheggio, per esempio, si sarebbero potuti infilare direttamente nell'elenco delle dotazioni di serie.

Fatta l'abitudine a uno sterzo un po' pesante in tutte le condizioni, la R8 si lascia portare in giro come la più normale delle coupé, incurante del suo status di supercar. Il cambio, velocissimo ma un po' brusco in pista, diventa morbido e infila le marce con scioltezza, sforzandosi di evitare scossoni. Si può chiedergli addirittura di fare tutto da sé, ma non passa molto tempo che ti ritrovi a giocherellare con i paddle al volante, perché comunque sei su una gran turismo coi fiocchi. Su strada, il V8 è disponibile, mansueto: si contiene dal punto di vista acustico e risponde bene già sui 1300-1500 giri, anche se poi basta una carezza un po' energica sull'acceleratore per avere risposte molto corpose. Oltre che immediate.

E nonostante le ineccepibili qualità dinamiche, la R8, a suo modo, riesce persino a essere comoda: passa sulle sconnessioni con discreta scioltezza e si scende non troppo affaticati anche dopo molte centinaia di chilometri. Senza contare l'eventuale presenza del "Magnetic Ride" (assente sul nostro esemplare) che la rende più morbida quando non si richiedono le massime prestazioni.