La protagonista della nostra prova è la Tata Aria, corposa crossover che sulle forme di una monovolume impianta alcuni aspetti tipici delle sport utility, dalla trazione integrale all?altezza da terra a dir poco rispettabile. Un dettaglio, quest?ultimo, che non rende particolarmente semplice l?ingresso a bordo per le persone di bassa statura, un po' costrette ad "arrampicarsi".

Interni. Una volta a bordo, comunque, si è ripagati da un abitacolo di notevoli dimensioni, con sette posti: di assoluto rispetto quelli delle prime due file, mentre i sedili della terza sono adatti più che altro per bambini o adolescenti, un po? per il ridotto spazio a disposizione, un po? perché per raggiungerli serve una certa agilità. Pregevole, però, che anche per loro siano state previste un paio di bocchette della climatizzazione, che sono addirittura quattro per i passeggeri della fila centrale. Peccato solo che l?impianto, automatico e bi-zona, spesso tenda a fare di testa sua, una delle molte sbavature presenti sul­l?Aria, che punta sulla robustezza e sulla praticità piuttosto che sulla raffinatezza. Cosicché da noi fatica a reggere il confronto con modelli di pretese ben inferiori, perché i materiali degli interni non sono di grande qualità e pure sugli assemblaggi si potrebbe chiedere di più. Senza contare questioni ben più sostanziali, come il volante che si regola solamente in altezza, la pedaliera "ammassata" e la strumentazione poco leggibile di giorno.

Tutto di serie. Da segnalare, invece, l?assenza del cambio automatico, è uno dei ?buchi? più importanti dal punto di vista delle dotazioni, che per il resto sono tutto sommato adeguate, sia dal punto di vista della sicurezza sia da quello della vita a bordo. Su questa versione top ci sono di serie anche il regolatore di velocità, la telecamera posteriore e il navigatore satellitare, che a onor del vero non rappresenta la quintessenza della modernità e della facilità d?uso. Vale la pena di sottolineare che le dotazioni sono legate esclusivamente agli allestimenti (che sono due) e che quindi non esiste una lista degli accessori. Con un?unica eccezione: i 600 euro della vernice metallizzata.

Come va. A ogni messa in moto, già al minimo il quattro cilindri turbodiesel non fa granché per nascondere la sua presenza. Si tratta di una vecchia conoscenza, in fondo, perché è uno dei common rail che il Gruppo Peugeot-Citroën utilizzava nei primi anni Duemila. È stato aggiornato e riesce ancora a fare una buona figura: non bisogna chiedergli prestazioni fuori catalogo, ma si porta a spasso le oltre due tonnellate dell?Aria senza fare un plissé. I 2.382 chilogrammi in ordine di marcia, invece, si fanno sentire senza mezzi termini. Basta qualche ora di guida per convincersi che il volante è troppo pesante. E gli strumenti del nostro Centro prove traducono le sensazioni in numeri: 3 kg tondi per muovere lo sterzo da fermo sono decisamente troppi. Stesso discorso per la frizione, che nello stop&go cittadino può diventare una bella sfida.

Su strada. Assieme al cinque marce manuale, il common rail forma una bella accoppiata. Si tratta soltanto di avere l?accortezza, in quarta o in quinta, di non sorprenderlo sotto i 1.500/1.800 giri, perché altrimenti risponde più che altro con vibrazioni. Basta però scalare per ritrovare una certa verve e convincersi ancora una volta della buona manovrabilità della leva del cambio. Il quale, tra l?altro, se avesse una sesta marcia, riuscirebbe a migliorare il confort acustico nei lunghi viaggi. E le sospensioni non sempre riescono a far dimenticare le imperfezioni della strada. D?altra parte, si tratta di un?auto con telaio separato, una soluzione tipica delle vere fuoristrada e delle sport utility di qualche anno fa, che garantisce robustezza e solidità, piuttosto che confort o qualità stradali.

In sintesi. Negli ultimi anni, la Tata ha fatto parlare di sé prima con la Nano e poi per il progetto di un?auto ad aria compressa. Ambizioni non piccole, al punto da essere ancora chiuse nel cassetto, alle quali, qui e ora, si affianca la solida concretezza di una monovolume di grande taglia. Nel suo Paese d?origine, l?Aria non ha difficoltà a recitare la parte dell?ammiraglia, ma sono aspirazioni che, dalle nostre parti, vanno per forza ridimensionate. Per noi è un oggetto tutto spazio e sostanza, dove il prezzo gioca un ruolo a dir poco fondamentale. Ed è a quel punto che bisogna scegliere con attenzione tra le varie versioni, evitando quelle meno economiche, che rischiano di soffrire la concorrenza di vetture europee per nulla low cost.