Alfa Romeo MiTo QV In equilibrio tra sportività e sicurezza

Alfa Romeo MiTo QV
In equilibrio tra sportività e sicurezza
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In attesa del restyling previsto per il prossimo anno, di cui vi abbiamo mostrato in esclusiva le prime foto spia, abbiamo provato la versione più prestazionale dell'Alfa Romeo MiTo: la Quadrifoglio verde. Rispetto alla versione standard, sotto al cofano c'è il 1.4 Turbo MultiAir da 170 cavalli (su 1.385 chili in condizioni di prova) abbinato al doppia frizione Tct, monta cerchi di lega da 18 pollici e le calotte degli specchietti hanno ricevuto un trattamento brunito. Nell'abitacolo, il volante ha lo stesso design di quello della Giulietta (con corona appiattita in basso), la strumentazione con logo QV, la plancia con trattamento carbon look, i rivestimenti di pelle nera con cuciture a vista per la leva del freno a mano e la cuffia del selettore.

Accessori a richiesta. Alla dotazione di serie, la "nostra" MiTo affianca l'Alfa active suspension (850 euro), il sistema Uconnect da 5 pollici Radio Nav (500 euro), l'impianto hi-fi Bose (500) e gli interni di pelle Frau (1.000). Piace la posizione di guida, per via della regolazione continua dello schienale e per la buona escursione del piantone; ampio e sagomato il sedile, adattabile a più taglie. Sul tunnel, oltre alla presa da 12V, si trovano il manettino Alfa Dna e il selettore del cambio Tct. Ben realizzata, infine, la pedaliera di alluminio.

Come va. L'Alfa Romeo MiTo è in grado di sfoderare prestazioni non comuni, anche se in modo piuttosto progressivo. L'1.4 turbo MultiAir mostra una buona spinta sin dai 2.000 giri, al di sotto dei quali, però, è un po' pigro. La progressione, nonostante l'allungo non particolarmente ampio, è costante e ancora vivace oltre quota 5.000 (ovviamente, in modalità Dynamic). Nella prova di accelerazione non siamo riusciti a eguagliare il dato dichiarato sullo 0-100 (7,3 secondi) e il cronometro si è fermato su un comunque apprezzabile "8 netti" (qui non c'è il Launch control). Se poi alcune rivali fanno meglio ‒ per esempio, Ford Fiesta ST, Peugeot 208 GTi e Renault Clio RS ‒ bisogna tener presente che montano 1.600 ben più potenti. Parlando di prestazioni, entra in gioco anche il cambio a doppia frizione Tct. In Drive è abbastanza fluido (solo il kick-down potrebbe essere più rapido) e non è un mistero che, così, la MiTo QV ci ha guadagnato parecchio: per convincersene, basta imbattersi in una coda. Poi, quando si alza il ritmo, le mani passano sui paddle e la cambiata diventa vivace in Dynamic, soprattutto in fase di scalata.

Controlli elettronici e consumi. Uno dei punti di forza della vettura sta nell'assetto, qui "arricchito" dall'efficace controllo elettronico degli ammortizzatori. La taratura non è così rigida e su fondo irregolare è piuttosto efficace, nonostante la gommatura larga e bassa, "barra 40". D'altra parte, quando si vuole disegnare una traiettoria come si deve, la MiTo non si tira indietro e nell'uso stradale si rivela agile, godibile, intuitiva, con lo sterzo rapido e comunicativo (solo il carico volante ci sembra un filo elevato in Dynamic). Nella guida impegnata emerge un po' di sottosterzo, che dà sicurezza su strada, ma penalizza la scorrevolezza in pista. Infine, consumi non esagerati, sempre che non si sprema la meccanica: si passa dai quasi 12 km al litro in città agli oltre 15 sui percorsi extraurbani.

In sintesi. Forse ci aspettavamo un filo di cattiveria in più da una Quadrifoglio Verde. Ma oggi il termine progressività è diventato basilare per tutti. In ogni caso, la piccola di casa Alfa ci ha convinto, per le prestazioni elevate, l'assetto efficace e, soprattutto, sicuro, con in più la maggior versatilità d'uso offerta dal Tct. Insomma, a sei anni dal lancio, la MiTo conferma la bontà della sua formula. Poi, qualcosa è sempre migliorabile, come qualche dettaglio degli interni o l'appeal non proprio esaltante del sistema multimediale. Però le qualità che contano ci sono tutte ed emergono in modo chiaro.

Andrea Stassano
Prova su strada ripresa da Quattroruote di novembre 2014

Pregi e difetti

ALFA ROMEO MiTo MiTo 1.4 T 170 CV M.air S&S TCT Q.Verde

Pregi

Su strada. Comportamento godibile e sicuro, senza che il confort sia tropo penalizzato.

Posizione di guida. Grazie ai comandi fini, è possibile ritagliarsi al meglio il proprio setup.

Difetti

Frenata sul marmo. Spazi d'arresto un pò più lunghi della media.

Visibilità posteriore. Il montante grande e la vetratura piccola riducono la visuale verso la coda.



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Dati & prestazioni

Velocità
Massima
218,601 km/h (IN VI)
Accelerazione
0-100 KM/H
8,0 s
400M DA FERMO
15,8 s
1KM DA FERMO
29,1 s
RIPRESA A MIN/MAX CARICO
70-120 KM/H
8,0 (IN D)
1 KM DA 70 KM/H
26,3 (IN D)
FRENATA
100 KM/H A MINIMO CARICO
41,1 m
CONSUMI MEDI
STATALE
15,2 km/l
AUTOSTRADA
12,7 km/l
CITTÀ
11,9 km/l

Pagelle

Abitabilità
Accelerazione
Accessori
Audio e navigazione
Bagagliaio
Cambio
Climatizzazione
Confort
Consumo
Dotazioni sicurezza
Finitura
Freni
Garanzia
Motore
Posto guida
Prezzo
Ripresa
Sterzo
Strumentazione
Su strada
Visibilità

Listino & costi

Gianluca Presci

vi lamentate pure !!!, le prove sono visibile gratis senza dover comprare la rivista e non vi va bene se ne postano qualcuna poco accattivante. La mito QV ha la doppia frizione, quindi ha qualcosa di nuovo

COMMENTI

  • vi lamentate pure !!!, le prove sono visibile gratis senza dover comprare la rivista e non vi va bene se ne postano qualcuna poco accattivante. La mito QV ha la doppia frizione, quindi ha qualcosa di nuovo
  • C'è poco da dire, anche per un alfista: un servizio 'pubblicitario' evitabile e senza speranze (chi se la fila più ?). La stessa riesumazione è comparsa sul sito di Auto o di Automobilismo: il marketing di FCA non va più in vacanza in agosto... Ci potrebbero però più utilmente andare i redattori che si occupano del sito di 4R.
  • cercando di valutare serenamente i fatti, mi sembra di scarso interesse (e non me ne spiego la comparsa) pubblicare on-line una vecchia prova comparsa su 4R a novembre 2014, relativa ad un modello di nicchia per di più gestito malissimo da FCA (vedi Twin Air 875 cc: che indegnità!) ed ormai alle soglie del pensionamento (la MiTo è comparsa nel 2007 e non ha mai fatto grandi numeri; penso che al di fuori dell'Italia sia pressochè sconosciuta)
  • cercando di valutare serenamente i fatti, mi sembra di scarso interesse (e non me ne spiego la comparsa) pubblicare on-line una vecchia prova comparsa su 4R a novembre 2014, relativa ad un modello di nicchia per di più gestito malissimo da FCA (vedi Twin Air 875 cc: che indegnità!) ed ormai alle soglie del pensionamento (la MiTo è comparsa nel 2007 e non ha mai fatto grandi numeri; penso che al di fuori dell'Italia sia pressochè sconosciuta)
  • Ma nessuno dei commentatori dispone di aggiornato calendario? O forse è l'acidità da ferie mancate/disoccupazione?
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  • Col dovuto rispetto per la Redazione, visto che tanti si stracciano le vesti per articoli ove si sottolineano minuziosamente tutte le novità della nuova A4, definendoli alla stregua di "marchette", mi domando il senso di pubblicare oggi una prova di novembre 2014, relativa ad un modello che sarà imminentemente rinnovato e quindi non più attuale, in una versione che definire "di nicchia" vuol dire essere generosi. Sicuramente, se si fosse trattato di una versione tipo il 1.4 150 cv della A1, o la Polo GTI, a quest'ora la "curva Sergio" starebbe riempiendo di commenti insultanti l'articolo in questione, ma a riprova della loro obiettività mi aspetto qualche riga di protesta pure qua.... Sempre con rispetto parlando, sullo stesso tema, sono rimasto un po' interdetto dall'articolo con le impressioni di guida della Cherokee 3.2 della rivista di agosto....certe prove su strada sono ben più striminzite, e non mi pare che la Cherokee, per lo meno nella versione 3.2 sia così interessante per un mercato dove certe cilindrate benzina, specie se gravate anche dal superbollo, come nel caso di specie, non penso vendano molto più di quanto le concessionarie immatricolano come dimostrativo.
  • Incredibile la deriva pro Fca che sta prendendo questa rivista in cui ogni piccolo sputo di Marchionne viene sottolineato con un articolo a quattro colonne. D'accordo che siamo in Agosto m riesumare una prova del 2014 che oltremodo riguarda una versione di un'auto che compreranno in 4 gatti valeva proprio la pena?
  • a Cosa serve questa prove se poco più in là c'é la Foto del imminente restyling?
  • Che occasione sprecata.. avrebbe potuto essere una piccola "turbo-chic" rivale di Mini e A1 e invece lo stile goffo ne ha decretato l'insuccesso (introvabile fuori dall'Italia).
  • Credo che a questo punto dopo gli anni che la MiTo è sul mercato,si difficile rifargli l'immagine di auto di "nicchia"e non una Punto ricarrozzata.Come giustamente altri hanno scritto,la A1 pur derivando dal pianale della Polo non ha nulla in comune ed considerata una vera Audi(anche per il prezzo).Sulla MiTo aver installato a suo tempo il bicilindrico degno di una city car,ha rovinato una idea a mio giudizio valida cioè:una Alfa Romeo di ingresso come ai suoi tempi lo era stata L'Alfa Sud con progetto e meccanica avanti una spanna rispetto alle auto sue concorrenti tipo la 128.Lasciamo perdere i difetti di assemblaggio per gli scioperi quotidiani a Pomigliano, ma era dotata di volante regolabile in altezza che non aveva neanche la "zia Giulia" e serbatoio in posizione di sicurezza sotto i sedili posteriori quando tutte le altre auto del tempo,lo avevano sotto il bagagliaio a filo del paraurti con le conseguenze che potete immaginare in caso di tamponamenti.
  • La Mito è una buona idea realizzata male, soprattutto per le carenze tecniche dell'epoca, pianale in primo luogo. Uno pensa di avere la concorrente dell'A1, invece ha una vecchia punto con un po' di lustrini.
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  • Secondo me le rivali non fanno meglio solo sullo 0-100, sono superiori in tutto; e poi costa troppo
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  • Non capisco! Scritte: "1385Kg in condizioni di prova". Se non sbaglio l'auto pesa 1135Kg. ( in ordine di marcia ). 80Kg chi guida...e i rimanenti 165Kg? Due persone a bordo oppure bagagli, oppure un centinaio di ombrelloni e frigoriferi con angurie dentro... Ci credo che non ha fatto 7.3s allo 0-100. Anzi 8s netti con tutto quel peso mi sembra un ottimo risultato.
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  • e il perchè di questa prova? proviamo anche la prinz 1000 allora o la 850 coupè
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