Prove su strada

Mini JCW GP

Go kart feeling allo stato puro

Mini JCW GP
Go kart feeling allo stato puro
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MINI Mini 3p

Prezzo
€ 45.900
Motore
L4, turbobenzina 1998 cm3
Potenza
225 kW – 306 CV
Consumo omologato
Consumo rilevato
Emissioni omologate
Emissioni rilevate
Costo per 100 km

È la mini più maxi che c’è: cavalleria, prezzo, carattere, immagine. Questa Mini John Cooper Works estrema è go kart feeling allo stato puro e dà continuità a ciò che ormai ha il sapore della tradizione: di GP, infatti, si sono già viste due generazioni, nel 2006 e nel 2012. Stavolta la "tiratura" è di 3.000 unità e, per non sbagliare, c'è quell'enorme numero sui passaruota anteriori che indica il progressivo dell'esemplare. Zero understatement, cosa che vale un po' per tutta la macchina. Certo, le Mini non hanno mai fatto della modestia un loro vanto, ma in questo caso si può parlare di ostentazione. Gli estremismi track oriented proseguono all'interno: al posto dei sedili posteriori campeggia una splendida barra rossa (anch'essa con funzioni più scenografiche che funzionali), mentre le poltrone anteriori hanno ricevuto una profilatura più aderente allo spirito e alle prestazioni. Anche se poi, la GP esibisce ancora retaggi borghesi come il regolatore di velocità e il bracciolo centrale. Il quale, va detto, è optional e fa parte del pacchetto Comfort.

2020-Mini-JCW-GP-02

Più leggera, ma non troppo. Nonostante il contributo dei passaruota realizzati con la fibra di carbonio riciclata dalla produzione delle BMW i3 e i8, le bilance del Centro prove si sono fermate a 1.434 chili: un valore adeguato, ma non straordinario, viste le dimensioni e lo spirito dell'auto. Ciò non spaventa la monumentale quantità di cavalli presenti nel motore, che, grazie a una linea di scarico specifica, amalgama molto bene spinta e decibel. Non gira altissimo, si ferma poco oltre quota 6.500, cosa che però non gli impedisce di avere carattere e, soprattutto, voglia di mostrarlo. In questo senso, fatica soltanto a trovare una solida alleanza con il cambio: l'Aisin a otto marce è creatura con ambizioni più morbide di quelle che servirebbero qui. Con la loro piccola scritta GP, i paddle sono bellissimi, ma questo non basta a garantire che la marcia arrivi con quella marziale determinazione che è fondamentale per mettere in rapporto come si deve motore e asfalto. Il discorso vale soprattutto in scalata, con la curva che si avvicina e la marcia che arriva un istante dopo. E gli istanti sono fondanti, quando le curve sono bordate dai cordoli.

Ribassata di 10 mm. D'altra parte, è proprio quando la traiettoria non è rettilinea che la Mini dispensa piacere di guida. Ha un grip elevato, molto elevato, che a tratti può persino regalare scampoli di onnipotenza, che vanno gestiti attraverso uno sterzo di notevolissima prontezza. Il che è una qualità positiva, a patto di applicare altrettanta precisione. Il volante va mosso con l'accuratezza di chi ha perfettamente idea di quel che sta facendo e a tratti serve sangue freddo, perché l'efficacia che ottieni è legata a doppio filo con la millimetrica attenzione che ci metti. Le sbavature non sono ammesse, se vuoi fare le cose per benino, e la combinazione tra gomma con molto grip e assetto ribassato di 10 millimetri non rende questa Mini particolarmente loquace.

2020-Mini-JCW-GP-24

Non è per tutti. La GP non avvisa granché dell'approssimarsi dei limiti: come tutte le vetture orientate alla performance, la soglia di confidenza è piuttosto vicino a quella fisica e la virtuale assenza di rollio aiuta a farle sembrare ancora più attigue, a tratti quasi indistinte. Per un guidatore esperto non è un problema (anzi, è proprio la capacità di gestire con padronanza anche queste sfumature che ti rende un experienced driver), mentre per tutti gli altri andare forte significa gestire le traiettorie tra gloria e precipizio.

Autobloccante meccanico. A ripartire la potenza tra le ruote anteriori c'è infatti un sano autobloccante meccanico: in uscita di curva, puoi permetterti di anticipare il gas e, altrettanto importante, di trattarlo con un pochino di rispetto in meno di quanto la natura tutt'avanti di quest'automobile imporrebbe. I cavalli arrivano a terra senza complimenti e, soprattutto, senza fastidiosi pattinamenti della ruota interna. L'unico scotto da pagare è il torque steering, ovvero le reazioni sul volante, che nelle fasi di tiro e rilascio diventano evidenti, quando non fastidiose. Il problema non è il disturbo in sé, quanto il fatto che tutto ciò finisce per inquinare la precisione nel tracciare le linee. E la soluzione non poteva certo passare per lo schema All4 delle sorelle integrali: quello è un sistema pensato più che altro per aumentare l'aderenza in situazioni difficili, non per ripartire in maniera più uniforme la traboccante cavalleria di un giocattolo da pista come questa Mini.

Prova ripresa da Quattroruote di settembre 2020, n. 781

Pregi e difetti

MINI Mini 3p

Mini John Cooper Works GP

Pregi

Motore. Spinge bene, e forte, in tutte le situazioni: asseconda bene la natura della GP.

Grip. La capacità di mordere l'asfalto è notevole.

Difetti

Cambio. Gli manca solerzia, soprattutto in scalata. Un limite, su un'auto del genere.

Sterzo. Un po' troppe reazioni, dovute all'autobloccante.

Velocità

Massima

Accelerazione

0-60 km/h
0-100 km/h
0-120 km/h
0-130 km/h
0-150 km/h
0-180 km/h
0-200 km/h
400 da fermo
Velocità d'uscita (km/h)
1 km da fermo
Velocità d'uscita (km/h)

Ripresa

(a min/max carico)

70-90 km/h
70-100 km/h
70-120 km/h
70-130 km/h
70-140 km/h

Frenata

100 km/h a minimo carico
100 km/h su asfalto asciutto + pavè
100 km/h su asfalto bagnato + ghiaccio

Consumi

90 km/h
100 km/h
130 km/h

Percorrenza media e Autonomia

STATALE
AUTOSTRADA
CITTÀ
MEDIA RILEVATA
MEDIA OMOLOGATA
MINI Mini John Cooper Works GP
263,1 km/h
MINI Mini John Cooper Works GP
2,9 s
5,2 s
6,7 s
7,6 s
9,7 s
13,9 s
17,6 s
13,3 s
176,6
24,0 s
222,4 s
MINI Mini John Cooper Works GP
2,0/2,1 s
2,7/2,8 s
4,2/4,3 s
5,1/5,2 s
6,0/6,2 s
MINI Mini John Cooper Works GP
37,8 m
43,5 m
108,2 m
MINI Mini John Cooper Works GP
16,4 km/l
15,1 km/l
10,9 km/l
MINI Mini John Cooper Works GP
13,8 km/l
551 km
11,5 km/l
461 km
9,7 km/l
388 km
11,3 km/l
453 km
13,7 km/l
548 km

Dati dichiarati

Prezzo
Motore
Potenza Max
Consumi Omologato
Consumi Rilevati
Consumi Costi
Emissioni CO2 Omologato
Emissioni CO2 Rilevati
MINI Mini John Cooper Works GP
45.900 €
1.998 cm3 L4 turbobenzina
225 kW 306 CV
13,7 km/l
11,3 km/l
12,41 €/100 km
167 g/km
210 g/km
LEGENDA
  • N.P. - Rilevazione non possibile
 
Posto guida
Plancia e comandi
Strumentazione
Infotainment
Climatizzazione
Visibilità
Finitura
Accessori
Dotazioni di sicurezza/Adas
Abitabilità
Bagagliaio
Confort
Motore
Accelerazione
Ripresa
Cambio
Sterzo
Freni
Comportamento dinamico
Consumo
MINI Mini John Cooper Works GP

Listino & costi

COMMENTI

  • Bravo Giorgio !
  • Ottima idea, complimenti a BMW, una delle poche case automobilistiche che dedica, nella sua varietà di gamma, ancora qualche modello ai "veri" appassionati di auto purtroppo ormai prevaricati dai cosiddetti "autisti ecosostenibili" che badano più alla ecosostenibilità dei mezzi che usano gli altri che non di quelli che usano loro. Sig Enri Koma, prenda auto che, trattandosi di esercizi tecnici, dedicati ormai di auto di nicchia, nessun fastidio danno nè a Lei nè agli "integralisti" come Lei. Pertanto viva e lasci vivere: lei, a cui pare che le auto "vere" non interessino più di tanto, viaggi tranquillamente sui suoi "frullini" elettrici patendone i disagi (dai problemi di autonomia, ai costi, ai problemi di ricarica), o ancor meglio in treno, ma lasci stare i veri appassionati di auto e le poche case automobilistiche che ancora provano a dare loro dei prodotti "emozionali"
  • Inutile controsenso.. tutti volgono verso soluzioni green MINI spinge la prima elettrica bruciando il nome “S” e subito dopo questa versione “supercar”. Sarebbe stato più sensato seguire VW golf con un modello ibrido sportivo, come la GTE, dimostrando così come sportività ed ecosostenibilità possano ancora convivere.
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  • Ricordo che 5 anni fa, alla prima edizione del salone all'aperto di Torino, nello stand Abarth c'era esposta la 500 biposto, a chi gli chiedeva a cosa servisse quel traliccio di tubi al posto del sedile posteriore, l'addetto allo stand rispondeva "a trattenere i bagagli", dovetti spiegare io ai presenti che quella era una "strut bar" (o "barra duomi" come la chiamiamo in italia), e serviva ad irrigidire la scocca per rendere la guida più precisa. ........ Cmq qui nella Mini una sorta di "seduta" l'hanno mantenuta, in emergenza qualcuno ci si siederà in senso contrario alla marcia, come quelli che salgono nel bagagliaio della Smart ForTwo .... (-_-)
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