Con un gran lavoro di limatura la Mazda2 ha perso quasi cento chili. Il dimagrimento le ha fatto un gran bene. Va più forte, è più agile e consuma meno. Fra l?altro, con effetti positivi anche sul design, molto ben proporzionato e con una forte carica dinamica enfatizzata soprattutto dal taglio della fiancata, disegnata intorno all?andamento basso e sinuoso della linea di cintura.

Stessa filosofia stilistica dentro, dove è la plancia a raccogliere i maggiori consensi. Pur realizzata con sobrietà, si presenta bene, con la semplicità e l?armonia delle cose razionali, senza per altro trascurare soluzioni esclusive come la tasca porta riviste integrata nello sportello del vano porta documenti. Un po? meno appagante il resto della componentistica, che non trasferisce un?apparente sensazione di solidità: ha un aspetto economico e al tatto non manifesta una particolare consistenza.

Fa eccezione il bel volante rivestito di pelle con le giuste dimensioni e le rassicuranti razze. Comunque, una volta preso posto e trovato il giusto assetto, è un attimo prendere confidenza con la vettura che, tra le sue principali doti, ha proprio la facilità di guida e la sincerità di comportamento. Giri la chiave e il quattro cilindri sedici valvole da 86 CV si sente appena girare sotto il cofano.

Premi l?acceleratore e il ?milletré? va su che è un piacere, senza tradire incertezze o dare segni di affaticamento, ma soprattutto manifesta una fluidità sorprendente. Prima, seconda, terza la Mazda2 scivola via veloce, morbida, senza nemmeno dover esagerare troppo con l?acceleratore. Non ha incertezze nemmeno in ripresa, ma soprattutto sorprende per la sua regolarità di funzionamento, per esempio quando si marcia in colonna nel traffico rallentato delle tangenziali. Perde vivacità e diventa più ?pesante? soltanto quando la strada comincia a salire o col crescere del carico. Tuttavia, il favorevole rapporto peso/potenza non basta, da solo, a giustificare la piacevolezza di guida. Dà il suo contributo anche il cambio, a solo cinque marce, ma caratterizzato da una buona manovrabilità e soprattutto da un perfetto accordo col motore.

Convince anche lo sterzo, con servoassistenza elettrica, per il buon equilibrio tra prontezza e precisione, oltre che per la leggerezza in manovra. Più critica la frenata. Gli spazi d?arresto sull?asciutto non sono proprio tra i più contenuti, anche se a sensazione l?impianto sembra molto potente e ben modulabile, e si allungano oltre misura nelle staccate da 100 all?ora su fondi ad aderenza differenziata (con due ruote sul marmo bagnato).