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Itinerari in auto
Ripartire dalla Slovenia

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Ripartire dalla Slovenia
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La Slovenia è detta anche il “Paese verde”, ricoperta com’è da foreste e riserve naturali, una perla europea di valli silenziose e natura selvaggia. Una terra che, per di più, offre il vantaggio della vicinanza geografica con l’Italia e che, per questo, ben si presta a un tour in auto, ora che la morsa della pandemia si sta allentando. L’itinerario che vi suggeriamo, e che abbiamo percorso al volante di una Volkswagen Golf 8 nella versione eTSI (ovvero mild hybrid a benzina), prende le mosse non dai consueti valichi vicini a Trieste, ma dal versante alpino, ovvero dalla Carnia.

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Sulle cime. Sappada può essere un buon punto di partenza per godersi uno dei percorsi più affascinanti dell’arco alpino, la Panoramica delle vette. Bisogna prima raggiungere Comeglians (con la SR355), poi, subito fuori dalla frazione di Povolaro, salire lungo la strada che porta a Tualis, località a circa 900 metri di altitudine. La Panoramica prosegue con una ventina di tornanti, con pendenze comprese tra il 10 e il 14%: il panorama sull’arco alpino si fa presto mozzafiato. È come se il tracciato fosse stato tagliato sui fianchi solitari del Monte Crostis, prima di scendere in picchiata, negli ultimi chilometri, verso Ravascletto. Non manca un tratto sterrato, quindi, prima di mettersi in viaggio, è dunque bene accertarsi della transitabilità della strada: si sale parecchio di quota e in alcune sezioni la carreggiata è piuttosto stretta, ma non al punto da impedire l’incrocio di due auto.

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Oltre il confine. Per entrare in Slovenia scegliamo il Passo Predil, facilmente raggiungibile da Ravascletto passando da Tolmezzo e Chiusaforte e circondato dalle vette maestose delle Alpi Giulie. Una volta passato il confine ci si può concedere una spettacolare divagazione percorrendo la strada militare del Mangart, terza cima della Slovenia con i suoi 2.679 metri di altitudine. Il tracciato venne realizzato alla fine degli anni 30 dall’esercito italiano per raggiungere una zona in quota, dalla quale era possibile dominare un’ampia porzione di territorio austriaco: lunga una decina di chilometri e comprendente diverse gallerie, la strada consente di arrivare a oltre 2.000 metri e di sostare per compiere brevi, ma emozionanti, escursioni in un paesaggio incantato. Il percorso finisce con un anello che permette di tornare sui propri passi e di proseguire in direzione della valle del fiume Isonzo, dalle acque color di smeraldo. Ad attirarci, però, è soprattutto il vicino parco nazionale del Triglav (tricorno), l’area naturale protetta più estesa della Slovenia che prende il nome dal monte più alto del Paese (la sua vetta è a 2.864 metri). Vi potete programmare soste ed escursioni per godere di bellezze imperdibili, come le gole di Tolmin e di Vintgar, le innumerevoli cascate, i laghi di Bohinj e di Bled.

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Viaggio slow. Il passo Vrsic, con i panorami idilliaci che offre sulle Alpi Giulie e su ampie aree boschive, porta, invece, ai piedi del massiccio della Mojstrovka (1.611 m.) e, con una sequenza infinita di tornanti affrontati con disinvoltura dalla nostra Golf, alla celebre località di villeggiatura di Kranjska Gora. A dominare il paesaggio qui è ancora il monte Triglav, con la sua vertiginosa parete Nord, la più amata del paesaggio alpino sloveno. La regione che abbiamo attraversato, detta anche Carniola per le sue antichissime radici che risalgono addirittura intorno all’anno 1000, è una terra affascinante, dai picchi elevati, le valli profonde, le acque pure: meta d’innumerevoli escursioni, va gustata senza fretta, per godere di una natura tranquilla, dalle distanze geografiche contenute, ma non per questo meno affascinante. Il Lago di Bled, per esempio, facilmente raggiungibile da Kranjska Gora con le strade 201 e 634, circondato com’è da colline solitarie offre un’immagine di pace e serenità. In mezzo alle sue acque sorge l’unica isola lacustre slovena, raggiungibile con tradizionali barche di legno (dette pletne): una volta approdati, si possono salire i 99 gradini di pietra che portano alla chiesa dell’Assunzione di Maria. Le rive, invece, sono dominate da un castello del XII secolo, che ospita un museo e una stamperia.

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La grande bellezza. Il vicino altipiano di Velika Planina, fiabesco quando vi cade la neve, ospita d’estate uno dei villaggi di pastori più estesi d’Europa. Ma non meno affascinante è Maribor, seconda città della Slovenia, forse la prima per bellezza. Cullata dalle acque della Drava, è famosa per le gare di sci di Coppa del mondo che si svolgono nel suo polo sciistico, ma è sorprendente anche per il suo centro storico incantevole; orgogliosa della sua vite, che si dice sia la più antica del mondo, invita pure alla riflessione, in questi tempi di pandemia, per la Colonna della peste. Venne, infatti, eretta nel 1681 (e sostituita da una più recente nel XVIII secolo) come segno di gratitudine nei confronti della Vergine per la fine della terribile epidemia, che aveva ucciso un terzo della popolazione della città.

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Verso il mare. L’autostrada che passa da Lubiana permette di raggiungere rapidamente il litorale adriatico (ma non bisogna dimenticare di acquistare il contrassegno da esporre sul parabrezza, che attesta il pagamento del pedaggio forfettario). Ci attendono le bellezze pittoresche di località come Pirano e Portorose. Trieste e l’Italia sono a due passi, ma, volendo, si può completare il viaggio con un’ultima deviazione, che conduce allo Snežnik (il “monte nevoso”), alto 1796 metri, e alle grotte carsiche di Postumia, con il loro affascinante viaggio al centro della terra. A pochi chilometri si trova anche il castello di Predjama, incastonato in una parete verticale alta 123 metri, alle cui spalle si celano una immensa grotta e una rete intricata di gallerie e passaggi segreti che permettono di tuffarsi nel cuore del mondo medievale. A questo punto, Gorizia, il confine con l’Italia e la fine del nostro tour sloveno distano ormai pochissimo.

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