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Mini
Solo elettriche dal 2030: l'annuncio è imminente

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Solo elettriche dal 2030: l'annuncio è imminente
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Un altro marchio automobilistico potrebbe dire addio ai motori endotermici per dedicarsi esclusivamente alle propulsioni elettriche. Si tratta della Mini. A lanciare per prima l’indiscrezione è stata la testata tedesca Der Spiegel, ma ne parlano anche altri organi di informazione. Per ora non ci sono conferme ufficiali sulla svolta elettrica del marchio inglese ma basterà aspettare pochi giorni: i media tedeschi sono concordi nello scrivere che l’annuncio ufficiale sarà dato mercoledì prossimo, in occasione della tradizionale conferenza stampa dei vertici del gruppo BMW sui risultati di bilancio.

Il cronoprogramma. L’addio alle endotermiche dovrebbe seguire un cronoprogramma dettagliato. L’ultima Mini equipaggiata con motori tradizionali dovrebbe arrivare nelle concessionarie nel 2025 e rimanere in gamma per cinque o al massimo sei anni. Dal 2030 in poi l’offerta sarà composta esclusivamente da modelli a batteria: l’addio ai propulsori endotermici, infatti, dovrebbe essere totale e dunque interessare anche le ibride.

Le anticipazioni. Come detto, non ci sono per ora conferme ma già a novembre la rivista Automobilwoche aveva anticipato le strategie del gruppo bavarese intervistando il responsabile del marchio di Oxford, Bernd Körber. Il manager aveva rivelato la sua intenzione di convertire la Mini in un brand puramente elettrico. “Continueremo a produrre motori a combustione interna fino al 2030. Dopo il 2030, la Mini diventerà un marchio elettrico”, aveva affermato Körber sottolineando, però, come non fosse stata presa una decisione definitiva. Decisione che, secondo i media tedeschi, ora è arrivata e che sarà rivelata nei dettagli mercoledì prossimo da Oliver Zipse, amministratore delegato del costruttore bavarese, proprietario della Mini dal 1994.

Altri dettagli. Zipse dovrebbe svelare anche alcuni target di vendita. L’anno scorso sono state commercializzate in tutto il mondo circa 292 mila Mini, di cui l’11% con propulsori ibridi e il 6% a batteria, ma l’obiettivo sarebbe di raggiungere la metà dei volumi con modelli elettrificati già entro il 2027. A tal fine è prevista una graduale espansione dell’offerta. Attualmente la gamma della Mini è composta da due sole proposte elettrificate: la Cooper SE a batteria, realizzata a Oxford, e la versione ibrida plug-in della Countryman, prodotta in Olanda dalla Vdl Nedcar ma destinata, con la nuova generazione in arrivo alla fine del 2023, a essere trasferita nell’impianto tedesco della BMW a Lipsia. Sempre nel 2023 dovrebbe debuttare un’altra Mini completamente elettrica che verrà assemblata in Cina dalla joint venture con la Great Wall e sarà commercializzata solo sul mercato cinese.

Il settore. La svolta elettrica della Mini si inserisce in un trend di mercato che vede ormai frequenti annunci su un prossimo addio alle endotermiche: di recente hanno compiuto passi analoghi diverse realtà del settore come GM, Ford Europe, JaguarBentleyVolvo. Del resto, sono soprattutto i tedeschi ad aver preso la decisione di aumentare gli sforzi verso la graduale eliminazione dalla gamma dei motori tradizionali. Pochi giorni fa la Volkswagen ha alzato il suo obiettivo al 2030 circa il peso delle elettriche a batteria sul totale dei volumi di vendita europei dal 35% al 70%, mentre la Porsche ha fissato un’analoga asticella all’80%. La Mercedes, tramite il suo amministratore delegato Ola Källenius, ha inoltre promesso di raggiungere in anticipo i target per un quarto di elettrificate sul totale delle vendite entro il 2025 e per metà entro il 2030.

COMMENTI

  • Quindi la mini diventerà un auto da usare solo in città, quindi una seconda o terza auto usa e getta. Come tutte le auto elettriche. Quindi chi vuole auto per lunghi viaggi e riparabili sotto casa non comprerà certamente mini
  • Mia moglie non sa nemmeno se è traz anteriore, posteriore o integrale. La prox sarà sicuramente elettrica. Però , però la JCW la DEVONO lasciare benzina. Altrimenti non la compra nessuno... se sei appassionato di auto compri il benzina, per come suona
  • Come già forse scritto la cosa che più mi preoccupa è il numero di occupati nel settore automotive. Consideriamo per un istante tutte le componenti di un gruppo propulsione e trasmissione di un motore endotermico e tutta la manutenzione che si porta dietro durante la sua vita. Un gruppo propulsore elettrico, ditemi se sbaglio, è molto ma molto meno articolato. Cosa ne facciamo quindi di tutti gli impiegati nel settore automotive diretti e indiretti? Non cito ovviamente la necessità di produrre l'energia elettrica sufficiente a questa rivoluzione tecnologica perchè insieme alla questione smaltimento batterie è già ampiamente dibattuta.
  • Se così sarà, tra pochi anni le vetture saranno tutte elettriche, con una rivoluzione paragonabile a quella, faccio per dire, dal VHS al DVD (e ancora dopo, allo streaming). Quindi ci saranno infrastrutture per tutte le vetture elettriche ( e tempi di ricarica molto più rapidi). Vedremo. (Per quanto riguarda Smart, il discorso è un po' diverso e legato alla vendita del 50% a Geely)
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  • Vedremo che succederà, il 2030 è ancora lontano, in ogni caso è una scelta già più sensata di quella che ha fatto Mercedes con la Smart di cessare le termiche nel 2020, provocando così (come facilmente prevedibile pure da "nonna Belarda") un tracollo delle vendite e conseguentemente della produzione....
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  • Tutte ste previsioni traggono ispirazione dal film di Troisi "Non ci resta che piangere". Ovvero : "Ricordati che devi morire ! Ricordati che devi morire !! Ricordati che devi morire !!!"
  • Coraggioso e indispensabile.
  • Spero stare su questa terra per vedere tutte le previsioni.