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Maserati
Tutte le facce della MC20 - VIDEO

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Non c’è nulla di improvvisato o di casuale nella quinta teatrale messa in piedi dalla Maserati per il lancio alla stampa della MC20. La cornice di Modena – la città natale del marchio -, della fabbrica  - dalle cui linee uscirà la macchina -, dell'Innovation lab - l’incubatore dove il progetto è stato sviluppato - è il risultato di una coreografia costruita tutta attorno al Tridente. Perché la MC20, al di là dei contenuti specifici, tutti molto interessanti, ha anche un valore simbolico per l’intera Casa, presentandosi come una sorta di pietra angolare su cui verrà eretto l’edificio del piano di rilancio.

Maserati MC20: a bordo della supercar italiana

Identitaria. Prima auto di una nuova era, ancora tutta da vedere, il nuovo modello si carica di una forte valenza simbolica recuperando il sei cilindri a V in posizione centrale, che non si vedeva su una Maserati dai tempi della Merak (uscita di produzione nel 1982): non una mera soluzione tecnica - seppure quanto mai opportuna nella fase storica di transizione dalla fornitura dei motori Ferrari a quelli sviluppati in casa -, ma una rivendicazione d’identità. Così come lo è il tipo di vettura, che ribadisce la vocazione alle supersportive di alto lignaggio. Vocazione mai sopita, ma di recente affidata a eventi episodici, come la MC12. Questa MC20, invece, non è una fuoriserie, non sarà realizzata in tiratura limitata, ma s’inserisce con piena cittadinanza nella gamma Maserati delle vetture di regolare produzione.

Esclusiva. Di regolare produzione non significa, però, che sarà una Maserati come tutte le altre. La fascia di prezzo, genericamente individuata dai portavoce della Casa all’interno della forbice che va dai 200 ai 300 mila euro, colloca subito la MC20 nell’arena di Ferrari e Lamborghini, per intenderci, ben al di sopra del resto della gamma odierna, dove la Maserati più costosa, la Levante V8 Trofeo, raggiunge "appena" i 160 mila euro. Del resto, il grado di raffinatezza delle soluzioni tecniche, il livello di prestazioni e la dose d’ambizione che la MC20 non fa nulla per celare supportano quest’aspirazione alla "premier league".

Prestazionale. Se MC20 sta per Maserati Corse 2020, lasciando intendere un’origine progettuale e un impiego votati anche alle competizioni, i numeri stanno lì a confermare questa vocazione sportiva: meno di tre secondi per archiviare lo 0-100 km/h, 325 km orari di velocità massima, 630 CV erogati (e messi a terra attraverso una trasmissione a doppia frizione con otto marce, di cui sei di potenza e due di overdrive), 730 Nm di coppia e una massa di 1.470 kg – grazie a scocca e pannelli carrozzeria di fibra di carbonio e materiali compositi - per un rapporto peso/potenza di soli 2,33 kg per cavallo. A filtrarne l’esuberanza sono sospensioni di alluminio forgiato con schema a doppio braccio oscillante con ammortizzatori attivi, che prevede l’asse di sterzo semi-virtuale, cioè con il braccio inferiore sdoppiato, come sulle Alfa Giulia e Stelvio. L’obiettivo è lo stesso: permettere elevate accelerazioni laterali e un’estrema precisione di guida.

Tecnologica. Il cuore della meccanica della MC20 è comunque il propulsore V6 in posizione centrale, il primo motore che il marchio modenese si fa in casa dai tempi del V8 3.2 sviluppato per la 3200 GT, che rimase in produzione fino al 2001. Tanto importante da essere battezzato con un nome, Nettuno, il nuovo V6 è stato progettato, ingegnerizzato - e sarà pure prodotto - a Modena. Con architettura a V di 90 gradi, un alesaggio di 88 millimetri mutuato direttamente dal V8 che equipaggia la Ferrari SF90, 3 litri bi-turbo con valvole wastegate attuate elettronicamente, Nettuno è coperto da un brevetto internazionale per il suo esclusivo sistema di combustione che lo pone ai vertici dei sei cilindri sul mercato per potenza specifica, con 210 CV/litro.

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Efficiente. Come funziona? In sintesi, al metodo di combustione tradizionale è stato abbinato un sistema a precamera, che incorpora una candela d’accensione. Quando la miscela di aria e benzina viene forzata al suo interno, con il pistone prossimo al punto morto superiore, la candela della precamera la innesca avviando una combustione che attraverso appositi fori si espande nella camera principale. In questo modo si generano molteplici fronti di fiamma e più turbolenze, dando luogo a una combustione più rapida e uniforme. In una parola, più efficiente. Il motore può lavorare anche in modo tradizionale, grazie alla candela nella camera di scoppio principale, quando le condizioni d’impiego non richiedono il ricorso alla precamera. I due sistemi possono, dunque, essere attivati in combinazione o singolarmente a seconda della richiesta di coppia motrice, e senza che il guidatore avverta la transizione dall’uno all’altro.

Poliedrica. All’interno di una cornice comunque orientata alla sportività spinta, la MC20 esibisce dunque più di una personalità, passando da un carattere più mansueto (combustione tradizionale) a uno più aggressivo (sistema combinato a due camere). A modulare ancor più carattere e comportamento della nuova due posti concorrono i programmi di guida, impostabili tramite un selettore sul tunnel centrale, dalla modalità GT, quella di default con cui l’auto si accende, a quella Sport, che irrigidisce le sospensioni, velocizza la risposta del cambio, aumenta la sensibilità del pedale destro e imposta il controllo della trazione per una guida più veloce, fino al programma Corsa pensato per l’uso in pista, che alza notevolmente la soglia d’intervento del controllo di stabilità. Per escluderlo del tutto occorre spostarsi in modalità ESC Off. La posizione Wet, bagnato, aiuta invece a gestire le situazioni di bassa aderenza.   

Aerodinamica. Duemila ore/uomo di lavoro alla galleria del vento della Dallara e oltre mille simulazioni virtuali di fluido-dinamica: così alla Maserati quantificano gli sforzi concentrati sugli aspetti aerodinamici, che hanno prodotto una serie di soluzioni avanzate nel disegno della carrozzeria, del fondo piatto e dei canali dell’estrattore posteriore, che hanno consentito di ridurre al minimo le appendici aerodinamiche visibili, per mantenere un effetto pulito sul corpo vettura, senza neppure bisogno di ricorrere a un’ala posteriore mobile.  

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Sofisticata. L’obiettivo dei designer del resto era chiarissimo e lo si capisce guardandola: la MC20 rifugge l’aggressività gridata e grossolana, per esibire invece una cattiveria misurata, con una carrozzeria liscia, filante e “attillata” sulla meccanica, nella quale anche le prese e gli sfoghi dell’aria indispensabili sono disegnati in modo discreto, cercando quasi di farli sparire. Lo stesso minimalismo che si ritrova anche all’interno, dove tutto è finalizzato all’esperienza di guida. Niente tasti fisici, tranne il selettore delle modalità di guida e i pulsanti dedicati all’impostazione del cambio, automatica o manuale, con quest’ultima che si gestisce tramite i vistosi paddle al volante. Unica concessione all’intrattenimento, lo schermo touch da 10,25” al centro della plancia che si affianca al quadro strumenti digitale, anch’esso da 10,25” che raccoglie, sull’asse visivo del pilota, tutte le informazioni indispensabili alla guida. E, come raccontiamo a parte, un sofisticato sistema audio tutto made in Italy.

Termica. Per ora. Sì, si era parlato molto, prima che la MC20 fosse svelata, di una supercar ibrida, che potesse esprimere una potenza di sistema superiore a 700 CV, un prodotto che avrebbe posto davvero la Maserati sullo stesso piano della Ferrari, che a V6 ibrido di questo tipo, come è noto, sta lavorando. Invece, alla fine, a Modena hanno scelto di andare su una vettura esclusivamente a combustione, che, il prossimo anno, affiancherà alla versione chiusa anche una variante spider. Ma quella che può sembrare una fuga nel passato è soltanto la premessa per una scelta assai più radicale, che vedrà il debutto, nel 2022, di una MC20 esclusivamente a batteria. Per farne davvero una pietra angolare della Maserati del prossimo futuro, che vedrà un’elettrificazione della gamma sempre più estesa.

COMMENTI

  • Il prezzo indicato, volutamente alto, servirà ai concessionari per valutare positivamente, permute, che difficilmente avrebbero mercato, o comunque di difficile collocazione. In assenza di "bidoni" da ritirare il prezzo sarà molto ma molto diverso... Inoltre, per questo modello, non credo che facciano attendere due o più anni, come accade per una Ferrari. Il successo di quest'auto, io credo, è e sarà strettamente legato a quanto ci crederanno i vertici aziendali, notoriamente miopi e lenti nel recepire ed interpretare i desideri del mercato. Non vorrei scomodare il caso emblematico della Montreal/ Alfa, sicuramente ignota ai più giovani, ma io, la ricordo perfettamente, come un'auto magnifica, motoristicamente all'avanguardia, ma in cui nessuno dell'azienda, credette davvero, nonostante la gente rimanesse a bocca aperta nel vederla. Auguri alla MC20!
  • Ferrari F8 tributo: 236.000€ per 720cv, V8 biposto, Vmax 340km/h... e una tradizione di supercar riconosciuta universalmente da chiunque, con continui e costanti miglioramenti del prodotto, ai vertici per tecnologia e prestazioni. Maserati MC20: 216.000€ per 630cv, V6 biposto, Vmax 325 km/h... e una storia recente alquanto altalenante e discontinua, fatta obiettvamente di affascinanti modelli ma dalla discutibile affidabilità, o datati e quindi non competitivi col resto del mercato, e comunque in una liga ben inferiore, ma nonostante tutto prestigiosa e stimata. Domanda: Per quale motivo scegliere la seconda? Chi mai potrebbe preferire una Maserati al prezzo di una Ferrari? Quale valore del marchio (storia, tecnologia, successo nelle competizioni, prestigio, etc. etc.) potrebbe mai far preferire una Maserati ad una Ferrari? Ma chi e perchè ha deciso di "rilanciare" un marchio del genere con una mossa così? Puntare così in alto ha senso solo se si ha la certezza di aver creato qualcosa di straordinariamente innovativo che sbaraglierà il mercato, una combinazione di design e tecnologia che lascia di stucco e crea il vuoto, o la scoperta di una nicchia che mancava! Insomma, pur con tutta la passione che nutro per Maserati fin da bambino e il desiderio di vederla risorgere nel migliore dei modi, non riesco a comprendere che direzione sta prendendo e considero questo prodotto un suicidio commerciale. Maserati non potrà mai competere con gli altri marchi padroni di questo segmento di mercato (supercar tipo Ferrari, Lamborghini, Mclaren). Anche vendendone parecchie (e ne dubito per i motivi esposti sopra), un tale modello non potrà mai portare in cassa una quantità di denaro sufficiente da riversare nello sviluppo di altri modelli in categorie inferiori, ma sempre di lusso e consoni alla clientela tradizionale del marchio Maserati!. Qualcuno potrebbe cerare di convicermi che sto sbagliando? Vi prego, adoro Maserati!!!
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  • Al Sig. BERGER: non so se sia il colore bianco ed il tridente a farle pensare alla Birdcage, ma io personalmente non vedo molto la somiglianza. Trovo pero' che ci sia un che di Pininfarinico. Mi ricorda la Battista, per intenderci. Poi noto alcuni dettagli: le prese d'aria stile 'Stile Ferrari' F8 o 488 (orribili), i fari frontali poco espressivi (pininfarinici?) e quelli posteriori che riprendono quelli della GranTurismo (pininfarinici per davvero). Insomma, ci vedo un che di Pinin pure io, anche se non la Birdcage. Mi piace sempre di piu'. Chissa' grigio topo o nera.
  • @MICHELE DAL BOSCO Anche se non lavoro nel settore automotive, credo che alcuni parametri non differiscano di molto tra settore e settore. L'utile netto è riferito ai bilanci di impresa (pochissime imprese possono dichiarare utili del 12%.. - beate loro!). Invece, per i prodotti si parla di "margini di vendita di uno specifico prodotto X". Nel caso di prodotti di lusso (a cui appartiene questa Maserati - ma lo stesso vale anche per Porsche, Ferrari, Lamborghini, ecc..) credo che i margini di vendita siano del 100% (e oltre...) e il punto di pareggio sarà attorno a qualche migliaio di pezzi. ciao
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  • @ Emiliano Nervous, si lo so la matematica non fa per tutti ... ammettiamo che riescano a produrre un 12% d‘utile netto per ogni vettura venduta ( sarebbe fantastico visto che la gran parte dei produttori non ci arriva, ma facciamo finta ) ad almeno 200‘000 € ... be si ci vogliono circa 15‘000 vendite per arrivare a coprire questi 350 milioni ... si sì ho capito, tu calcolavi che guadagnassero 200‘000 euro per ogni vettura venduta 🤔 ... no, non funziona così ...
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  • Ho letto che Maserati deve far uscire un'auto per tutti i giorni. Ok, ci sta, ma per rilanciare un Marchio Storico come Maserati questa MC20 è l'auto giusta. Tecnicamente sofisticata, prestazioni al top, elegante ma, nello stesso tempo sportiva (personalmente la trovo bella soprattutto nel suo lato B). Non è certo la Casa che le basta una "visita" e un selfie di Musk per navigare in tutto il mondo sul web....
  • Bella, peccato che gli interni non siano all’altezza, probabilmente sono finiti i soldi 💸 secondo un articolo pubblicato qui su Quattroruote hanno investito 350 milioni nello sviluppo della vettura. Vuol dire che ne dovranno vendere almeno 15’000 esemplari per pareggiare i conti, senza contare i costi di produzione ... ma no che dico, che sciocco, il tutto è stato finanziato dai italiani ... no problem 👍
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  • Maserati ha bisogno di mantenersi aggiornata sulla fascia che sta cercando di presidiare confrontandosi con BMW, Audi, Porsche. E fa molto fatica. Però investe una valanga di risorse in questa auto che sostanzialmente è la +1 nel mondo supercar. Bella si, ma qual'è il suo ruolo strategico quando hai già Ferrari nel gruppo?
  • può piacere o meno, ma è una bella supercar, sicuramente competitiva sotto l'aspetto prestazionale etc. Mi chiedo tuttavia quale sia il senso dell'operazione per un marchio che dovrebbe fare concorrenza ai giganti del settore premium con auto più "quotidiane" o da famiglia (le tedesche, per intenderci) meta che si raggiunge differenziando l'offerta per raggiungere una platea di acquirenti più vasta (come ha fatto Porsche negli anni). Questo non è certo un prodotto da "numeri", si inserisce in un settore di nicchia (Lamborghini/Ferrari...) quante ne venderanno in un anno ?
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  • Il futuro è a Modena, al Maserati Lab dove è esposta la monoscocca modulare carbon fiber della MC20 con un assale posteriore bimotore a flusso assiale a 800 volt e i due inverters Silicon Carbide integrati, terzo motore sull’assale anteriore per avere la massima aderenza su ogni fondo stradale. Uno spettacolo tecnologico di essenzialità e compattezza. Ovviamente c’è lo zampino di Dallara insieme a Davide Danesin. Velocità di ricarica a 300 kW per ricaricare la MC20 Folgore all’80% in 20 minuti o s3 preferite 5 minuti per 130 km di autonomia. Batteria centrale posteriore dove adesso c’è il V6 Nettuno Mahle da 80 o 100 kWh da 450 kg. La Folgore integrale sconvolge i collaudatori, al momento si fionda nello 0-100 km/h in 2,8 sec. e i 320 km/h in un lampo, anzi in una folgore. Poi si vedrà. Debutto previsto tra due anni
  • Hanno rispettato ciò che era il prototipo by Pininfarina Birdcage, ovviamente rendendo il modello di puro design alla produzione, sebbene con anni (troppi...) di ritardo, e cambiando la posizione dei fanali anteriori da orizzontali a verticali (per ovvie ragioni funzionali), che forse riprendono lo style mc12, però come ha osservato qualcuno, un po' prototipo Jaguar effettivamente lo fanno. Comunque, a me piace, su strada e vista dal vero sicuramente sarà meglio!
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  • Bella, sì. Ma perché non hanno continuato a produrre anche l'Alfa Romeo 4C aggiornandola e proponendola ad un prezzo più abbordabile? Ammesso che ci sia qualcosa da capire credo che quelli dell'ormai ex gruppo di Torino non li capirò mai...
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  • Belle proporzioni, bel posteriore, frontale devo dire un po' poco espressivo, coi due faretti timidi. Mah. Sforziamoci di non ricordare le sue piu' umili origini (4C intendo)(oops, l'ho citata) e battiamo le mani al segno di vita mandato da Corso Menotti.
  • Dal punto di vista tecnico sicuramente è una gran macchina e neache dal punto di vista estetico si può dire che è brutta, ma personalmente ti lascia con una sensazione strana, come se fosse incomiuta. Non ha quel mood maserati forse o quel qualcosa in più che l'avrebbe resa davvero speciale. Comunque non è un gran problema visto che non posso permettermela, ma se potessi a quelle cifre comprerei altro.
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  • Anonima e inutile come Francesco Macchioni. :-)
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  • Ci sono alcune cose che vorrei che qualcuno mi spiegasse. La pirma: dicono che quest'auto sia una GT. Ora, io sulla 4c (che con questa condivide la vasca in finto carbonio) ci sono salito. Dire che si può ricavare una GT da quelle dimensioni di abitacolo è come di dire che il Boeing 747 in fondo in fondo si può usare come caccia intercettore perchè ha dei motori a reazione come un F22. Con quell'abitacolo puoi fare una supersportiva e basta. Seconda cosa il prezzo: dai 250 ai 300.000 euro. Mah....siamo sicuri che abbia senso posizionare la Maserati al livello Ferrari? Capisco bene che quest'ato sarà prodotta in qualche centinaio di pezzi, e che serve solo come immagine, ma se è proprio quello che vogliono fare hanno pronta una strategia di rilancio del marchio con nuovi progetti? Perchè altrimenti un'auto così, per quanto bella, non serve a nulla.
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  • @CLAUDIO GUGLIELMONE: Beh, diciamo che il concetto è più un'evoluzione del brevetto TWIN SPARK, ultimo retaggio Alfa Romeo-pre-Fiat, piuttosto della precamera Honda. Fatto sta che questo gioiellino, piaccia o no, è la dimostrazione tangibile che la scuola italiana (la migliore al mondo) sa ancora staccare la concorrenza. E che razza di auto è il duo Giulia/Stelvio delle quali questa mutua pari pari il sistema sospensivo.
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  • Complimenti per i cerchi orribili! Più brutti di così non si poteva disegnarli ...
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  • Bella, veloce e tecnologicamente avanzata... difetti? non è tedesca....
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  • Anonima. Chi desidera questo tipo di auto si orienta su altri marchi.
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  • Milano 2026, l'auto può piacere o meno, questione di gusti, ma il Suo post è fuori dal mondo.
  • Il più lungo teaser della storia, un evento mega-galattico e alla fine un'auto senza alcuna novità stilistica né tecnica, imbarazzante!
  • Una bellissima GT che potrebbe essere marcata con tanti brand diversi, financo Hennessey.
  • Ma la soluzione della precamera con motore a ciclo Otto non la usava Honda più di 20 anni fa per i motori lean burn?
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  • hanno riciclato la 8c spacciandola per nuovo modello...
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  • Ogni 20 anni un'auto da effetto WOW destinata a piccoli volumi, con la gamma che viene lasciata marcire senza investimenti. Questo è il destino di Maserati e Alfa nell'era FCA. Adesso che son passate in mano ai francesi vedremo che succederà. P.S. credo che questa, nei piani fuffa dell'era Marchionne, fosse destinata ad essere la 8C
  • Bellissimo senza dubbio ma ciò che rinfaccio colposamente (all'intero gruppo) è lasciar morire modelli iconici e sfoggiare (a morte di papa) il classico diamante. Manca l’auto per tutti i giorni!
  • Non so se l'ho notato solo io ma sembra una copia della vecchia Ford GT40
  • L'interno è sconcertante. Mi ricorda moltissimo quello della 4C. A proposito, qualcuno sa se la scocca è in comune?
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  • beh di classe è di classe, complessivamente, mi chiedo però se questa strategia sia costruttiva nel lungo termine per FCA: la ferrari roma aveva tutti i crismi per essere una piccola gran turismo maserati mentre questa mc20 ha tutte le carte in regola per essere una ferrari...ok è troppo "economica" per essere ferrari? era l'occasione giusta per tirare fuori il marchio Dino. maserati che lo si voglia o meno sarebbe stata più coerente a ricoprire la fascia di mercato della della bentley continental gt, lasciata sguarnita tra l'altro pure dalla jaguar con la dipartita della xk
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  • Con le follie che vorranno fare per tutelare chi pedala e non inquina questa auto come altre,da portare con il carro attrezzi in pista girare ricaricarla e tornare a casa.
  • Senza entrar enel merito della qualità e della tecnologia (sarà certamente elevata), ma il design: tanta attesa per una Jaguar CX-75
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