Spinta dall’ambizione di restare sempre al vertice, ma anche dai feedback dei clienti stessi, l’Audi opera già affinamenti su un ampio ventaglio di modelli presentati di recente: A5, A6, Q5 e le derivazioni a batteria A6 e-tron e Q6 e-tron. Si tratta di mirate migliorie che interessano svariati comparti hardware e software di entrambe le piattaforme (la PPC termica e la PPE elettrica), con alcune di esse che peraltro colmano alcune lacune che noi di Quattroruote di tanto in tanto abbiamo messo in evidenza. Così, siamo volati a Neuburg, in Germania, presso il reparto di sviluppo tecnico della Casa, per toccare con mano le novità, ordinabili già dal mese di dicembre per i modelli termici e da gennaio 2026 per gli elettrici.
Le “S” vanno di traverso
Oggi circola ancora il luogo comune, retaggio degli anni che furono, che le Audi sottosterzano. Per accontentare i clienti che desiderano ribaltare il concetto, sulle S5 e S6 e-tron arriva la modalità Dynamic Plus, che prevede una distribuzione della coppia molto più orientata al retrotreno: sulla S5 termica avviene sfruttando il lavoro del differenziale posteriore sportivo, mentre sulla S6 elettrica lavora attraverso un differente operato dei due motori e sul torque vectoring, con l’unità posteriore che si dà più da fare.
Ho avuto modo di provare una S5 Avant lungo le curve della pista di Neuburg e devo ammettere che era parecchio che non mi divertivo così: attivando la modalità dall’infotainment, il differenziale posteriore distribuisce ora un maggior quantitativo di coppia, in maniera più rapida, sulla ruota posteriore esterna alla curva, consentendo così di disegnare sovrasterzi di potenza a regola d’arte. Notevolissima la facilità di controllo, con l’Esp in modalità Sport che lascia parecchia libertà d’azione; ma volendo è possibile escluderlo del tutto per fare davvero tutto quello che vuoi giocando con gas e sterzo, con la controllabilità che, se ci sai fare, è ancora meglio.
Parcheggi (e traffico selvaggio) senza stress
Lato assistenti di guida, viene introdotta la funzione di retromarcia automatica, con la vettura che ripercorre gli ultimi 50 metri in maniera autonoma gestendo volante, acceleratore e sterzo (magari vi siete infilati in uno stretto vicolo cieco, la funzione venne introdotta dalla BMW Serie 3), oppure per memorizzare cinque differenti manovre di parcheggio lungo un totale di 200 metri. In quest’ultimo caso, basta arrivare, per esempio, davanti alla rampa del proprio box dove in precedenza è stato memorizzato uno scenario, affinché l’infotainment suggerisca di farsi guidare fino al parcheggio in maniera del tutto autonoma.
Gli Adas, inoltre, sono stati potenziati a livello hardware con nuovi radar, telecamere e sensori a ultrasuoni. In questo modo le funzioni si ampliano integrando, per esempio, l’assistente alle manovre evasive anti collisione: se sei distratto perché guardi lo smartphone (purtroppo capita spesso a troppe persone) e c’è una vettura parcheggiata a margine della carreggiata, l’assistente la evita per te, considerando ovviamente se c’è lo spazio necessario per farlo; provato di persona, ho apprezzato il buon bilanciamento tra efficacia della manovra e confort, nel senso che non è brusca, ma allo stesso tempo ti fa rendere conto che c’è un pericolo in corso. Infine, sulle elettriche migliora il blending fra frenata rigenerativa e idraulica negli stop and go del traffico; notevole il miglioramento, con la maggior integrazione della rigenerativa che rende molto più morbidi gli arresti della vettura.
Tornano i tasti fisici al volante
Finalmente hanno risolto il problema dei poco precisi comandi a sfioramento sul volante: al centro dei tasti (che restano comunque touch), sono state introdotte due rotelle fisiche per scrollare con precisione i vari menu e funzioni; il feedback ci guadagna e le distrazioni si riducono, perché si va a colpo sicuro senza approssimazioni.
Spostando di poco lo sguardo, poi, si scopre che tutti i modelli 2026 recepiscono l’evoluzione software introdotta dalla Q3 per il Virtual cockpit e l’infotainment: nel caso della strumentazione torna a grande richiesta la visualizzazione a tutto schermo della mappa (comprese quelle di Apple e Google), mentre sul display centrale scorre una nuova interfaccia a widget, ricca di infografiche per essere più semplice da decifrare. Inoltre, debuttano i videogiochi a bordo con possibilità di connettere controller e cuffie via Bluetooth.
L’assistente intelligente è più intelligente
Migliorano anche i comandi vocali, che già prima prevedevano l’integrazione con ChatGPT ma con risultati discutibili. L’AI è ora più abile nell’amalgamarsi con l’assistente vocale soprattutto nella ricerca dei punti di interesse. Ancora, si può usare la voce per comandare un più ampio ventaglio di assistenti alla guida e di funzioni dell’auto, come il regolatore di velocità attivo e la sua distanza di sicurezza.
Ampliate anche le cosiddette routine, che avevo già avuto modo di apprezzare sulla Q3: la vettura apprende le tue abitudini e provvede ad automatizzare certi processi, per esempio sbloccare le portiere quando ti fermi a un determinato indirizzo, sollevare la vettura (in caso di sospensioni pneumatiche) per superare la rampa del proprio box, oppure attivare il cruise control quando imboccate il solito casello autostradale.
Arriva la dashcam
Novità, a richiesta, la dashcam integrata nello specchio retrovisore interno, capace di registrare in 4K con HDR per garantire buone prestazioni anche in condizioni di scarsa luce. Le registrazioni foto/video si gestiscono tramite un’app dedicata nell’infotainment. Poi c’è la funzione evento, che utilizza un buffer continuo per salvare automaticamente i 30 secondi prima e dopo un eventuale incidente, oppure in situazioni specifiche (per esempio una brusca frenata o l’attivazione dell’hazard). Le registrazioni, comprensive di geolocalizzazione, velocità e ora, vengono salvati solo su una scheda SD locale e sono visualizzabili anche sul display centrale.
Per rilassarsi un po'
Debuttano poi i cosiddetti mondi esperienziali: si tratta di scenari che combinano l’azione sincronizzata delle luci a Led interne, i suoni, il massaggio dei sedili e l’operato clima per creare atmosfere rilassanti o energizzanti. Qualcosa di molto simile, va detto, si era già visto da tempo in casa BMW. Tre le modalità - Activating, Relaxing e Harmonizing - che durano dai 10 ai 20 minuti e si adattano ai movimenti dell’auto mentre guidi. Sui modelli elettrici c’è anche la modalità Power Nap, pensata per schiacciare un pisolino durante le pause, per esempio mentre l’auto si ricarica.
Nuovi Matrix
Per quel che riguarda la sicurezza durante la guida notturna, da segnalare poi l’introduzione dei proiettori Matrix con tecnologia micro-Led, già sulla Q3. Oltre a una più rapida e capillare illuminazione, prevedono la funzione orientamento che aiuta a mantenere il veicolo al centro della corsia e un simbolo a forma di freccia sulla strada indica se il veicolo sta involontariamente uscendo dalla propria corsia. In caso di basse temperature e fondi a bassa aderenza, viene proiettato un simbolo di ghiaccio per avvisare gli occupanti del veicolo. In abbinamento, ci sono le luci posteriori con tecnologia Oled di seconda generazione, con ben con 198 segmenti per faro e svariate possibiltà di personalizzazione.
Chi sta ordinando un MY2025 può stare tranquillo
Va precisato infine che tutte queste novità, poiché sfruttano anche alcune nuove componenti hardware, non possono essere installate retroattivamente sui modelli già esistenti. I clienti che stanno attualmente ordinando la nuova auto MY 25 verranno però protetti e passati alla versione che include le novità.
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