Qualità a livello delle avversarie tedesche, prezzo competitivo (41.751 euro) ed equipaggiamento degno di una vettura di rango, la nuova "9-3 Cabriolet" ha le carte in regola per raccogliere l'eredità dell'indimenticata "900 Cabriolet".

A bordo, l'atmosfera è quella tipica delle "9-3": la plancia lievemente orientata verso il guidatore, i comandi disposti al posto giusto, il blocchetto d'accensione sul tunnel centrale, dietro la leva del cambio. Ammirabile l'accuratezza costruttiva: la capote a tre strati, per esempio, ha un rivestimento interno inappuntabile, che copre con precisione l'intelaiatura, e si può aprire o chiudere in maniera completamente automatica, anche in movimento, fino a una velocità di circa 30 km/h.

Il due litri sovralimentato da 155 kW-210 CV, abbinato a una trasmissione automatica a cinque marce d'impostazione turistica, combina l'allungo dei motori a benzina e la loro pressoché totale assenza di vibrazioni con la disponibilità di coppia ai bassi regimi (300 Nm a 2500 giri) dei turbodiesel. Unico neo, l'accelerazione, penalizzata dalla massa di 1760 chili.

La "9-3" si guida in "souplesse", sfruttando innanzitutto la coppia. Dalla capote, che resta tesa pure ad andature elevate, non arrivano spifferi, ma soltanto fino ai 130 orari: oltre, il confort acustico tende a diminuire. La vettura resta confortevole anche aperta, soprattutto con i finestrini alzati. In movimento, le reazioni sono contenute e controllate nelle situazioni d'emergenza, con le sospensioni che assorbono efficacemente le asperità, nonostante l'assetto sportivo e i pneumatici superribassati. Poco progressivo, invece, lo sterzo, specie nei cambi di corsia ad alta velocità.

Buona la frenata, grazie ai quattro dischi autoventilanti, da 302 millimetri all'avantreno e da 292 dietro, all'Abs e al sistema di assistenza. Gli spazi d'arresto sono contenuti e la resistenza alla fatica è più che adeguata.