È la più compatta delle BMW, d'accordo, ma il Dna della nuova "serie 1" è assolutamente lo stesso delle sorelle maggiori. Sia nel design, realizzato come di consueto da Chris Bangle, sia nella meccanica, forte della disposizione longitudinale del motore con trazione posteriore (è l'unica nel segmento). Ma non fatevi troppe illusioni; nonostante le dimensioni "piccole" della nuova BMW, la spesa per portarsela a casa, nella versione motorizzata "120d", è tutt'altro che "piccola". Si parte dai 28.051 euro dell'allestimento "Eletta", che possono lievitare notevolmente se di decide di attingere al ricco listino delle personalizzazioni: la vettura provata sfiorava i 37 mila euro.

In compenso, però, si è certi di acquistare una vettura davvero particolare; per esempio il due litri turbodiesel, che è subito diventato il riferimento della categoria, eroga la potenza record di 82 CV/litro (163 in tutto e ben 340 i Nm di coppia) e assicura prestazioni eccellenti anche in abbinamento all'ottima trasmissione automatica a cinque rapporti (optional), che influisce soltanto un po' sui consumi (le medie fatte segnare con il cambio meccanico a 6 marce sono più favorevoli).

Il comportamento dinamico, grazie al buon bilanciamento delle masse sui due assali, è molto sportivo e divertente. Lo sterzo è esente da qualsiasi reazione dovuta alla coppia motrice, anche se non brilla per progressività. Nelle manovre più brusche, quando la vettura viene sollecitata a fondo, le risposte sono piuttosto vivaci e solo l'intervento del controllo elettronico Dsc (di serie) la mantiene sulla giusta traiettoria. Ottima la resistenza dell'impianto frenante, ma gli spazi d'arresto, probabilmente a causa del tipo di pneumatici, non sono eccezionali.

Poco importa, infine, se l'abitabilità posteriore è un po' sacrificata; la "serie 1" è stata pensata intorno al guidatore (a proposito, il posto guida è perfetto) e si è già imposta, oltre che per le doti da autentica "driver's car", per l'immagine esclusiva, da vero e proprio status symbol.