Abbiamo guidato la prestigiosa Suv inglese lungo il percorso della più famosa gara in salita su terra, la Pikes Peak in Colorado (Stati Uniti).

Spinta da un V8 di 4.2 litri, sovralimentato con compressore volumetrico, ha risalito velocissima l'estesa serie di tornanti che porta alla quota record di 4000 metri. Praticamente un'autostrada, ma di terra battuta, con strapiombi ai lati. Nonostante l'atmosfera rarefatta, la sensibile pendenza da superare e la massa non trascurabile della vettura, il potente motore ha aggredito la salita senza esitare, con l'auto saldamente ancorata al terreno e un assetto quasi piatto, complice il sistema "Dynamic Response" che contrasta il coricamento laterale.

L'acceleratore è molto sensibile e la risposta sempre pronta, soprattutto quando c'è da riprendere da bassa velocità. Una progressione intercalata, in modo quasi impercettibile, dalla selezione automatica delle sei marce. C'è anche la possibilità di utilizzare il cambio manualmente, ma a parte il piacere di scegliere il rapporto (più virtuale che reale), poco cambia nel comportamento dell'auto. Divertente, tra l'altro, il colpetto automatico di acceleratore in scalata, che rende il rallentamento più morbido.

Le prestazioni sono più che ragguardevoli: in pista, la "Sport" ha toccato la punta massima di 225 km/h e nello scatto da zero a cento orari ha fermato il cronometro allo scoccare esatto degli otto secondi; buone prestazioni anche in ripresa. I consumi, infine, sono quelli attesi: non devono sorprendere percorrenze comprese tra 4 e 6 km con un litro di benzina. Con un serbatoio di 88 litri, significa dover fare il pieno ogni 400 chilometri. Aspetto sempre fastidioso per una "supersuv" a suo agio soprattutto nei lunghi percorsi autostradali.