Il nome riassume tutto: "SportHatch", dove "sport" non ha bisogno di traduzioni e "hatch" non significa altro che "portellone". Un nome ben più pregnante di quel "Combi" con cui, a Trollhättan, erano soliti designare le giardinette.

Alla Saab volevano essere chiari sulle aspirazioni della nuova creatura: un appeal dinamico e sportiveggiante, ma anche una capacità di carico adeguata. Nella configurazione a cinque posti, il bagagliaio ha una capacità di 426 litri, che possono crescere fino a quasi 1300, secondo quanto dichiara la Casa. Risultati interessanti che, però, non dicono tutto sulla zona posteriore di questa "9-3" che, ancor più che sullo spazio, può contare su un bel pavimento piano e regolare, su alcuni vani secondari e, soprattutto, su una soglia di carico priva di scomodi gradini.

Per il resto, nell'abitacolo della "9-3" si ritrovano le buone qualità che abbiamo sempre lodato nella berlina: un bel posto di guida, una plancia che, nonostante la gran quantità di tasti e interruttori, riesce a non incutere soggezione neppure nei primi minuti di utilizzo e una disponibilità di spazio adeguata, anche se non certo ai vertici della categoria.

Vale la pena ricordare che il "1900" da 150 CV che muove questa "9-3" è l'italianissimo Multijet che c'è sotto il cofano di molte Fiat e Alfa. Per la Saab, una gran bella eredità degli ormai disciolti legami tra General Motors e gruppo Fiat. Ben dotato di potenza e coppia, riesce a essere vivace e a regalare alla "SportHatch" un comportamento piuttosto spigliato.

L'unico limite rimane quello, "storico", del quale abbiamo parlato ogni volta che ci è capitato di provare auto con questo motore: sotto i 2000 giri, quando il turbo non è ancora entrato in gioco appieno, fatica un po' a rispondere alle richieste del guidatore, salvo poi spingere con convinzione quando la pressione di sovralimentazione raggiunge il massimo. A bassi giri, rumore e vibrazioni del motore sono abbastanza contenute, anche se non c'è da gridare al miracolo. In compenso, alle andature autostradali, la "9-3" regala un isolamento acustico perfetto: il propulsore, magicamente, rimane in sottofondo e la corretta profilatura della carrozzeria non lascia sfuggire il benché minimo sibilo, nonostante la presenza, sull'esemplare della nostra prova, delle barre portatutto, un optional da 200 euro.

Pur silenziosa com'è, e con sedili dall'ottima profilatura, la "SportHatch" non soddisfa appieno in materia di comodità: l'allestimento "Vector", con pneumatici da 17 pollici, gomme ribassate e un assetto che privilegia le qualità stradali, rende la vettura un po' troppo "secca" sulle sconnessioni.