Chi pensa che le Sport Utility debbano essere grandi e grosse, sarà meglio che si ricreda, perché con la "Sedici" siamo poco sopra i quattro metri di lunghezza. È bene chiarire subito, però, che la nuova Fiat non è una Suv come tutte le altre: qualche centimetro in più da terra, un paio di ripari nella zona bassa dei paraurti, fasce paracolpi laterali ben dimensionate ed ecco che si trasforma in una Suv quella che invece potrebbe essere una tranquilla "cinque porte".

Sulla neve, la nuova Fiat non è mai in difficoltà e basta poco per rendere evidenti le buone qualità del sistema di trazione integrale, che trasferisce la coppia alle ruote posteriori non appena quelle davanti cominciano a pattinare. Il tutto, con grande solerzia e in maniera del tutto automatica. Se però il pilota lo desidera, può premere un tasto accanto alla leva del freno a mano per scegliere le altre due modalità possibili: avere in maniera permanente la trazione su tutte e quattro le ruote o, viceversa, escludere sempre e comunque la trazione alle ruote posteriori. La qual cosa, di fatto, rende la "Sedici" una "semplice" trazione anteriore.

La "Sedici" nasce da un progetto congiunto tra la Fiat e la Suzuki e il motore 1.6 a benzina fa parte degli elementi portati in dote dai giapponesi (gli italiani si sono occupati soprattutto dello stile e dei propulsori a gasolio): è morbido, regolare e privo di vibrazioni, ma avrebbe meritato una migliore insonorizzazione, soprattutto agli alti regimi. In autostrada, per esempio, a velocità Codice il confort acustico è piuttosto limitato, complice anche la scalatura del cambio su cinque sole marce. Ci si può consolare con una leva forse un po' bassa sul tunnel, ma dalla manovrabilità più che apprezzabile, e con un pedale della frizione leggero come una piuma. Le cinque marce non sono d'aiuto neppure sotto il profilo dei consumi: non che la "Sedici" a benzina sia un pozzo senza fondo, ma bisogna mettere in conto una media generale di dieci km/litro.

La gradevolezza della "Sedici" passa anche per un comando dello sterzo piuttosto pronto e preciso (in rapporto alla categoria d'appartenenza della vettura) e per la sincerità generale del comportamento, che non mette mai in apprensione il guidatore: nelle curve, la "Sedici" s'appoggia con decisione sulle ruote esterne, rolla, ma mantiene una rassicurante solerzia nell'obbedire ai movimenti del volante.

I dettagli sottotono sono da cercare invece nell'abitacolo, dove qua e là emerge quel pragmatismo (tutto giapponese) che a tratti scivola nell'austerità: plastiche robuste, ma poco appaganti, e accostamenti di colori non troppo solari e chiassosi. Oppure, per scendere nel funzionale, il piantone dello sterzo che si regola in altezza, ma non in profondità, o il sedile del guidatore che ha la regolazione in altezza soltanto sulla "Emotion", la più lussuosa. E poi, il divano posteriore che "semplicemente" si ribalta in avanti ma non scorre longitudinalmente, una caratteristica che non sarebbe trascurabile su una vettura che rivendica per sé quella flessibilità che, assieme alle qualità di guida, rappresenta l'essenza di una Sport Utility. Oltretutto, i prezzi della "Sedici" non sono popolarissimi: una "Emotion" a benzina come la nostra parte poco oltre i 20.500 euro.