La qualità della vita a bordo di auto come questa si misura anche attraverso parametri come la luminosità interna, la possibilità per tutti gli occupanti di gestire autonomamente il clima e l'opportunità di avere a portata di mano tanti di quei piccoli confort che siamo abituati a trovare nel salotto di casa: luci diffuse per i viaggi notturni, tavolini con spot di lettura integrati, frigobar e persino sofisticate alette parasole scorrevoli che, scoprendo l'enorme parabrezza, fanno filtrare una quantità di luce straordinaria.

Tutto questo sulla monovolume francese c'è, oltre a un sofisticato sistema di climatizzazione che permette di gestire il clima da quattro diversi punti. Inutile dire che la posizione di guida rialzata e l'ampia superficie vetrata ampliano a dismisura il campo visivo, reso ancora più favorevole dall'intelligente conformazione assunta dai montati anteriori del tetto.

I comandi delle varie funzioni sono in larga parte raccolti sul piantone dello sterzo o nelle sue vicinanze, in maniera tale che per azionarli non è mai necessario staccare le mani dal volante. La concentrazione di leve, levette, pulsanti e cursori, però, è tale da provocare confusione, difficoltà nell'individuazione e nella lettura dei simboli di riferimento e talvolta anche l'inserimento indesiderato di qualche dispositivo a causa di un movimento sbagliato delle mani durante la guida.

Persino la leva del cambio è stata spostata in prossimità del volante. Più piccola di quella classica gestisce soltanto la "retro" o la marcia avanti (optando tra la modalità automatica o quella manuale), affidando ai due gradi "paddles" dietro le razze del volante il compito di selezionare le varie marce del nuovo cambio elettroattuato. Come su quasi tutti i dispositivi che prevedono lo stacco e riattacco automatico della frizione (manca ovviamente il relativo pedale) la selezione dei sei rapporti è un po' rallentata (il fenomeno risulta molto meno evidente quando si selezionano le marce manualmente), ma non al punto da risultare fastidiosa o penalizzante nella guida.

D'altro canto, nel traffico urbano l'assenza del pedale della frizione rende le marce in colonna e i continui "tira e molla" molto meno affaticanti, specie se si seleziona la funzione automatica dei cambi marcia. Sui percorsi extraurbani, invece, bisogna fare ricorso ai "paddles" per sentirsi davvero padroni della vettura. E comunque, la risposta non è mai davvero sportiva, anche perché il due litri turbodiesel da 136 CV è generoso, duttile e morbido, ma non ha un temperamento particolarmente brioso, e soprattutto ha l'ingrato compito di portarsi dietro una massa piuttosto consistente (oltre 1800 kg in condizione di prova). Consumi buoni, ma non da record.