Alla fine, è una macchina da venti milioni di lire, non pochissimo come era legittimo aspettarsi da una low-cost romena, ma meno di tutte le altre auto di queste dimensioni (quattro metri). Buona parte della meccanica è quella della Renault Clio della penultima generazione: solida, ma con qualche inevitabile arretratezza. La Sandero, in teoria, potrebbe avere la vita facile, in quanto è il secondo modello della Dacia e arriva dopo il sorprendente successo della Logan MCV. Solo in teoria, però. Perché se la Logan ha una sua unicità, cioè l?enorme spazio a un prezzo dove di concorrenti non c?è nemmeno l?ombra, la Sandero invece è una normale utilitaria, e tra le sue rivali naturali non mancano pezzi da novanta come la vecchia Fiat Punto o la stessa Clio da cui deriva, entrambe ancora in produzione, di fianco ai nuovi modelli, proprio per intercettare i clienti attratti dal basso prezzo...

Detto questo, la Sandero non è niente male. La linea è riuscita e salendo a bordo si trovano una plancia gradevole e un posto guida persino migliore di quello della Logan, con volante regolabile in altezza. Sulla versione Lauréate i bordi dei quadranti e la console centrale sono a effetto metallo, per appagare anche la vista. Le plastiche sono durette e le finiture appaiono migliorabili, ma siamo a livelli più che dignitosi. L?unica stranezza è il clacson sulla levetta a sinistra del volante, come sulle vecchie auto francesi, ma in generale ci si sente subito a casa, con tutto l?essenziale a portata di mano.

Quanto emerge dai test di stabilità sul bagnato, però, lascia perplessi. I birilli volano e l?auto finisce fuori controllo (vedi galleria fotografica). Un risultato non deve sorprendere più di tanto, se si pensa che sarebbe capitato a qualunque altra vettura concepita dieci anni fao. C?è poco da fare: alla Sandero manca il controllo elettronico della stabilità e in più sconta le conseguenze di un assetto abbastanza morbido, più votato al confort che alla guida sportiva, e di uno sterzo non proprio preciso, piuttosto lento, anche nelle versioni Lauréate che hanno il servosterzo di serie (precisazione necessaria, dal momento che la 1.4 entry level non ha nemmeno questo servocomando...).

Le prestazioni della Sandero 1.6 sono accettabili: l?accelerazione 0-100 km/h è quasi buona (12,6 secondi), la ripresa è lentina, ma più che sufficiente (24,6 secondi nel 70-120 in quinta). Quel che non va tanto bene, invece, sono i consumi, soprattutto quelli a velocità sostenuta: la media autostradale di 8,3 km/l è un forte disincentivo a intraprendere lunghi viaggi. Ancora una volta, basta saperlo: se macinate decine di migliaia di chilometri l?anno e schiacciate parecchio sul gas, la Sandero non fa per voi; ma se, come molte famiglie, usate l?auto per spostamenti brevi e per le vacanze una volta l?anno, perché no?