Torna la linea monovolume sulla Jazz. Quella vera, con il cofano corto e tondeggiante, che si raccorda senza soluzione di continuità con il parabrezza. Non è una novità, certo, ma è da qualche anno che non si vedeva più una linea così fluida, quasi perfetta nella sua razionale semplicità. Una linea che consente di ottenere, a parità di dimensioni esterne, la miglior volumetria interna, senza penalizzare l?aerodinamica. La Jazz è cresciuta. 5,5 cm più lunga rispetto al modello precedente (3,90 metri in totale), un paio in larghezza e 5 nel passo. Insomma: in quattro si viaggia bene, con qualche limitazione solo in altezza per le persone di statura superiore alla media. L?abitacolo, grazie alle ampie vetrature, è molto arioso, cosa che influisce positivamente sul confort di marcia.

L?organizzazione dello spazio interno merita un discorso a parte. Per esempio, quando si abbatte lo schienale posteriore (frazionato in due parti), il piano di seduta si abbassa sul pavimento fino a formare una superficie di carico davvero molto ampia. Il bagagliaio, con una capacità di ben 357 litri, è diviso in due, con una paratia mobile che consente di accedere a un ampio doppio fondo ricavato utilizzando lo spazio normalmente dedicato alla ruota di scorta (è disponibile solo un kit di gonfiaggio). L?abitacolo è rifinito con cura e il posto guida dimostra un attento studio ergonomico, con il volante (multifunzione) ampiamente regolabile, che consente di trovare subito la posizione più idonea alla propria corporatura. I comandi sono disposti in modo ordinato e sono suddivisi per zone.

Il motore ha la stessa cilindrata del precedente, ma è stato rivisto profondamente nel sistema di aspirazione e scarico. La potenza passa da 83 a 99 CV, mentre la coppia raggiunge i 127 Nm: quanto basta per conferire alla Jazz una bella vivacità di marcia. All?atto pratico la piccola giapponese non delude: sfiora i 180 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in 10,8 secondi, lasciandosi alle spalle molte concorrenti del segmento B. Il quattro cilindri è sempre pronto e disponibile, anche a basso e medio regime. Su strada significa muoversi con disinvoltura e riuscire a trarsi d?impaccio anche dalle situazioni meno favorevoli. Il cambio a cinque marce ha innesti brevi e precisi, quasi da sportiva, e permette di sfruttare bene le caratteristiche del motore. Una sesta marcia, però, ci sarebbe stata proprio bene, aiutando a ridurre ulteriormente i consumi in autostrada e migliorando il confort acustico.

Il comportamento stradale segna senz?altro un bel passo avanti rispetto al modello precedente. L?assetto è piuttosto rigido, ben sostenuto, con rollio abbastanza limitato. Pur senza essere una sportiva, tenuta e stabilità sono di buon livello. Il controllo elettronico della stabilità dà una buona mano al guidatore nelle situazioni più critiche, anche se è un po? troppo invadente. Peccato che la Honda lo riservi soltanto alle versioni più potenti (per le quali è di serie), ma non lo preveda, neppure a richiesta, sulle più popolari 1200. Lo sterzo a servoassistenza elettrica si adatta bene alle caratteristiche della Jazz, ma ci sembra ancora migliorabile quanto a sensibilità e progressione. Un appunto anche ai freni, che si comportano bene in normali condizioni d?uso, ma tendono ad affaticarsi con eccessiva facilità quando li si sollecita oltre misura. Quanto ai consumi, si dimostra sempre poco assetata.