Abbiamo messo a confronto la Honda CR-V e la Toyota Rav 4. La prima imborghesita e più stradale, la seconda, qui in versione Crossover, sempre con il bloccaggio del differenziale centrale, ma senza più il ruotone di scorta esterno sul portellone. Le due Suv giapponesi si marcano stretto ormai da tre generazioni, e arrivate alla quarta sfida offrono grossomodo la stessa mercanzia: turbodiesel 2.2 da 150 CV, cambio automatico, confort elevato e spazio a bordo per una famiglia di quattro persone, con bagagli sufficienti anche per andare in vacanza. Vediamo i punti forti dell?una e dell?altra.

Simili ma differenti. Salendo a bordo colpisce più favorevolmente la CR-V. Ha un design più sobrio, ma finiture e materiali sembrano di qualità migliore. Nella sostanza, comunque, le due giapponesi si equivalgono, fin nei particolari: buone regolazioni, grandi display sulle console, dove visualizzare il navigatore (di serie sulla CR-V Advance, supercompleta e costosa; a 2.050 euro sulla RAV4) o la zona dietro l?auto quando s?inserisce la retro, grazie all?utile telecamera posteriore. Tanto spazio nell?abitacolo e dietro divani scorrevoli longitudinalmente. Mancano le bocchette del clima in seconda fila, mentre un difetto, più evidente sulla Toyota e un po? meno sull?Honda, è l?assenza di svuotatasche a vista.

Poco più che restyling. In realtà questi model year 2010 di CR-V e RAV4 sono poco più che restyling. La Suv Honda, per esempio, si riconosce per il nuovo paraurti e la calandra ridisegnata, ma la vera novità è il gruppo motore-cambio preso in prestito dall?Accord. Quanto alla RAV4, pure lei ha il frontale nuovo e gli immancabili Led nei fari posteriori, ma dentro è rimasta uguale. Entrambe queste versioni, spinte da turbodiesel moderni, silenziosi e molto efficienti, abbinati a cambi automatici, sembrano nate per percorrere tanta strada. La CR-V ha il passo più lungo, ma alla guida le differenze sono minime. Ciò che le distingue è soprattutto l?elettronica: entrambe hanno il regolatore di velocità, ma la CR-V ha pure il sistema anticollisione che previene l?impatto col veicolo che precede.

Per quanto riguarda le prestazioni pure, il verdetto della nostra pista darebbe la vittoria alla Toyota, per pochi decimi sia in accelerazione sia in ripresa. Il suo sei marce è utilizzabile manualmente con le palette al volante e si dimostra più rapido e sportivo del tradizionale cinque marce Honda, che ha solo la pigra e turistica D. Curiosamente, invece, nelle percorrenze prevale la CR-V che, nonostante i 106 kg in più e l?assenza di una sesta di riposo, in media fa qualche chilometro in più.